mercoledì,  28 novembre 2018

L'impegno della Regione per l'area interna del Basso ferrarese: 12 milioni di euro per favorire la crescita

L'assessore Patrizio Bianchi: "Un impegno concreto per il rilancio del territorio, i giovani al centro delle nostre azioni"

Basso ferrarese, valli ComacchioSi chiama “Fare Ponti”, ed è la Strategia per l’area interna Basso ferrarese. E già il nome rappresenta il senso del progetto: una ‘ricucitura’ spaziale tra terra e acqua e tra costa e città.

Sul piatto ci sono forme di aiuto reciproco tra giovani e anziani, con innovazioni nelle produzioni e nei servizi per favorire integrazioni tra settori, come ad esempio l’agricoltura con il sociale, la sanità con la banda ultra larga.

Obiettivo strategico è quello di contrastare la preoccupante situazione demografica del Basso ferrarese, caratterizzata dal calo della popolazione residente, dal forte invecchiamento della popolazione e dalla scarsa presenza di giovani.

Come? Garantendo un impegno straordinario per dare “un di più” ai servizi locali, dalla sanità al contrasto alla dispersione scolastica, dall’estensione della banda ultra larga alle opportunità da cogliere nel campo del turismo e dei servizi.

Oggi Strategia e progetti - in vista dell’approvazione formale - sono stati presentati al territorio, nel corso di un incontro pubblico a Codigoro (Fe) a cui hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale al Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, Patrizio Bianchi, la coordinatrice del Comitato tecnico per le aree interne, Sabrina Lucatelli, il sindaco di Copparo e portavoce dell’Area interna del Basso ferrarese, Nicola Rossi, e il sindaco di Codigoro, Alice ZanardiBasso ferrarese, casone, valli

Sono 16 gli interventi che compongono la Strategia, finalizzati appunto ad invertire la tendenza allo spopolamento, in particolare da parte dei giovani.

Finanziati con quasi 12 milioni di euro, di cui 7,5 di risorse regionali provenienti dai Programmi europei (Fse, Fesr e Feasr) e 3,7 milioni di risorse nazionali, saranno realizzati in un’area di oltre 1.000 chilometri quadrati, che conta 95mila abitanti e 11 Comuni compresi in 2 Unioni (Unione Terre e Fiumi e Unione Delta Po), oltre al comune di Comacchio.

La Strategia per le Aree interne

Le Aree interne rappresentano una parte ampia del Paese - circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione - assai diversificata al proprio interno, distante da grandi centri abitati e con traiettorie di sviluppo instabili ma dotate di risorse che mancano alle aree centrali, con problemi demografici ma anche con un forte potenziale di attrazione.

Il Piano nazionale di riforma negli anni scorsi ha adottato la Strategia di sviluppo per contrastare la caduta demografica e rilanciare la crescita e i servizi di queste zone, mettendo a disposizione fondi ordinari della legge di stabilità e fondi comunitari. L'Agenzia nazionale per la coesione territoriale è il soggetto responsabile dell’attuazione.

L’Emilia-Romagna, nell’ambito della Strategia nazionale, ha individuato quattro aree interne: oltre al Basso Ferrarese, l’Appennino Emiliano, l’Appennino Piacentino Parmense e l’Alta Valmarecchia.

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pubblicato il 2018/11/28 17:51:32 GMT+1 ultima modifica 2018-11-29T13:59:58+01:00

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