Tecnopolo di Rimini, inaugurati spazi e laboratori destinati alla ricerca

L'assessore Corsini: "Un centro qualificato dalle grandi potenzialità". Nel riminese investiti finora oltre 5 milioni di euro

02.03.2017

Tecnopolo Rimini -InagurazioneAl via il Tecnopolo di Rimini, situato nell’area dell’ex Macello comunale, che ospiterà per ora due laboratori dedicati alla ricerca industriale realizzati dall’Università di Bologna. Si tratta del Laboratorio per l’energia e l’ambiente, con una sezione dedicata al tema del riciclo e riutilizzo dei rifiuti e alle tecnologie per il Life Cycle Assessment e dell’Ecodesign, e del Laboratorio meccanica e materiali, con una sezione dedicata ai materiali e alle tecnologie per le industrie della moda.

La struttura è stata inaugurata oggi dall’assessore regionale Andrea Corsini, il delegato per ricerca industriale, cooperazione territoriale e innovazione dell'Università di Bologna, Fabio Fava e dal sindaco di Rimini, Andrea Gnassi.
Gli enti promotori del Tecnopolo di Rimini sono l’Università di Bologna, il Comune e la Provincia di Rimini. Il totale degli investimenti in infrastrutture ammonta a 2,9 milioni di euro di cui 1,5 milioni di risorse della Regione. Per attrezzature e programmi di ricerca sono stati messi in campo 2,26 milioni di euro, di cui 1,3 stanziati dalla Regione che ha utilizzato risorse europee del Por-Fesr.

Il sistema riminese per l’innovazione vede anche la presenza dell’incubatore Rimini tourism square e il FabLab Rimini (appartenente all’Associazione MakeRn e Fablab Romagna), cui si aggiungono anche laboratori di ricerca privati come il gruppo Csa e il Crif (Centro ricerca per l’industria fusoria), nonché il crescente numero di start up innovative.

La rete dei Tecnopoli in Emilia-Romagna
Si tratta di una rete di 10 infrastrutture, dislocate in 20 sedi nel territorio dell’Emilia-Romagna, che ospitano e organizzano attività, servizi e strutture per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico. Sono promossi dalla Regione Emilia-Romagna insieme a università, enti di ricerca ed enti locali.
Nei 10 tecnopoli trovano spazio 37 laboratori di ricerca industriale collegati a 11 centri per l’innovazione, che coinvolgono circa 1.600 ricercatori, di cui 560 nuovi giovani ricercatori.
Il valore complessivo degli investimenti è pari a oltre 240 milioni di euro, di cui 68 milioni per le infrastrutture, 48,8 milioni per le attrezzature scientifiche e 123,6 milioni per i contratti dei nuovi ricercatori. In totale il contributo regionale è di 141 milioni di euro, di cui 94 milioni dal Programma Fesr e 43 milioni da altre risorse regionali, mentre 90 milioni di euro provengono da università ed enti di ricerca e 14 milioni di euro dagli enti locali.

I commenti

“Questo Tecnopolo- ha commentato l’assessore Corsini- rappresenta una scommessa dalle grandi potenzialità. Un centro qualificato la cui vocazione legata alla ricerca su energia, materiali e ambiente rafforza gli obiettivi che ci siamo dati per la competitività e il rilancio produttivo, nonché per contribuire a uno sviluppo sostenibile, come confermato anche col nuovo Piano energetico regionale approvato proprio ieri dall’Assemblea regionale. Quello inaugurato oggi, insieme agli altri già attivi nel territorio emiliano-romagnolo, è un’ulteriore dimostrazione del lavoro della Regione per un sistema delle reti su innovazione, ricerca e tecnologie, puntando sulle nostre eccellenze a beneficio di tutta l’Emilia-Romagna”.

“Per Rimini ora è il tempo della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione. Per troppo tempo– ha detto il sindaco Gnassi- abbiamo pensato che sotto il grande ombrellone del turismo l’innovazione potesse rimanere elemento secondario. Ora occorre puntare su un modello di sviluppo maturo per imprimere una svolta, per mantenere e elevare il livello di competitività aziendale sul mercato nazionale e internazionale. Oggi il lavoro è legato alla capacità di fare impresa, che in una fase storica complessa come quella attuale significa investire in conoscenza e innovazione”.

“Questi laboratori- ha evidenziato il professor Fava- giocano un ruolo strategico per il territorio riminese, dove si sono integrati finemente con le istituzioni locali e il sistema industriale del territorio, promuovendo e supportando quest’ultimo nella ricerca e nell’innovazione e nella partecipazione ai bandi regionali e a network nazionali e internazionali. Per altro, in ambiti industriali strategici per il territorio e per il Paese quali quello dell’economia circolare e dell’industria creativa. La cooperazione in atto coinvolge oltre 30 aziende regionali ed è caratterizzata da 25 progetti di ricerca industriali congiunti a partire dal 2011”.

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Pubblicato il 02/03/2017 — ultima modifica 02/03/2017
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