Il Programma regionale Dipendenze patologiche e gli strumenti in campo

Nel 2016, dopo aver svolto approfondimenti con i servizi per le dipendenze e con il Coordinamento regionale degli Enti accreditati per le dipendenze, la Giunta regionale approva il nuovo "Programma regionale Dipendenze patologiche", che fissa gli obiettivi per il triennio 2017-2019.

Il programma orienta i Servizi per le dipendenze patologiche alla predisposizione di percorsi differenziati per popolazione e per tipologia di dipendenza. In particolare: per il consumo di sostanze tra gli adolescenti e i giovani, con un lavoro sulla famiglia ed una collaborazione con istituzioni e servizi del territorio come scuole, spazi giovani dei consultori, servizio sociale minori, servizi e offerte degli Enti locali; per le persone con dipendenza da sostanze stupefacenti e per la dipendenza da alcol, che costituiscono ancora il core principale degli interventi; per la dipendenza da gioco d'azzardo ed altre emergenti.

Per quanto riguarda gli stranieri, per favorire il loro accesso ai servizi viene attivata, se necessaria, la mediazione linguistica e culturale. Infine, per gli adulti con più di 45 anni vengono predisposti percorsi personalizzati, sulla base di progetti definiti con le Unità di valutazione multidimensionale delle Ausl, per salvaguardare le autonomie residue e facilitare la permanenza delle persone nel proprio domicilio, quando possibile (cohousing, gruppi famiglia e comunità di accoglienza).


Altri strumenti in campo

Tra gli altri strumenti adottati dalla Regione, vi è la promozione del benessere e prevenzione dei rischi rivolta ad adolescenti e giovani all'interno del "Progetto adolescenza": in ambito scolastico gli interventi, a cui nel 2016 hanno partecipato 151 istituti dell'Emilia-Romagna, prevedono la formazione degli insegnanti, la partecipazione attiva degli studenti e il sostegno alle famiglie. In molte scuole sono attivi gli sportelli per l'ascolto, l'individuazione precoce di eventuali problematiche e il supporto individuale o sulla classe.

Le azioni di prevenzione dei comportamenti a rischio e riduzione del danno sono svolte, oltre che dai Servizi dipendenze patologiche delle Ausl, anche da 29 Unità di Strada e strutture a bassa soglia d'accesso, attivate da Ausl e Comuni e gestite dal Terzo settore, che contattano annualmente oltre 77.000 persone (anno 2016) nei luoghi del divertimento o in strada (erano circa 53.000 nel 2013) ed effettuano 18.000 etiltest per misurare il tasso alcolemico e dare consigli per dissuadere le persone dalla guida. Sono attivi anche alcuni servizi di consulenza online su temi legati al consumo di sostanze psicoattive, gioco d'azzardo, affettività e sessualità.

Inoltre vengono organizzati interventi di promozione di sani stili di vita negli ambienti di lavoro, in collaborazione con i Dipartimenti di Sanità pubblica, corsi info-educativi per guidatori a cui è stata ritirata la patente per guida sotto l'effetto di alcol e sostanze (complessivamente 3.568 partecipanti ai corsi nel 2015, contro i 2.298 del 2013) e interventi di formazione degli istruttori di scuola guida sugli effetti di alcol e sostanze. Dal 2011 è in vigore un Protocollo di collaborazione tra Regione e Associazioni di auto-mutuo-aiuto in campo alcologico, esteso anche alle Università della regione per collaborazioni in campo formativo.

Il trattamento dell'abuso e della dipendenza da sostanze è effettuato dalle Ausl (Servizi per le dipendenze patologiche, che hanno sostituito i vecchi Servizi per le tossicodipendenze), in collaborazione con il privato sociale accreditato. Dal 2008 le Comunità convenzionate sono state accreditate come strutture sanitariee partecipano, assieme ai Servizi per le dipendenze, alla verifica e al miglioramento continuo dei percorsi residenziali, con programmi di formazione, innovazione organizzativa e con l'adozione di una cartella clinica condivisa. Negli anni, pertanto, i Servizi si sono dovuti attrezzare per essere attrattivi e competenti anche per tipologie di dipendenza o di abuso che in passato non accedevano ai Servizi. Anche la collaborazione con gli Enti accreditati e i Comuni si è arricchita, rafforzata e modificata nel tempo, con l'obiettivo di discutere i bisogni dei territori e dare risposte sempre più articolate e diversificate alle nuove esigenze.

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Pubblicato il 29/11/2017 — ultima modifica 29/11/2017
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