sabato,  1 dicembre 2018

Nasce 'Classis Ravenna', museo della città e del territorio nell'ex zuccherificio di Classe

Oltre 700 mila euro dalla Regione. Bonaccini: “Un elegante biglietto da visita per Ravenna e per tutta l’Emilia-Romagna”

Museo del territorio_Ravenna_BonacciniApre le porte Classis Ravenna, museo della città e del territorio. Posto nell’area dell’ex zuccherificio di Classe, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare, in un’area dismessa dopo la cessazione dell’attività dell’azienda, diviene oggi un contenitore culturale, dopo un importante intervento di recupero. Sotto le imponenti campate dell’edificio, si sviluppa un’area espositiva di 2.600 metri quadrati, circondata da un’oasi verde di un ettaro e mezzo.

Al taglio del nastro il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il presidente della Fondazione Ravenna Antica, Giuseppe Sassatelli, il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino.

L'investimento complessivo è di oltre 22 milioni di euro, di cui 8,4 dallo Stato, 6,8 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Ravenna, tre milioni dal Comune e altrettanti dalla Ue, 730.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna. 

Classis Ravenna- annuncia il presidente della Fondazione Ravenna Antica, Giuseppe Sassatelli- sarà il punto di partenza verso l’intera città”, a cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo Museo, insieme a quelle dell’Antico Porto, della Basilica di Sant’Apollinare e, nel cuore di Ravenna, della Domus dei Tappeti di Pietra, il Museo Tamo e la Cripta Rasponi. “Attraverso materiali archeologici proposti in un’ottica unitaria e supportati dai più moderni ausili tecnologici, si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo”.

Il museo: 600 reperti originali e ricostruzioni graficheMuseo del territorio_Ravenna_interno

Con oltre 600 reperti, il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell'intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Classis Ravenna sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo con ampi laboratori per lo studio e il restauro.

La linea del tempo, che segna il percorso di visita a Classis Ravenna, scorre attraverso gli oltre 600 reperti originali, che coprono il periodo storico che va dall’epoca preromana all’anno Mille. Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) vengono accostati a materiali più significativi dal punto di vista artistico (statue, mosaici ed altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. Sulla linea del tempo si innestano alcune di “aree di approfondimento” su temi specifici, di grande interesse. Una particolare attenzione è dedicata agli apparati didattici ed illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici ed altri strumenti.

Il progetto, dell’architetto Andrea Mandara che ha operato al servizio di un comitato scientifico di assoluto prestigio, coordinato dal professor Andrea Carandini, è sostenuto dal Comune di Ravenna, Mibact, Regione Emilia-Romagna e Unione Europea, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

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pubblicato il 2018/12/01 12:36:11 GMT+1 ultima modifica 2018-12-01T12:36:11+01:00

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