Sanità, niente ticket per i bambini di Chernobyl e Saharawi ospitati in Emilia-Romagna

Oltre 13.000 i piccoli accolti dal 1996. Venturi: “Quello della solidarietà per noi è un dovere”

25.09.2017

Gualmini e bambini Saharawi Via il ticket sulle visite e gli esami per i bambini di Chernobyl e Saharawi. Durante i loro brevi soggiorni in Emilia-Romagna, se ritenute necessarie dal pediatra o dal medico di medicina generale che li assiste, le prestazioni sanitarie individuate come indispensabili per la salvaguardia della loro salute saranno esenti dal pagamento del ticket, cioè totalmente gratuite.

Lo ha stabilito la Giunta regionale con una specifica delibera, per rafforzare ulteriormente l’impegno che da anni vede l’Emilia-Romagna in prima linea nell’accoglienza dei bambini provenienti da aree “difficili” del mondo: la Bielorussia e l’Ucraina, contaminate in seguito allo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl nel 1996, e l’Algeria, dove a Tindouf sorgono i campi profughi che ospitano la popolazione Saharawi.  Dal 1996 ad oggi le porte della regione si sono spalancate per oltre 13.000 bimbi, che hanno trovato ospitalità nelle famiglie o in strutture gestite da associazioni e Comuni, grazie a una rete di volontari molto attiva e ai programmi regionali di cooperazione allo sviluppo e di cooperazione internazionale sanitaria.

L’esenzione del ticket - per cui si stima un costo di circa 40mila euro all’anno - riguarda una serie di esami e visite mediche specialistiche specificati in delibera, e si aggiunge all’altra novità introdotta nei mesi scorsi: da quest’anno, infatti, i bambini accolti per brevi periodi possono ricorrere, in caso di bisogno e nel periodo di permanenza in Italia, alle cure primarie dei pediatri di libera scelta o dei medici di base che operano nelle strutture emiliano-romagnole.

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 25/09/2017 — ultima modifica 25/09/2017
Il commento

"Si tratta di due impegni che abbiamo assunto con grande convinzione- sottolinea l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Siamo orgogliosi di mettere a disposizione di chi ha più bisogno i professionisti e i servizi d'eccellenza del nostro sistema sanitario. La solidarietà per noi è un dovere, soprattutto quando si tratta di bambini".

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