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martedì,  17 luglio 2018

Un volume racconta voci, luoghi e percorsi della comunità ebraica d’Emilia-Romagna

Mezzetti: "Un itinerario di narrazione che fa emergere una grande vivacità culturale”

Volume Ebrei in Emilia-RomagnaUna fotografia della comunità ebraica in regione attraverso diverse interviste che raccontano storie e vicende in Emilia-Romagna, ma anche la ricostruzione di legami e di identità, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale e dell’Olocausto.

ll volume “Ebrei di Emilia Romagna. Voci, luoghi e percorsi di una comunità” (Edizioni Pendragon, Bologna 2018, 235 pagine), curato da Daniel Fishman con fotografie di Micele Levis e schede storiche di Ines Miriam Marach, è stato presentato dall'assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dal presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz.

Il libro che uscirà giovedì 19 luglio nelle librerie ed è arricchito dalle foto originali di Michele Levis ad alcuni dei protagonisti delle oltre 40 interviste raccolte nel volume.

“Alla fine degli anni ‘90 l’Istituto per i beni culturali aveva prodotto un itinerario dei luoghi ebraici in regione – ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti – questo libro si distingue perché è un itinerario di narrazione che fa emergere una vivacità culturale oltre quello che noi immaginiamo”

La comunità ebraica dell’Emilia Romagna è una comunità antica, gli ebrei sono presenti sulla via Emilia sin dal Duecento. Alla fine della seconda guerra mondiale questa stratificazione di storia, legami e cultura non è andata perduta, ma si è rianimata attraverso le storie private delle famiglie, la ripresa delle attività delle varie comunità e la celebrazione di alcuni momenti pubblici significativi come la riapertura della sinagoga di Bologna.

“Questo libro vuole rappresentare la presenza ebraica nella nostra regione come viva e attiva – ha aggiunto il presidente della Comunità ebraica di Bologna Daniele De Paz – lo fa attraverso i racconti delle persone che hanno vissuto i luoghi perché la relazione tra persone e luoghi è fondamentale. E’ un nuovo risultato tra quelli che abbiamo raggiunto in questi anni nel nostro rapporto con le istituzioni”.

"Un concetto che mi sta molto a cuore in questo momento della nostra vita di italiani e di europei è quello di patria che è molto diverso da quello di nazione – ha detto  Virginio Merola -. La comunità ebraica ha questa caratteristica, quella di essere un trattino tra la patria di appartenenza e quella che si vuole raggiungere”.

Alla presentazione ha partecipato anche il rabbino Alberto Sermoneta che ha sottolineato come fino alla fine degli anni ‘80 la Shoah ha influenzato molto la vita delle comunità ebraiche e la loro capacità di rappresentarsi; in questo libro “l’ebraismo è vita”.
Il curatore del testo, Daniel Fishman, ha aggiunto che il suo lavoro “non è una ricerca statica ma le interviste sono testimonianze vive della vita nelle città”.

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pubblicato il 2018/07/17 17:40:00 GMT+2 ultima modifica 2018-07-17T18:02:55+02:00

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