mercoledì,  5 settembre 2018

Amianto, dalla Regione percorso di sorveglianza sanitaria per chi vi lavorò a contatto

Prevista anche una Rete per la presa in carico dei pazienti. Venturi: "Il nostro impegno su prevenzione e sicurezza"

foto di Paolo Righi, Meridiana immagini

Le conseguenze dell’esposizione possono emergere anche dopo molti anni: per questo è fondamentale garantire a chi ha lavorato a contatto con le polveri di amianto, e ai rispettivi familiari, una corretta informazione sui possibili rischi per la salute, sugli aspetti previdenziali e sulle procedure amministrative per ottenere il riconoscimento del danno subito. E valutare, parallelamente, il grado di esposizione sul lavoro avvenuta in passato attraverso un percorso di “sorveglianza” sanitaria, con accesso facilitato a controlli ed esami.

È quanto verrà fatto in tutti i Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna, dove saranno avviate attività ambulatoriali, specifiche e strutturate, per l’assistenza - informativa e sanitaria - di chi ha lavorato a contatto con l’agente cancerogeno. Non solo, perché l’obiettivo è anche quello di assicurare ai lavoratori affetti da mesotelioma pleurico maligno uno specifico percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale per una presa in carico globale attraverso una rete strutturata di centri ospedalieri.

Così la Regione prosegue e rafforza il proprio impegno verso queste persone, e lo fa mettendo nero su bianco obiettivi e azioni attraverso uno specifico documento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta: il Protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti all’amianto, con cui viene recepita l’intesa raggiunta, nel febbraio scorso, dalla Conferenza Stato-Regioni. Assieme al programma di sorveglianza sanitaria sarà costituita la Rete dell’Emilia-Romagna per la presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico maligno.

Mesotelioma maligno, la sorveglianza epidemiologica in Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia ad attivare il Registro Mesoteliomi (ReM RE-R), che rileva tutti i casi di mesotelioma maligno, insorti dal primo gennaio 1996, in persone residenti sul territorio al momento della diagnosi. Per ogni caso registrato, si provvede all’acquisizione delle informazioni necessarie per la definizione diagnostica e la classificazione dell’esposizione. Al 31 dicembre 2017, sono stati registrati 2.567 mesoteliomi maligni, di cui il 91,5%, pari a 2.349, riguardano la pleura; 1.860 negli uomini e 707 nelle donne, con un’incidenza in aumento dai 73 casi registrati nel 1996 ai 156 del 2012. Il numero medio di nuovi casi diagnosticati nel periodo 2012-16 si è attestato sui 146 casi per anno. Le province maggiormente interessate sono quelle di Bologna e Reggio Emilia, sede in passato di grosse aziende che hanno prodotto o utilizzato amianto o materiali che contenevano la sostanza.

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pubblicato il 2018/09/05 13:38:49 GMT+2 ultima modifica 2018-09-05T13:38:49+02:00

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