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martedì,  23 gennaio 2018

Anziani, dalla Regione welfare e innovazione per autonomia, salute e sicurezza

In futuro anche soluzioni urbanistiche e per la mobilità

archivio Agenzia informazione e comunicazione Regione Emilia-RomagnaSono oltre un milione i cittadini con più di 65 anni residenti in Emilia-Romagna, di cui quasi 570mila over 75enni. Una quota importante della popolazione (23,4%), che le stime demografiche danno in costante aumento. Analizzare i loro bisogni, contribuire alla realizzazione di misure concrete affinché l’allungamento della vita si accompagni al miglioramento delle condizioni di salute, a stili di vita sani, al benessere sociale e ambientale sono gli obiettivi del Piano d’azione regionale per la popolazione anziana (Par).

Se ne è parlato oggi a Bologna durante la sesta Conferenza Par, organizzata ogni anno dalla Regione e rivolta principalmente ad amministratori, operatori sociali, sindacati, organizzazioni del Terzo settore e del volontariato, per fare il punto sulle politiche regionali rivolte agli anziani; un appuntamento a cui hanno preso parte il presidente della Regione, la vicepresidente e assessore al Welfare e l’assessore alle Politiche per la salute. 

Gli interventi messi in campo per la terza età

Tra i bisogni essenziali della “terza età” si confermano la conservazione dell’autonomia, la necessità di rivestire ancora un ruolo all'interno della comunità, il mantenimento dei rapporti familiari. Ma anche la richiesta di ulteriore rafforzamento dei servizi sociali e sanitari, assistenza in caso di non autosufficienza, offerta di attività culturali e sportive, soluzioni urbanistiche e per la mobilità specificatamente pensate per questa fascia d’età. Numerosi gli interventi messi in campo dalla Regione per giocare d'anticipo sulla salute, l’assistenza e il contrasto all’isolamento relazionale e fisico: a partire dalla rete di servizi socio-sanitari, residenziali e semiresidenziali e quelli di natura assistenziale ed economica mirati al mantenimento al domicilio degli anziani non autosufficienti, al cui sviluppo concorre il Fondo regionale per la non autosufficienza (oltre 500 milioni di euro investiti nel 2017, comprese le risorse nazionali e quelle destinate al fondo “Dopo di noi”). Poi, il potenziamento delle Case della salute e i progetti di telemedicina, soprattutto nella gestione di patologie croniche, basati su un sistema di telecomunicazione che collega il domicilio dell'anziano con una centrale operativa in grado di seguirlo e di attivare gli interventi e i servizi in caso di richiesta di intervento. Un’altra voce significativa riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche a favore di disabili e anziani, per cui sono stati investiti, attraverso uno specifico Fondo regionale, più di 5 milioni e 500mila euro nel triennio 2015-2017.

L’Emilia-Romagna, inoltre, è una delle poche Regioni ad avere avviato, già dal 1999, un progetto demenze, che coinvolge diversi soggetti tra Ausl, Aziende ospedaliere, Comuni, associazioni dei familiari e del volontariato per offrire ai malati assistenza sanitaria, sociale e socio-sanitara. In regione si contano 13 Nuclei residenziali dedicati, con 187 posti letto complessivi, e 9 Centri diurni, per 150 posti. E ancora: sessanta gruppi di sostegno e auto-aiuto per favorire la socializzazione e il mantenimento delle capacità residue nei pazienti; più di 15mila consulenze specialistiche e 345corsi di formazione e informazione per i familiari. Attivi, in tutta la regione, 50 CaffèAlzheimer. 

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pubblicato il 2018/01/23 17:20:00 GMT+1 ultima modifica 2018-02-12T15:04:31+01:00

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