Punti nascita, l'assessore Venturi: "Non chiudono né reparti né ospedali, risorse e investimenti per rafforzare strutture e servizi"

Riqualificazione dei nosocomi nelle aree montane, incontri nei territori già a partire dai prossimi giorni

In sintesi

"Solo una parola ci ha condotto a questa decisione, dopo aver tentato tutte le strade possibili: sicurezza". L'assessore alle Politiche per la salute risponde in Assemblea legislativa a quattro interrogazioni sulla sospensione dell'attività di assistenza al parto a Castelnovo ne' Monti (Re), Pavullo nel Frignano (Mo) e Borgo Val di Taro (Pr), dopo il 'no' del Comitato percorso nascita nazionale alla richiesta della Regione di deroga per evitare la sospensione stessa. "Una scelta di salvaguardia della salute delle madri e dei nascituri".

Negli ospedali interessati già da questa settimana si svolgeranno i Comitati di distretto, alla presenza dell’assessore, per fare il punto sul piano degli investimenti: i primi in calendario sono previsti venerdì 20 ottobre a Borgo Val di Taro e martedì 24 ottobre a Pavullo nel Frignano.

17.10.2017

foto di Paolo Righi, Meridiana immaginiL’attività di assistenza al parto negli ospedali di Castelnovo ne’ Monti (Re), Pavullo nel Frignano (Mo) e Borgo Val di Taro (Pr) va sospesa a causa dei bassi tassi di natalità e per l’”impossibilità di raggiungere nei prossimi anni un numero di parti all’anno sufficiente per garantire la sicurezza e la ‘competence’ dei professionisti e di tutta la struttura per le situazioni di emergenza”, che anche nei parti fisiologici possono presentarsi, seppur con bassa frequenza. Sono queste le ragioni indicate dal Comitato Percorso nascita nazionale, a cui la Regione Emilia-Romagna aveva chiesto la possibilità di derogare per evitare la sospensione dell’attività di assistenza al parto. A ricordarle stamani in Assemblea legislativa è stato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, che ha risposto a quattro interrogazioni presentate su questo tema da consiglieri regionali dei gruppi Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Partito Democratico e Sinistra Italiana.

Foto di Marco Caselli Nirmal, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-Romagna

L’assessore ha poi evidenziato come, dal punto di vista sostanziale, il parere del Comitato Percorso nascita nazionale assuma la natura di un vincolo non solo normativo, ma anche etico in relazione alla sicurezza delle madri e dei bambini; e al tempo stesso rappresenta un vincolo per l’operatore che potrebbe essere chiamato a rispondere personalmente degli eventuali eventi avversi che dovessero presentarsi. “É proprio sulla base dei pareri espressi in modo unanime da entrambe le Commissioni tecnico scientifiche, regionale e nazionale- ha aggiunto Venturi- che per una scelta di salvaguardia della sicurezza delle madri e dei bambini abbiamo provveduto a dare indicazioni alle Aziende sanitarie di sospendere le attività nei tre Punti nascita. Mettendo in campo, al tempo stesso, un piano di riorganizzazione dell’assistenza al percorso nascita dei Distretti di riferimento, potenziando e integrando le attività territoriali e ospedaliere in particolare sull’assistenza alla gravidanza e al puerperio e sulla continuità assistenziale al parto e in dimissione”.

I dati sui parti

Nello studio svolto dalle Commissioni si è valutato il rischio correlato alle distanze e ai disagi che i parti in altre strutture possono comportare e, al tempo stesso, quello determinato da condizioni assistenziali e strutturali inadatte ad affrontare le possibili emergenze del parto e  quest’ultimo è stato valutato più cogente. La risposta del Comitato Percorso nascita nazionale sottolinea, peraltro, che solo una quota di popolazione veramente bassa di donne potrà subire un disagio importante, da valutare per caso per mettere in atto azioni finalizzate a ridurre le eventuali difficoltà.

Nella relazione in Aula, l’assessore Venturi ha poi ricordato che da almeno 5-7 anni nei Punti nascita interessati dalla sospensione dell’attività partoriscono esclusivamente donne valutate a basso rischio, mentre quelle a medio ed alto rischio sono già indirizzate verso i Punti nascita “hub” di riferimento, con disagi contenuti e sicurezza garantita.

I dati, inoltre, evidenziano che una quota importante, la maggior parte, di donne in gravidanza residenti nei comuni dei tre Distretti coinvolti scelgono spontaneamente di andare a partorire in Punto nascita al di fuori del Distretto, anche se più lontano: nel periodo gennaio-agosto 2017 a Borgo Val di Taro i parti sono stati 74, con un indice di fidelizzazione delle donne residenti che scelgono questo punto nascita per partorire del 34,1%. Nel punto nascita di Castelnovo ne’ Monti i parti sono stati 51, con il 31% delle donne residenti che hanno fatto questa scelta; infine, a Pavullo nel Frignano i parti sono stati 126 (indice di fidelizzazione del 53,3%). Sulla base di questi dati, la proiezione del numero di parti al 31 dicembre 2017, è di 111 a Borgo Val di Taro, 77 a Castelnovo e 189 a Pavullo: ben al di sotto, quindi, della soglia di sicurezza prevista di 500 l’anno.

I prossimi incontri sulla qualificazione degli ospedali

L’assessore, rivolgendosi anche ai cittadini giunti in Regione per manifestare il proprio dissenso rispetto alla sospensione dell’attività dei Punti nascita, ha ribadito la massima disponibilità al dialogo e al confronto sempre dimostrata, anche sul territorio, ricordando l’incontro di ieri in assessorato con istituzioni, associazioni e sindacati di Borgo Val di Taro, che  ha portato alla proposta di delineare un percorso per condividere insieme il futuro dell'ospedale, con l’obiettivo di farne una struttura di eccellenza. “Mai ci siamo sottratti al confronto con i cittadini- ha sottolineato Venturi- perché l’ascolto del territorio, a maggior ragione nelle vicende che riguardano così da vicino la vita delle persone, per noi non solo è doveroso, ma irrinunciabile. In tutti questi mesi abbiamo ascoltato, discusso, spiegato, e continueremo a farlo, con incontri nei comuni interessati dalla sospensione dell’attività, che sono in programma a partire dai prossimi giorni”. Negli ospedali interessati dalla sospensione dell’attività, infatti, già da questa settimana si svolgeranno i Comitati di distretto, alla presenza dell’assessore, per fare il punto sul piano degli investimenti: i primi in calendario sono previsti venerdì 20 ottobre a Borgo Val di Taro e martedì 24 ottobre a Pavullo nel Frignano. Mercoledì 25 si parlerà ancora di Punti nascita, sempre con Venturi, in Commissione assembleare.

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Pubblicato il 17/10/2017 — ultima modifica 17/10/2017
Il commento

“C’è solo una parola che ci ha condotto a questa decisione, dopo aver percorso tutte le strade possibili: e quella parola è sicurezza- ha sottolineato Venturi-. Lo ribadiamo ancora una volta, perché su questo deve esserci la massima chiarezza e non accettiamo strumentalizzazioni. Non c’è alcuna motivazione economica e amministrativa alla base di questa decisione, ma solo e soltanto la valutazione fatta sulla salvaguardia delle donne, dei neonati e dei professionisti coinvolti. Senza la garanzia che la nascita si svolga in condizioni di sicurezza con tutti gli elementi strutturali, organizzativi e tecnico professionali previsti dagli esperti, a partire dal numero minimo di nati l’anno, non sarebbe equo mantenere aperti dei Punti nascita con la consapevolezza di offrire un’assistenza inferiore agli standard che devono essere garantiti a tutti i cittadini”. 

“Non è assolutamente vero- ha aggiunto Venturi- che si tratta del primo passo per chiudere prima i reparti e poi gli ospedali, perché noi al contrario intendiamo investire, non a caso spendiamo risorse in più. Il nostro unico obiettivo è tutelare la sicurezza di donne e bambini, e fra qualche anno ce lo riconoscerete. Riconoscerete che avevamo ragione”.

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