giovedì,  23 maggio 2019

A Riccione il grande giornalismo investigativo: dal 30 maggio al 2 giugno, la V edizione di Dig festival

Proiezioni, incontri , seminari, mostre. E i Dig awards: 26 finalisti in gara su 300 in concorso. Tra i protagonisti Charlie Phillipps e Naomi Klein

Dig Festival_palcoUna cinquantina di proiezioni pubbliche, 14 incontri, 12 seminari e 6 tra concerti, spettacoli e mostre. Il tutto con uno sguardo particolare all’attualità.   Con il titolo “Personal matters” (questioni personali) torna per il quinto anno a Riccione, dal 30 maggio al 2 giugno, il Dig Festival, rassegna internazionale dedicata al giornalismo investigativo.

La manifestazione, che assegna alle migliori inchieste e reportage video dell’anno i Dig Awards, è promossa dalla Regione Emilia-Romagna, dall’ Associazione Dig che sostiene i reporter di tutto il mondo e valorizza il lavoro dei freelance e dal Comune di Riccione, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna ed è stata  presentata oggi a Milano da Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Riccione e Sara Paci, dell’Associazione Dig.

Tra i nomi più in vista di questa quinta edizione c’è quello di Naomi Klein (presidente della giuria del premio), che assieme ad altri 13 professionisti di livello internazionale, tra cui Charlie Phillips (che ha fondato e dirige la divisione Documentari del Guardian), dovrà decretare i vincitori delle 7 sezioni del concorso Dig Awards, scegliendoli tra 26 lavori già selezionati, sulle 300 candidature provenienti da ogni parte del mondo.

Grande attesa, in particolare, per la sezione Dig Pitch, riservata ai progetti in fase di sviluppo o pre-produzione, che mette in palio un premio di produzione da 15mila euro, assegnato al termine di un incontro tra gli autori e importanti produttori internazionali: un format che negli anni passati ha portato alla realizzazione di molte delle inchieste giunte alla selezione finale.

Accanto a tanti reporter, il Dig Festival ospiterà anche artisti e protagonisti del mondo della cultura. Un primo assaggio è offerto dal manifesto di questa edizione, affidato a uno dei più apprezzati street artist italiani, Ericailcane, che ha reinterpretato in chiave personale il simbolo di Dig e del giornalismo d’inchiesta: l’inconfondibile watchdog, il cane da guardia della democrazia.

Tra gli ospiti del Dig Festival ci sarà anche Elio Germano, che presenta il suo nuovo progetto Segnale d’allarme. La mia battaglia VR, proiezione in realtà virtuale del monologo scritto a quattro mani dall’autore con Chiara Lagani (Palazzo del Turismo, sabato 1 giugno, ore 16.30, 18.30; domenica 2 giugno, ore 10.00; prenotazione obbligatoria). Tra i tanti eventi speciali, da segnalare sabato 1 giugno l’unico concerto italiano di Thuston Moore, leader dei Sonic Youth; ad aprire il suo solo live è la rivelazione dell’indie italiano Giorgio Poi (Spazio Tondelli, dalle 22.30). Il doppio concerto arriva a conclusione della giornata clou di Dig 2019. Sempre sabato 1 giugno, sono in programma due degli appuntamenti più attesi di questo Dig Festival:alle 18.30, in Piazzale Ceccarini, l’intervista a Naomi Klein e alle 21.30, nella stessa piazza, la premiazione dei Dig Awards.

Il tema dell’anno 2019

Le “questioni personali” sono il punto di partenza per una riflessione di ampia portata sul tema dell’informazione che prende in considerazione il punto di vista dei reporter, che non si accontentano delle versioni ufficiali, i rischi che corrono in ogni parte del mondo per scavare alla ricerca della verità, sfidando censura e criminalità.  Ma personali sono anche i dati sottratti quotidianamente a milioni di persone, secondo pratiche invasive denunciate da reporter e attivisti in inchieste di grande valore pubblico. Attorno a queste riflessioni, (sabato 1 giugno, ore 17) Personal Matters, un confronto di livello internazionale moderato da Claudine Blais, caporedattrice dello storico programma canadese Enquête; ospiti James Harkin, direttore del Centro di Giornalismo Investigativo di Londra, Gabi Manuli, deputy director del Global Investigative Journalism Network, e Jeremy Scahill, cofondatore della celebre testata online statunitense The Intercept.

Non solo “questioni personali”, ma anche i temi principali dell’attualità intorno ai quali il Dig Festival organizza incontri con i grandi protagonisti del giornalismo italiano e internazionale, in un programma che ha scelto di raccontare il mondo che cambia attraverso le migliori produzioni televisive e video selezionate tra 300 opere in concorso ai Dig Awards. Organizzato dall’associazione Dig, con il Comune di Riccione e la Regione Emilia-Romagna, il festival si apre giovedì 30 maggio (ore 21, Spazio Tondelli) con la proiezione del docufilm di Alex Winter Panama Papers (2018).

I finalisti dei Dig Awards

Nell’edizione 2019 sono stati 302 i lavori raccolti, con il 60% di opere provenienti da oltre 20 Paesi stranieri. La giuria presieduta da Naomi Klein ha selezionato 26 finalisti per le 7 diverse sezioni che riguardano inchieste, reportage e progetti in fase di sviluppo.

Tra i temi più approfonditi, oltre a guerre, casi di corruzione e fenomeni migratori, si segnala un’attenzione crescente per i problemi climatici e lo sfruttamento delle risorse naturali, i drammi dei minori e le ingiustizie socio-economiche.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero, a eccezione degli incontri della sezione Dig Masterclass e del concerto di Thurston Moore e Giorgio Poi.

Il programma completo è sul sito https://dig-awards.org. (teaser del festival https://vimeo.com/333716971)

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pubblicato il 2019/05/23 15:05:00 GMT+2 ultima modifica 2019-05-23T15:31:07+02:00

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