giovedì,  31 gennaio 2019

Pesca, accordo tra le tre Regioni del Distretto Alto Adriatico per un'area marina a tutela di delfini e tartarughe

Entro febbraio Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia presenteranno al ministero dell'Ambiente una proposta unitaria. Senza compromettere le attività legate al settore ittico

Accordo pesca Emilia Romagna Veneto Fvg Alto adriatico Caselli (gennaio 2019)Accordo raggiunto nell’ambito del Distretto di Pesca Alto Adriatico, l’organismo che raggruppa le Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, sulla proposta unitaria di istituzione di un’area marina di tutela di delfini e tartarughe, che al tempo stesso salvaguarda le attività di pesca e acquacoltura.

È la posizione emersa questa mattina a conclusione della riunione del Comitato di gestione del Distretto, che ha visto la partecipazione degli assessori regionali alla Pesca, Simona Caselli (Emilia-Romagna), Giuseppe Pan (Veneto) e Stefano Zannier (Fvg). Presenti all’incontro anche il sottosegretario alla Pesca, Franco Manzato, oltre ai rappresentanti del ministero dell’Ambiente.

L’intesa prevede l’individuazione di un’area marina dove istituire un Sic (Sito di interesse comunitario) per la tutela delle due specie protette, anche per scongiurare l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea che ritiene insufficienti le aree Sic finora istituite dall’Italia. L’accordo comporta la contestuale definizione delle misure di conservazione delle specie da salvaguardare e la garanzia di non applicazione generalizzata su tutta l’area dei divieti di pesca previsti dalle norme comunitarie (art. 4, comma 4, del “regolamento mediterraneo” n.1967 del 2006); divieti che permangono solo in presenza di fondali con posidonie e coralli, come già avviene oggi.

Accordo pesca Emilia Romagna Veneto Fvg Alto adriatico Caselli (gennaio 2019) - 2La proposta unitaria, che dovrà delimitare i confini del Sic marino e definirne le regole per la pesca, sarà presentata in via preliminare dalle tre Regioni del Distretto al ministero dell’Ambiente il 7 febbraio prossimo, per essere poi formalizzata entro la fine del mese. Sulla base del lavoro dei tecnici delle Regioni interessate e dei dati scientifici a disposizione, che evidenziano un notevole incremento della presenza di delfini e tartarughe marine, l’ipotesi di delimitazione dell’area di tutela dovrebbe comprendere una parte di zone marine già sottoposte a vincoli di vario tipo, oltre a una fascia ristretta localizzata tra le 6 e le 12 miglia marine dalla costa romagnola e veneta. Per il Friuli resta da definire un’area Zps (Zona di protezione speciale) sotto costa per la salvaguardia degli uccelli migratori, in particolare gli anatidi. 

Il comparto della pesca e dell’acquacoltura nelle tre regioni interessate coinvolge oltre 1.500 imbarcazioni e più 4.000 addetti, che raddoppiano considerando l’indotto. La produzione annua di pescato sfiora complessivamente le 40.000 tonnellate, mentre il prodotto allevato, soprattutto molluschi, supera le 67.000 tonnellate.

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pubblicato il 2019/01/31 16:32:37 GMT+2 ultima modifica 2019-01-31T16:32:37+02:00

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