giovedì,  21 novembre 2019

Agricoltura. Dal 28 al 30 novembre a Ferrara fiera internazionale Futurpera, presentazione a Bologna

Mercato ed export, ricerca sui temi fitosanitari, confronti tra gli operatori della filiera. Dalla Regione piano di interventi straordinari per l’ortofrutta

Caselli a conferenza stampa Futurpera 2019La filiera delle pere, importante segmento dell’ortofrutta emiliano-romagnola che con quasi 19 mila ettari, il 70% del potenziale nazionale, è di gran lunga la principale zona di produzione (Europa compresa), sarà al centro di Futurpera, un evento fieristico unico in Europa a Ferrara, dal 28 al 30 novembre. Nel corso della tre giorni dedicata al comparto, si alterneranno convegni, incontri con i buyer, focus sui nuovi mercati per favorire export e consumi, oltre a sessioni sulle patologie che, in particolare quest’anno, hanno danneggiato le pere prodotte in regione. 
L’appuntamento è stato presentato oggi a Bologna da Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Maggi, assessore del Comune di Ferrara, Stefano Calderoni, presidente della società FuturPera, Gianni Amidei, presidente dell’Organizzazione Interprofessionale Pera e il vicepresidente Albano Bergami, e Filippo Parisini di Ferrara Fiere e Congressi.
La Regione da inizio legislatura ha messo in campo conoscenze, risorse economiche, strategie per difendere, insieme al reddito di imprenditori e lavoratori agricoli, il futuro dell’agricoltura. A settembre è uscito il bando regionale da 250 mila euro che consente alle imprese di accedere a mutui e prestiti agevolati ed evitare crisi di liquidità.

L’impegno della Regione

Tra le richieste avanzate dalla Regione anche una legge nazionale per la sospensione dei versamenti previdenziali da parte delle aziende agricole, un passaggio fondamentale per evitare alle aziende stesse di trovarsi in situazioni di irregolarità che potrebbero impedire loro di beneficiare in futuro di contributi pubblici, innescando un pericoloso circuito negativo. Altrettanto importante l’integrazione delle giornate lavorate per veder riconosciuto l’istituto della disoccupazione prevista in agricoltura, per coloro che non raggiungessero i livelli minimi oggi previsti.Pere, frutta

“Per quanto riguarda le risorse regionali – spiega Caselli -, dopo la modifica della nostra legge sul credito, abbiamo più che raddoppiato le risorse a disposizione del credito agevolato. Con tre milioni di euro l’obiettivo è portare i mutui in essere sul prestito di conduzione a scadenze di tre-cinque anni per tenere conto della crisi di liquidità. Nel nuovo bando le imprese danneggiate dalla cimice avranno la precedenza assoluta sui finanziamenti”.

Con le rappresentanze agricole, le istituzioni, le organizzazioni di produttori, gli enti di ricerca e le altre regioni del Nord è stato definito un importante Piano di intervento, che prevede azioni a livello regionale, nazionale ed europeo, per dare un futuro a un settore essenziale.

 Per quanto riguarda le disponibilità a livello nazionale, l’assessore ha ricordato l’impegno del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova per un fondo triennale da 80 milioni di euro da inserire nella legge di bilancio attualmente in discussione e, al livello europeo, la richiesta di risorse dedicate nell’ambito del Fondo per le crisi previsto dalla Politica agricola comunitaria. L’assessore, in qualità di presidente di Arefhl l’associazione delle Regioni europee produttrici di ortofrutta, ha avuto un incontro a Bruxelles con rappresentanti della Dg Agri della Commissione europea per richiedere a favore delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli (Op) maggiore tutela, aiuti economici straordinari e fondi aggiuntivi per la ricerca e per la sperimentazione degli insetti antagonisti.

In Emilia-Romagna sono 16 le Op che trattano in prevalenza e alcune in maniera esclusiva la produzione della pera, su 26 Op riconosciute a livello regionale nel settore ortofrutta che complessivamente aggregano oltre 11 mila aziende.

 “La pera- ha concluso Caselli- è una coltura dove vengono impiegati sistemi produttivi a basso impatto ambientale e dove, per la commercializzazione, si ricorre a tecniche innovative per la trasformazione e l’imballaggio. Tutti aspetti importanti per i consumatori che vanno ripresi nelle iniziative a sostegno dei consumi e per ricercare nuovi mercati. L’efficacia della commercializzazione passa, necessariamente, attraverso il sostegno alle attività delle Organizzazioni dei produttori, le Associazioni e le Organizzazioni interprofessionali che rappresentano le chiavi di volta per gestire la produzione e indirizzarla sui mercati”.

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pubblicato il 2019/11/21 17:48:03 GMT+1 ultima modifica 2019-11-21T17:48:03+01:00

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