Centro meteo europeo, in Inghilterra l'ultimo sì: ufficiale il Data centre a Bologna. Bonaccini: "Grande risultato per l'Emilia-Romagna"

Dal Council dell'ECMWF riunito a Reading il via libera all'Accordo di sede. L'assessore regionale Patrizio Bianchi: "Riconosciuto in tutto il mondo il nostro valore scientifico e culturale"

In sintesi

C'è anche l'ultima conferma dell'arrivo a Bologna del Data centre del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF): il Council dell'ECMWF, riunito a Reading, ha ratificato l'assegnazione della struttura all'Emilia-Romagna. In Gran Bretagna sono così stati definiti gli aspetti tecnici del cosiddetto 'accordo di sede', col quale vengono chiariti gli aspetti dell'insediamento. Premiato il progetto della Regione, sostenuto dal Governo, che prevede l'utilizzo del Tecnopolo all'ex Manifattura Tabacchi del capoluogo regionale.
Il presidente Bonaccini: "Una grande conferma e un grande risultato. Emilia-Romagna competitiva con le aree più avanzate a livello internazionale"
L'assessore Patrizio Bianchi: "Riconosciuto in tutto il mondo il nostro valore scientifico e culturale"

22.06.2017


archivio Agenzia informazione e comunicazione Regione Emilia-RomagnaVia libera in terra britannica per l’ultima conferma dell’arrivo a Bologna del Data centre del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF)
: il Council dell’ECMWF, riunito da ieri a Reading, in Inghilterra, ha ratificato l’assegnazione della struttura all’Emilia-Romagna.

In Gran Bretagna sono così stati definiti gli aspetti tecnici del cosiddetto ‘accordo di sede’, col quale vengono chiariti gli aspetti dell'insediamento. Viene confermato, quindi, il successo e l’apprezzamento per il progetto avanzato e proposto dalla Regione Emilia-Romagna, sostenuto dal Governo italiano che lo ha candidato in sede europea e già finanziato con 40 milioni di euro, e con il supporto di importanti istituzioni e agenzie italiane operanti nei settori delle previsioni metereologiche, del monitoraggio e salvaguardia ambientale, della ricerca scientifica e dei servizi per la protezione civile.

Il Centro meteo è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1975 e sostenuta da 22 Stati membri europei. Le sue finalità sono: lo sviluppo dei metodi numerici per le previsioni meteorologiche a medio raggio; la preparazione delle previsioni meteorologiche a medio raggio per la distribuzione agli Stati membri; la ricerca scientifica e tecnica rivolta al miglioramento di queste previsioni; la raccolta e la conservazione dei dati meteorologici (ECMWF possiede il più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo).

Nei mesi scorsi il Council (Consiglio) ha condotto l’istruttoria tra i Paesi candidati, alla ricerca della soluzione ottimale per ricollocare il proprio centro dati. Il Council del ECMWF ha riconosciuto la validità del progetto italiano che, oltre a mettere a disposizione servizi e infrastrutture logistiche di alto livello nella sede del Tecnopolo di Bologna all’ex manifattura Tabacchi, offre rilevanti opportunità di sinergie tecnico-scientifiche che si potranno realizzare a Bologna tra l’ECMWF e i numerosi centri di ricerca e non solo presenti sul territorio regionale e nazionale. 

 

Il Data centre
La sede designata dal progetto sarà nell'area del Tecnopolo di Bologna, di proprietà della Regione Emilia-Romagna: l’edificio all’interno è attualmente in ristrutturazione ed è già stato destinato dal Comune a ospitare organizzazioni di ricerca e innovazione. Al Centro dati dell’ECMWF verrebbe assegnata da subito un’area di 9 mila metri quadri, compresa la zona per i supercomputer al piano terra e per gli uffici.

Una disponibilità di spazi che potrà essere ulteriormente ampliata, con altri 6 mila metri quadri e con la possibilità di ospitare altre attività di ricerca correlate. Bologna, oltre a essere conosciuta in tutto il mondo per l’elevatissimo livello scientifico e culturale del territorio, per la presenza di numerose università, centri di ricerca, laboratori e infrastrutture tecnologiche, è diventata negli anni la capitale italiana dell’high performance computing, data services management, big data processing.

A livello nazionale l’Emilia-Romagna è la seconda regione in Italia in termini di persone impiegate in attività di Ricerca&Sviluppo, oltre 52 mila. L’Emilia-Romagna può vantare l’innovativa Rete Alta Tecnologia, che raggruppa 82 laboratori di ricerca e 14 centri per l’innovazione.
Bologna inoltre è anche il principale hub italiano di ricerca e conoscenza in materia di meteo e cambiamento climatico: i principali istituti di ricerca e le più importanti agenzie nel settore meteorologico e climatico si trovano proprio a Bologna (CMCC, CNR, ENEA), come anche la più rilevante Community europea per la ricerca e l’innovazione climatica (Istituto europeo di tecnologia – Climate-Kic), che ha aperto da poco una sede a Bologna. A Bologna è inoltre attivo uno dei due soli corsi di laurea in Italia nell’ambito della meteorologia.

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Pubblicato il 22/06/2017 — ultima modifica 23/06/2017
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I commenti

“La decisione di oggi che assegna definitivamente all’Emilia-Romagna e a Bologna la sede del Data center dell’ECMWF è una grande conferma e un grande risultato, che premia l’importantissimo lavoro di squadra fra istituzioni -Governo, Regione, Città Metropolitana di Bologna-, Università di Bologna e centri di ricerca che è stato portato avanti in questi mesi- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini- e voglio ringraziare in particolare il ministro Galletti e l’assessore regionale Patrizio Bianchi per il lavoro svolto. I forti investimenti che la Regione ha messo in campo in questi anni in ricerca e trasferimento tecnologico nei settori più innovativi, compresi Big Data e supercalcolo, hanno reso l’Emilia-Romagna competitiva con le aree più avanzate a livello europeo e internazionale. Con l’arrivo del Data center del Centro meteo europeo a Bologna questa capacità viene ulteriormente riconosciuta in tutto il mondo”.

“Il territorio regionale ospita istituti di ricerca nazionali di grande rilevanza come Cineca e INFN, che fanno sì che qui si concentri il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale. In Emilia-Romagna vi è poi una delle più importanti comunità europee di ricerca sul tema dei Big Data, con oltre 1.700 ricercatori coinvolti- spiega l’assessore regionale alla Ricerca e all’Università, Patrizio Bianchi-. Tutti elementi che hanno costituito il punto di forza per il raggiungimento di questo obiettivo. Con la decisione di oggi del Council di Reading abbiamo la conferma che l’Emilia-Romagna è riconosciuta in tutto il mondo per il suo valore scientifico e culturale e che può competere a livello europeo con chiunque, soprattutto se tutte le istituzioni fanno rete, così come avvenuto in questa occasione”. 

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