Demenze, un fenomeno in crescita: dati e servizi

Già dall’avvio del Progetto regionale demenze la Regione Emilia-Romagna ha realizzato un monitoraggio costante, attraverso le Aziende sanitarie, delle persone che si sono rivolte ai servizi (gli attuali “Centri per i disturbi cognitivi e demenze”). Il monitoraggio ha messo in evidenza il numero crescente di diagnosi; crescita dovuta, da un lato, all’aumento del numero dei residenti ultrasessantacinquenni, dall’altro alla sempre maggiore capacità dei medici di medicina generale di effettuare una diagnosi di sospetta demenza.

Nel 2017 in Emilia-Romagna sono state valutate dai Centri per i disturbi cognitivi e demenze 24.823 persone, effettuate 12.246 diagnosi di demenza (erano 6.038 nel 2002) e 6.173 di Mild Cognitive Impairment, contro le 1.318 del 2002. Anche le persone che hanno effettuato una prima visita risultano in netta crescita: sono passate dalle 11.982 del 2002 alle 24.823 nel 2017. Ogni anno, i 60 Centri – da Piacenza a Rimini – registrano mediamente contatti con oltre 50.000 persone, tra prime visite e controlli.

I servizi sul territorio

Tutte le strutture accreditate (sia residenziali che diurne) garantiscono assistenza qualificata per le persone con demenza: sono 13 in regione i Nuclei residenziali dedicati a questo tipo di patologia (con 187 posti letto complessivi) e 9 Centri diurni (150 posti), cui si aggiungono 16mila posti in oltre 320 Case residenza per anziani non autosufficienti e circa 3.200 nei 200 Centri diurni per anziani non autosufficienti.

Più di 11.600 persone hanno ricevuto trattamenti farmacologici specifici, ed oltre 15.400 hanno avuto consulenze specialistiche di tipo psicologico, assistenziale, legale e tecniche per l’adattamento degli ambienti domestici.

Sono stati realizzati oltre 1.000 interventi di “stimolazione cognitiva” (che si aggiungono a quelli svolti nelle strutture residenziali e nei Centri diurni). Nel 2017 erano attivi 90 gruppi di sostegno e auto-aiuto, che hanno coinvolto oltre 2.500 partecipanti, garantendo opportunità di socializzazione e di mantenimento delle capacità residue nei pazienti. 173 i corsi di formazione e informazione per i familiari/caregiver (6.680 persone coinvolte). In Emilia-Romagna, inoltre, sono attivi più di 60 Caffè Alzheimer, cui partecipano complessivamente 3.200 persone: si tratta di luoghi che offrono interventi di stimolazione cognitiva, attività di socializzazione per i malati e opportunità, per chi li assiste, di confrontarsi con persone che vivono la stessa esperienza.

 

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pubblicato il 2019/02/08 13:59:39 GMT+2 ultima modifica 2019-02-08T13:59:39+02:00

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