lunedì,  23 luglio 2018

E' ufficiale: nascerà in Emilia-Romagna il centro nazionale paralimpico del Nord Italia

A Villanova d'Arda, assegnati 10 milioni alla Ausl di Piacenza: 50 posti letto, attività riabilitative, impianti sportivi potenziati

dal sito www.repubblica.itDa presidio sanitario “storico” del territorio piacentino a moderno e innovativo Centro nazionale paralimpico. L’assegnazione delle risorse ora è ufficiale: la delibera del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica), con i 10 milioni di euro destinati all’Azienda Usl di Piacenza per trasformare l’ospedale di Villanova d’Arda, intitolato a Giuseppe Verdi, nel nuovo complesso, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Una struttura polifunzionale a gestione pubblica, che diventerà riferimento nazionale per i paratleti e per tutte le persone con disabilità fisica che intendono fare sport, anche a scopo riabilitativo.

Il nuovo Centro paralimpico

L’intervento prevede la ristrutturazione della struttura sanitaria di Villanova d’Arda, attualmente sede dell’Unità Spinale dell’Azienda Usl di Piacenza, in modo da creare un’area residenziale con circa 50 posti letto, mantenere uno spazio per le attività riabilitative e sanitarie e rafforzare la parte degli impianti sportivi: oltre agli elementi già esistenti (palestre, palazzetto, piscine riabilitative) verranno costruite una piscina, una pista di atletica e altri spazi pensati per i paratleti. Il Centro sarà in grado di attrarre paratleti e atleti paralimpici, e dunque persone con disabilità fisica già avviate allo sport, ma anche le persone con disabilità fisica che hanno terminato le fasi di cura e riabilitazione e vogliono iniziare un’attività sportiva. La struttura è pensata anche per tutti i pazienti delle Unità Spinali in fase di pre-dimissione, che hanno dunque superato la fase acuta sanitaria e che si trovano nella coda finale della riabilitazione prima di tornare al proprio domicilio. L’idea di fondo del Centro, dunque, è che la presenza di atleti, anche paralimpici, possa motivare altre persone con disabilità fisica a iniziare un’attività sportiva, in un circolo virtuoso in cui tutti i soggetti riescono a trarre beneficio psico-fisico.

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pubblicato il 2018/07/23 17:18:55 GMT+2 ultima modifica 2018-07-23T17:18:56+02:00

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