giovedì,  15 novembre 2018

Investimenti fino a 100 milioni per il Centro del Brasimone: verso un polo scientifico e tecnologico internazionale

Intesa fra Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Enea. Importanti ricadute occupazionali per l'area nell'appennino bolognese

Brasimone, bacino, Enel, energia,Fare del Centro ricerche Enea del Brasimone un polo scientifico e tecnologico di grande rilievo internazionale. È questo l’obiettivo messo nero su bianco nel protocollo d’intesa siglato tra Regione Emilia-Romagna, Regione Toscana ed Enea, che pone le basi per il rilancio e la valorizzazione del sito nell’appennino tosco-emiliano. Dopo l’assegnazione al Centro Enea di Frascati dell’infrastruttura di ricerca sulla fusione Divertor Tokamak Test (Dtt), il Brasimone torna in gioco con l’attribuzione di specifici progetti in ricerca e produzione in tecnologie avanzate. In particolare, nell’intesa vengono delineati alcuni importanti progetti da realizzare nel centro in provincia di Bologna, primo tra tutti la realizzazione dell’infrastruttura di ricerca Sorgentina-RF che, attraverso investimenti congiunti, punta a rendere concreta la possibilità di produrre radiofarmaci mediante neutroni da fusione; altri progetti prevedono collaborazioni con l’infrastruttura Dtt, il reattore sperimentale sulla fusione Iter e la sua evoluzione Demo per la produzione di energia elettrica.

 I progetti avranno un significativo impatto occupazionale e socio-economico nel territorio. Il piano di potenziamento congiunto, una volta attuato, prevede investimenti fino a 100 milioni di euro nel periodo 2018-2025, con un sensibile aumento di nuovi posti di lavoro sia all’interno della struttura Enea (almeno un centinaio nel breve periodo) che nell’indotto dell’area. In particolare, l'intesa punta a favorire lo sviluppo di linee di ricerca su un filone di grande interesse scientifico a livello internazionale come quello della fusione nucleare per la futura produzione di energia “pulita” e sostenibile.

 In stretto coordinamento con le Regioni Emilia-Romagna e Toscana e gli enti locali territoriali saranno ricercate collaborazioni per lo sviluppo di progetti di ricerca e di avanzamento tecnologici, con un gioco di squadra che faciliti, si legge nell'intesa, “l'accesso a fondi pubblici nazionali, europei e internazionali per la ricerca, incluse opportunità provenienti, anche sulla più ampia scala internazionale, da fonti private e accordi e collaborazioni scientifiche con Università e centri di ricerca e imprese di alta tecnologia per definire le modalità per offrire ospitalità a gruppi di ricerca, sedi di centri di ricerca e insediamenti industriali di carattere scientifico e tecnologico”.

 Questo accordo è frutto di un tavolo di lavoro istituzionale fortemente voluto dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e da quello della Toscana Enrico Rossi, e coordinato dall’assessore alle Attività produttive, Palma Costi, assieme al collega Stefano Ciuoffo della Regione Toscana, che si proponeva di seguire in modo congiunto tutte le ipotesi di valorizzazione del sito.

L'intesa punta a trasformare il Centro Enea del Brasimone in una cittadella della ricerca attiva in svariati settori per attrarre ricercatori da tutto il mondo che possa coinvolgere organismi di ricerca delle due regioni e interessare i sistemi produttivi dei relativi territori. Per arrivare a questo obiettivo, gli enti interessati, in collaborazione con le Città metropolitane di Bologna e Firenze e con le Unioni dei Comuni dell’Appennino Bolognese e l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, valuteranno eventuali migliorie della dotazione infrastrutturale  logistica e telematica che possano creare condizioni ulteriormente favorevoli allo sviluppo del Centro stesso e dei territori circostanti.

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pubblicato il 2018/11/15 13:08:54 GMT+1 ultima modifica 2018-11-15T13:08:54+01:00

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