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mercoledì,  25 luglio 2018

Maggiore autonomia, pronto il progetto dell'Emilia-Romagna: "Traguardo storico da tagliare entro l'anno"

La Regione chiede la gestione diretta di altre tre competenze: agricoltura, cultura, sport. In totale sono quindici

Sede Regione, bandiere italiana, europea“Domani consegneremo il progetto sulla maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna alla ministra Stefani, con la proposta di un aumento delle competenze richieste. Alle 12 già definite, infatti, chiediamo di aggiungere la gestione diretta di altre tre: agricoltura, acquacoltura, protezione della fauna e attività venatoriacultura e spettacolo e sport. Nuove competenze sulle quali ci confronteremo in Assemblea legislativa con tutti i Gruppi consiliari, per continuare ad avere la massima condivisione possibile, così come è avvenuto con le parti sociali nell’ambito del Patto per il Lavoro, per avere un mandato a chiudere rapidamente l’intesa con il nuovo Governo e centrare un traguardo storico che sembra davvero alla portata: ottenere un regionalismo differenziato per l’Emilia-Romagna entro la fine dell’anno, per ottenere ulteriori poteri e risorse certe coi quali continuare a crescere e creare sviluppo e occupazione, in un quadro di unità nazionale per noi intoccabile ma nel quale, per la prima volta, verrebbero premiate le Regioni virtuose e con i conti in ordine, e l’Emilia-Romagna lo è”.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene in Assemblea legislativa per illustrare all’Aula le richieste per il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per l’Emilia-Romagna che porterà al tavolo del negoziato con il Governo, che già domattina nella Capitale vedrà faccia a faccia la delegazione ministeriale e quella regionale, con l’assessora al Riordino istituzionale, Emma Petitti, dopo il primo incontro, il 19 giugno, fra la neo ministra per gli Affari regionali, Erika Stefani, e lo stesso Bonaccini.

Aumentano dunque le competenze che la Regione chiede di poter gestire direttamente: agricoltura, acquacoltura, protezione della fauna e attività venatoria; cultura e spettacolo e sport si aggiungono alle 12 che erano già state inserite nell’Accordo preliminare firmato con l’Esecutivo precedente insieme a Lombardia e Veneto lo scorso 28 febbraio e che rientrano in aree strategiche come politiche per il lavoroistruzionesanitàtutela dell'ambiente e dell'ecosistemarelazioni internazionali e rapporti con la Ue. Si tratta di: rapporti internazionali e con l'Unione Europea, sicurezza del lavoro, istruzione (fatta salva l'autonomia delle politiche scolastiche), commercio con l'estero, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all'innovazione per i settori produttivi, governo del territorio, Protezione Civile, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, tutela della salute, norme generali sull'istruzione, tutela dell'ambiente, dei beni culturali, organizzazione della Giustizia di pace.

L’obiettivo è quello di chiudere in tempi rapidi, sempre sulla base di quanto previsto dalla Costituzione che, all’articolo 116, terzo comma, prevede l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori “forme e condizioni particolari di autonomia” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata.

“Non condivido la proposta del Veneto di agire attraverso una legge delega al Governo- afferma Bonaccini- come Emilia-Romagna preferiamo infatti rimanere nel solco tracciato dall’intesa preliminare che passa per l’accordo fra gli esecutivi nazionale e quelli regionali e al successivo progetto di legge governativo presentato alle Camere. In questo modo si sarebbe meno esposti a emendamenti, e verrebbe quindi tutelato il lavoro fatto sinora dalle Regioni, che alle spalle, come nel caso nostro, ha il confronto e la larga condivisione sia dei Gruppi consiliari in Assemblea legislativa sia delle parti sociali nel Patto per il Lavoro, e, soprattutto, temo che con la legge delega si possa arrivare a tempi lunghi, quando invece vogliamo fare presto e bene. In ogni caso, non abbiamo preclusioni, troviamo insieme la procedura più efficace e condivisa per arrivare una legge che il Parlamento possa approvare, a maggioranza qualificata, per dare all’Emilia-Romagna quella maggiore autonomia che merita, così come Veneto e Lombardia. E ringrazio ancora la ministra Stefani per la disponibilità che da subito ha dimostrato su questo tema fondamentale per i nostri territori”. 

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pubblicato il 2018/07/25 15:58:45 GMT+2 ultima modifica 2018-07-25T16:12:35+02:00

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