Centri per il riuso, là dove nasce la seconda vita delle cose: ora è più semplice utilizzarli

Approvate le nuove regole dopo un percorso di partecipazione con Comuni e gestori. Dove sono in centri

05.10.2017

Elettrodomestici, vestiti, giocattoli usati, non sempre buttarli è l’unica scelta perché quello che non ci serve più può essere utile ad altri, allungando così il ciclo di vita, con vantaggi per l’economia e per l’ambiente.

Servono a questo i Centri per il riuso: spazi attrezzati - sostenuti dalla Regione - dove esporre e scambiare beni usati, aperti a tutti. In Emilia-Romagna sono già 28 - altri 12 stanno per arrivare - e da oggi per i cittadini sarà più facile accedere grazie a regole più semplici per la consegna ed il ritiro dei beni.

E’ di questi giorni, infatti, l’approvazione delle Linee guida dei centri comunali del riuso (delibera 1382/2017) aggiornate dopo aver ascoltato proposte e esigenze di Comuni e gestori dei centri nel corso di un percorso partecipato che si è svolto nei mesi scorsi. Hanno preso parte all’attività oltre 80 amministratori comunali, 61 rappresentanti di società di gestione del servizio rifiuti attive sul territorio regionale, 34 esponenti di associazioni sindacali, ambientaliste e di categoria.

 

Cosa cambia 
Tra le novità dunque la semplificazione di moduli e modalità di accesso ai centri: dopo una prima registrazione, per tutte le visite successive basterà il riconoscimento da parte del personale. Per i gestori dei centri, invece, è stata prevista la possibilità di quantificare i beni in modo uniforme con l’introduzione di pesi standard, così come quella di effettuare piccole manutenzioni di parti elettriche ed elettroniche se contemplato nel regolamento della struttura. Inoltre, sarà possibile utilizzare i centri come spazi educativi dove realizzare iniziative per valorizzare il riuso dei beni.
Sono state approvate anche le Linee guida per i Centri del riuso non comunali, cioè gestiti da enti o associazioni privati, ed è stato istituito uno specifico elenco a cui possono iscriversi quelli conformi che si aggiunge a quanto già realizzato per i Centri comunali. 

Centri del riuso in Emilia-Romagna, slide ottobre 2017, small

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Pubblicato il 05/10/2017 — ultima modifica 05/10/2017
Il commento

 “Le nuove regole sono frutto di un ampio percorso di partecipazione che la Regione ha promosso per raccogliere suggerimenti e idee al fine di rendere sempre più efficiente il funzionamento di queste strutture, mettendo a valore le esperienze già in atto sul territorio: a ciascuno dei soggetti che hanno portato il loro contributo di idee e proposte va il mio ringraziamento- afferma Paola Gazzolo, assessore regionale all’ambiente-. “Siamo impegnati nel potenziarne la rete: lo dimostra il finanziamento di quasi 1 milione di euro meso a disposizione nei mesi scorsi con il Fondo incentivante previsto dalla legge sull’economia circolare. Un investimento che intendiamo confermare anche in futuro perché rappresenta uno dei tasselli fondamentali della strategia regionale per ridurre la produzione dei rifiuti, ponendo al centro la prevenzione e il riuso”.

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