Fattorie aperte, tra natura e cultura

SocialZoom 600

Speciale a cura della redazione Territorio

Ai confini della città, tra itinerari verdi, camminate e soste golose per un assaggio del mondo rurale. 
Un viaggio nella memoria contadina e nelle tradizioni enogastronomiche: per conoscere meglio la nostra storia e le radici dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna

 

Le fattorie aperte

Fattorie Aperte al via dal 21 maggio.  Fino all’11 giugno Fattorie aperte

C’è un mondo che aspetta di essere esplorato.

Per farlo, anche quest’anno, la Regione Emilia-Romagna organizza quattro domeniche alla scoperta della campagna e dei suoi tesori: persone, natura e tradizioni che la rendono un luogo-patrimonio comune.

Domenica  21 e 28 maggio e domenica 4 e 11 giugno oltre 150 realtà della nostra regione, tra fattorie e musei, apriranno le porte a famiglie, curiosi ed amanti della natura desiderosi di sperimentare per un giorno la vita in campagna e di conoscere luoghi e produzioni locali. 

Cibo, giochi e campagna 

Per facilitare le scelte tra i tanti itinerari abbiamo individuato cinque percorsi tematici che soddisfano tutti i gusti: Natura e cultura: itinerari verdi e musei La campagna insegna: laboratori per bambini e famiglie Porta a casa la campagna: assaggi e acquisti di prodotti locali Mangiare in fattoria: un pranzo genuino in campagna Visita in fattoria: il lavoro dell’agricoltore e le tecniche produttive.

Musei del mondo rurale, la tradizione trova casa

Social zoom museo ruraleDalla storia della marineria all’ecomuseo delle erbe palustri e delle valli, dal museo della bilancia ai tanti dedicati ai mestieri dei campi e al lavoro con gli animali. 
Sono 16 i Musei del mondo rurale dell’Emilia-Romagna che da Piacenza e Rimini raccontano con allestimenti e ambientazioni d’epoca, oggetti e testimonianze gli antichi saperi e i valori del nostro territorio.

 

Agriturismo, star bene all'aria aperta

Social zoom agriturismiTutti gli agriturismi dell’Emilia-Romagna suddivisi per aree: collina, pianura, mare e montagna, per province e per tipologie di accoglienza. Un portale dal quale partire per costruire una piccola grande evasione dai ritmi cittadini.
Da segnalare anche la sezione Agri-cycle, un club d’eccellenza che riunisce 17 aziende agricole con in comune la passione per la bicicletta e servizi ai clienti che vogliono scoprire il territorio regionale sulle due ruote. 

  • Star bene con gusto
    La pubblicazione raccoglie una selezione di aziende agrituristiche, in cui trovare ospitalità, mangiare con gusto alla scoperta dei prodotti tipici, visitare aree protette e fare sport 
Musei del gusto, in mostra la ricchezza culinaria regionale

Social zoom musei del gustoCustodiscono storie, testimonianze e curiosità. Raccontano come si coltiva un vigneto, i significati che il vino ha assunto nella nostra civiltà; come si lavora un formaggio, i valori di socialità che queste pratiche hanno sviluppato nelle comunità; come si fa l’olio, o si innesta un albero da frutto; come si preparano salumi, distillati e liquori.
I prodotti raccontati fanno parte della mappa dei tesori enogastronomici dell’Emilia-Romagna, un patrimonio a qualità certificata, come le 44 Dop e Igp e i quasi 400 prodotti censiti come “tradizionali”, eccellenze inestimabili che fanno della nostra regione la terra del buon vivere. Visitare questi musei è una nuova forma di turismo che scopre la cultura locale attraverso i suoi prodotti.

Strade dei sapori

Social zoom strade saporiViaggiare su una Strada dei vini e dei sapori dell'Emilia-Romagna è viaggiare nel tempo.
Come una caccia al tesoro, le strade si snodano fra bellezze artistiche e paesaggistiche, ristoranti e trattorie, enoteche, agriturismi, B&B e locande, aziende agricole e vitivinicole, caseifici, oleifici e laboratori di artigianato artistico mettendo l'enogastronomia al centro del percorso culturale. 

 

Cult food

Fra paesaggi e biblioteche, quadri e musei, antiche ricette e i riti della buona tavola: la nostra terra raccontata in “Cult Food Emilia-Romagna”, nelle sei puntate realizzate da Sky Arte HD e curate da Massimo Montanari, esperto di storia dell’alimentazione e storico medievalista, e Luca Marchini, chef associato a “Chef to Chef Emilia- Romagna cuochi”

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