Più autonomia per l'Emilia-Romagna, a Roma per il via al negoziato col Governo

Dall'istruzione ai tributi, potranno essere oltre 15 le competenze richieste. Bonaccini: "Ci siamo, si parte"

08.11.2017

Foto di Liviana Banzi, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-RomagnaDall’istruzione al lavoro, dai tributi alla finanza pubblica, dalla salute all’ambiente e al territorio, fino alla ricerca e all’innovazione per continuare a crescere. Potrebbero essere più di 15 le competenze per la maggiore autonomia cui punta l’Emilia-Romagna. Tante, infatti, sono quelle che la Regione chiede di gestire direttamente e sulle quali si confronterà con il Governo al tavolo del negoziato il cui insediamento è previsto domani a Roma e che si aprirà per le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia.

Il sottosegretario per gli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, indicato dal premier Paolo Gentiloni quale referente politico del Governo per il negoziato relativo all'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, richieste da Emilia-Romagna e Lombardia sulla base dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, ha convocato per giovedì 9 novembre, alle 16, nella sede del Dipartimento per gli Affari regionali, a Roma, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. L'incontro istituisce la sede paritetica che approfondirà gli ambiti e le materie per i quali i Consigli regionali hanno dato mandato ai rispettivi presidenti della Giunta regionale di avviare la trattativa.

“Ci siamo, si parte- afferma il presidente Bonaccini-. Il progetto per ottenere una maggiore autonomia regionale diventa sempre di più una realtà. Tre settimane fa firmai con il presidente Gentiloni il documento per l’avvio del negoziato con l’Emilia-Romagna. Dopodiché ci venne chiesto di aspettare la Lombardia per l’apertura di un tavolo comune di confronto, cosa che abbiamo fatto ponendo due condizioni: che non si allungassero i tempi e che non diventassero oggetto di discussione temi che mettevano in discussione l’unità nazionale o l’istituzione di Regioni a Statuto speciale. Ebbene, domani avvieremo il negoziato in un contesto che riteniamo possa portare davvero a un risultato storico e mai registrato prima in Italia: una maggiore autonomia per Regioni virtuose e con i conti in ordine. In queste settimane abbiamo continuato a lavorare, insieme alle parti sociali nell’ambito del Patto per il Lavoro e seguendo il mandato deciso dall’Assemblea legislativa, alla quale riferirò già la prossima settimana. Abbiamo già definito 12 competenze che chiederemo di gestire direttamente e siamo pronti ad aggiungerne altre 4-5 che fra pochi giorni porteremo in Aula per discuterne con i Gruppi consiliari. Stiamo facendo un lavoro serio-chiude Bonaccini- che mi auguro di portare avanti con la più larga condivisione possibile, anche grazie al contributo di tutte le forze politiche e sociali, nell’esclusivo interesse dei cittadini e dei territori della nostra regione”.

Sede Regione con bandiereDunque, sono già state definite 12 competenze che l’Emilia-Romagna chiede per sé e che rientrano fra le materie previste dagli articoli 116 (comma terzo) e 117 (commi secondo e terzo) della Costituzione. Si tratta in particolare di:

  • rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni;
  • tutela e sicurezza del lavoro;
  • istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
  • commercio con l’estero;
  • ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
  • governo del territorio;
  • protezione civile;
  • coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
  • tutela della salute;
  • norme generali sull’istruzione;
  • tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali;
  • organizzazione della giustizia di pace.

La Giunta è pronta ad aggiungere altre 4-5 competenze relative a professioni, cultura, sport e agricoltura.

Inizialmente erano state individuate le quattro aree strategiche alle quali ricondurre le competenze richieste, poi riprese nella risoluzione votata il 3 ottobre scorso dall’Assemblea legislativa che ha dato mandato al presidente Bonaccini di avviare la trattativa con l’esecutivo nazionale. Eccole: tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute. A esse si aggiunge l’area complementarecon le materie funzionali all’esercizio delle nuove competenze richieste: rapporti della Regione con l’Unione Europea coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; governanceistituzionale.

Oggi l’assessore Emma Petitti (Bilancio e Riordino istituzionale) ha partecipato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, dove ha comunicato la disponibilità del presidente Bonaccini e della Giunta a relazionare in Aula nella seduta di martedì e mercoledì prossimi, anche sulle modalità del confronto col Governo che verranno decise a Roma.

Ieri sera, Bonaccini, l’assessore Petitti e gli assessori competenti per le materie oggetto della trattativa hanno aggiornato anche i componenti il Patto per il Lavoro sugli sviluppi relativi al progetto di maggiore autonomia, a ridosso dell’insediamento del Tavolo col Governo. Con i soggetti del Patto – sindacati, imprese, categorie economiche, università, associazioni del Terzo settore, enti locali, Città Metropolitana di Bologna – è stata confermata la condivisione del percorso fatto e dei contenuti della proposta e ieri è stato ribadito il fatto che, parallelamente al negoziato che sta per partire con Palazzo Chigi, resta aperto il confronto, sia attraverso convocazioni del tavolo Giunta-Patto sia attraverso contatti con i singoli assessorati sulle materie di competenza.

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Pubblicato il 08/11/2017 — ultima modifica 08/11/2017
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