martedì,  13 novembre 2018

Piacenza, una firma per l'ospedale che verrà: nuova struttura all'avanguardia e al servizio del territorio

Siglato il protocollo tra Regione, Comune, Provincia e Ausl. Bonaccini e Venturi: "Sanità in cima alla nostra agenda"

Firma ospedale Piacenza 13 novembre 2018 BonacciniUna tappa fondamentale nel cammino che porterà alla realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza: è stato firmato oggi, nella Sala dei Teatini a Piacenza, il Protocollo di intenti per la promozione e la sottoscrizione dell’Accordo di programma tra Regione Emilia-Romagna, Azienda Usl, Comune e Provincia di Piacenza. Un passaggio preliminare, appunto, alla stipula dell’Accordo, che avvia ufficialmente il percorso amministrativo e tecnico finalizzato all’individuazione dell’area e alla realizzazione della nuova struttura ospedaliera di valenza provinciale.

A firmare il Protocollo, a conclusione del convegno sui 40 anni del Servizio sanitario nazionale, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sindaco e presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, e il direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza, Luca Baldino. Presente anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi.

Messi nero su bianco, nel testo d’intesa, gli impegni che gli Enti coinvolti, ciascuno per laFirma ospedale Piacenza 13 novembre 2018 - convegno propria parte, sono chiamati a rispettare: l’Azienda Usl di Piacenza dovrà elaborare lo studio di prefattibilità, volto principalmente a motivare la necessità di realizzare il nuovo ospedale; definirne le dimensioni e le funzioni sanitarie ospitate; ipotizzare i costi di realizzazione e le possibili modalità di finanziamento e, infine, approfondire le possibili destinazioni d’uso dell’attuale ospedale. Alla Regione spetta la valutazione dello studio di pre-fattibilità sotto il profilo tecnico-amministrativo ed economico-finanziario. In capo al Comune, a fronte dell'analisi fornita dall'Usl, è l’individuazione della “macroarea” idonea all’inserimento nel proprio territorio della struttura e dei servizi connessi; analisi che dovrà naturalmente tenere conto degli aspetti vincolistici, paesaggistici, ambientali, urbanistici e di contesto, oltre che di quelli urbanizzativi necessari alla sostenibilità dell'intervento. Per le valutazioni inerenti questi aspetti, sia la Regione sia la Provincia si impegnano a fornire il supporto necessario al Comune, in collaborazione con l’Azienda sanitaria.

Quello che sorgerà sarà un ospedale all’avanguardia, con spazi adeguati e in grado di trattare i casi più complessi dell’intera provincia, attraverso i più avanzati modelli organizzativi e di cura e la valorizzazione delle risorse professionali. Queste e le altre caratteristiche della nuova struttura ospedaliera sono espressamente richiamate nel Protocollo, dove si chiarisce che i contenuti progettuali, funzionali e realizzativi devono essere orientati a: alto valore di accessibilità alla struttura rispetto al territorio urbanizzato e all'area vasta; connessione efficace e sostenibile pedonale, ciclistica, viabilistica e trasportistica, anche agli snodi interprovinciali; sostenibilità dell'impatto paesistico-paesaggistico con riferimento sia all'ambiente sia ai comparti circostanti ed interessati potenzialmente dall'incremento dell'edificazione; connessione e rapporto sinergico sostenibile con i tessuti urbanistici già edificati della città; sostenibilità dei sedimi delle aree, dei rapporti di superficie e di volumetria, delle pertinenze e dei servizi connessi e degli effetti dati dalla trasformazione urbanistica; potenzialità ad interventi successivi di implementazione delle strutture, con disponibilità di valori ed indici adeguati; bilancio energetico sostenibile, efficienza di mantenimento e gestione impiantistica perseguendo la rigenerazione delle risorse; logistica, distribuzione interna e comfort alberghiero.

Per quanto riguarda l’erogazione dei servizi, l’intesa stabilisce che deve essere centrata sul percorso logistico del paziente e funzionale in base ad aree omogenee, intensità di cura e complessità assistenziale, durata della degenza, percorsi distributivi; dovranno inoltre esserci garanzie di flessibilità, interoperatività e continuità della cura. Infine, si richiama la necessità di organizzare le funzioni specialistiche di alta complessità tecnico-professionale con esplicito riferimento alla chirurgia di emergenze-urgenza, specialistica, alla patologia oncologica, all'assistenza ostetrico-ginecologica e pediatrica ed alla specialistica medica di II livello.

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pubblicato il 2018/11/13 17:44:18 GMT+1 ultima modifica 2018-11-13T17:44:18+01:00

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