mercoledì,  4 dicembre 2019

Agricoltura, grano duro di alta qualità dell'Emilia-Romagna: si rinnova l'accordo tra Barilla e cerealicoltori. Impegno per oltre 360mila tonnellate

Obiettivi: qualità e sostenibilità ambientale ed economica. Caselli: "Intese di filiera fondamentali per programmazione, stabilità e salvaguardia delle redditività"

Accordo grano duro Barilla cerealicoltori Caselli (4/12/2019)Più qualità, attenzione all’ambiente e redditività per la filiera del grano duro made in Emilia-Romagna.

Si rinnova l’accordo triennale di filiera per il grano duro tra la Barilla, leader mondiale dell’industria pastaria, la Società produttori sementi Bologna e le principali organizzazioni di produttori cerealicoli della regione: Op Grandi colture italiane, Op Cerali, Consorzio agrario Terre Padane, Consorzio agrario di Parma, Consorzio agrario dell’Emilia e Consorzio agrario Adriatico.

Firmata oggi a Bologna nella sede della Regione, l’intesa è valida a partire dalla campagna di produzione cerealicola 2019-2020 e riguarda la fornitura di grano duro di alta qualità dell’Emilia-Romagna alla Barilla per oltre 120 mila tonnellate all’anno che saranno prodotte in una superficie agricola di oltre 20 mila ettari, pari a circa un terzo della produzione regionale.

Promosso dalla Regione Emilia-Romagna, l’accordo per la fornitura di grano duro al gruppo di Parma supera oggi i quindici anni di vita e ha fatto da apripista a livello nazionale, facendo dell’Emilia-Romagna un polo d’eccellenza di questo comparto.

La produzione di pasta di grano duro rappresenta uno dei punti di forza del made in Italy ma deve fare i conti sia con il mercato globale, dominato da una forte volatilità dei prezzi, sia con le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla quantità e qualità del cereale.

L’intesa rende possibili in concreto molteplici vantaggi: Barilla potrà contare su una varietà di grano appositamente selezionata e su un bacino di produzione vicino agli stabilimenti e tutto italiano.

Ai consumatori verrà garantito un prodotto finale di elevata qualità e coltivato con tecniche rispettose dell’ambiente.

Gli agricoltori, infine, hanno la conferma di uno sbocco di mercato sicuro, con un prezzo di vendita concordato e premi per la qualità del prodotto fornito.

Potranno, inoltre, accedere ai contributi (per ettari coltivati) previsti dal Ministero delle Politiche agricole a favore dei produttori che aderiscono a contratti di filiera di durata triennale.

Accordo grano duro Barilla cerealicoltori Caselli (4/12/2019) -2Il nuovo contratto triennale

L’impegno riguarda la fornitura di un quantitativo di oltre 360mila tonnellate nel triennio.

Il contratto di filiera triennale è una sorta di “accordo ombrello” che fissa gli impegni generali a cui saranno poi collegati i singoli contratti firmati tra il Gruppo Barilla e ogni organizzazione di produttori o consorzio agrario. A loro volta questi ultimi stipuleranno con i propri soci agricoltori i contratti di coltivazione, con le specifiche tecniche e le opzioni di valorizzazione del grano duro.

La Società produttori sementi Bologna fornirà la maggior parte del seme utilizzato per le coltivazioni. È la selezionatrice delle principali varietà di grano identificate dal disciplinare e sviluppate con un’attività di ricerca e sperimentazione, in parte sostenuta anche dalla Regione.

Nel contratto vengono confermati i diversi premi per la produzione. Il prezzo (determinato per una quota dal listino della Borsa merci di Bologna e prefissato per la restante) include, infatti, anche specifiche premialità legate a diversi fattori: la qualità raggiunta nel contenuto proteico del prodotto; l’adesione al disciplinare di produzione sostenibile di Barilla, in linea con quello di produzione integrata della Regione Emilia-Romagna; la semina di determinate varietà; la durata e le modalità di stoccaggio. Infine, viene estesa da un minimo di 50% e fino al massimo del 100% la percentuale di prodotto ottenuta utilizzando lo strumento applicativo “granoduro.net” che supporta le scelte delle tecniche colturali più adatte e sostenibili in base al terreno e alla varietà coltivata, garantendone sostenibilità e tracciabilità.

Il grano duro in Emilia-Romagna

L’Italia è il principale produttore mondiale di grano duro, insieme al Canada. A fronte di un consumo nazionale di circa 5,5 milioni di tonnellate da parte dell’industria molitoria, la produzione media italiana di grano duro si aggira sui 4 milioni di tonnellate. L’Emilia-Romagna è una delle regioni più vocate nella produzione di qualità di questo cereale; nell’annata 2019-2020 gli ettari coltivati sono stati 60 mila, in riduzione del 16% rispetto all’annata precedente.

L’andamento climatico in diversi casi ha penalizzato la qualità delle produzioni e talvolta le rese (-4,7% rispetto all’annata precedente). Le quotazioni del grano duro sono state inizialmente piuttosto depresse (-4,5% a inizio campagna) per poi recuperare nell’ultimo periodo, assestandosi a fine novembre intorno a un + 16% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Gli accordi con il gruppo Barilla hanno contribuito a mantenere le superfici coltivate, oltre ad innalzare le capacità professionali per garantire la qualità del prodotto, sia in campo sia nella fase di gestione e stoccaggio. Il primo accordo quadro risale al 2006. Da allora a oggi le superfici a grano duro coltivate in Emilia-Romagna sono quadruplicate.

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pubblicato il 2019/12/04 13:23:51 GMT+1 ultima modifica 2019-12-04T13:23:51+01:00

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