Modena celebra i 70 anni della Medaglia d'oro al valore militare

Bonaccini: "Abbiamo il dovere della memoria. Ora più che mai occorre tutelare e dare valore alle istituzioni democratiche"

08.12.2017

Bonaccini a Modena per 70esimo anniversario medaglia d'oro al valore militare - discorsoL’8 dicembre 1947 la Medaglia d’oro al valore militare concessa al gonfalone della città di Modena, suggellava un patto tra il nuovo Stato e i suoi nuovi cittadini e dichiarava le donne e gli uomini che avevano dato vita alla Resistenza “padri fondatori della Costituzione e della Repubblica italiana”.

Così il presidente della Regione Stefano Bonaccini al termine degli interventi che si sono succeduti nel corso del Consiglio comunale straordinario di Modena per celebrare i 70 dall’assegnazione della Medaglia d’oro alla città, presieduto dalla presidente del Consiglio comunale modenese, Francesca Maletti, dove sono intervenuti, tra gli altri,  Gian Carlo Muzzarelli e Patrizia Paba, sindaco e prefetto della città, con la partecipazione di rappresentanti dell’Anpi, a partire dalla presidente Aude Pacchioni, e delle associazioni combattentistiche oltre a numerose autorità, tra le quali anche il senatore Stefano Vaccari, il comandante dell’Accademia militare Stefano Mannino, il procuratore capo Lucia Musti, il questore Filippo Santarelli. Presenti anche i consiglieri regionali Giuseppe Boschini ed Enrico Campedelli.

“Quelle donne e quegli uomini– ha detto Bonaccini– avevano maturato una scelta di campo dopo l’8 settembre al di fuori di quelle aule scolastiche e di quelle istituzioni che sono oggi il primo, principale, baluardo al cospetto delle nuove e subdole forme di fascismo; giovani donne e uomini che nella clandestinità, nelle poche parole bisbigliate negli spazi segreti sottratti al regime di occupazione tedesca e di collaborazione della Repubblica sociale italiana, avevano concepito l’idea di un futuro diverso e rafforzato l’ambizione di costruirlo. Un antifascismo– ha proseguito il presidente– popolare prima ancora che intellettuale, sopravvissuto alla dittatura fascista, alla privazione delle libertà, alla persecuzione dei diritti e delle vite nella certezza che un mondo altro e diverso fosse possibile. Questi giovani avevano scelto di dedicare la loro vita alla realizzazione di un nuovo progetto di società e avevano accettato la responsabilità di farsi costruttori di quel sogno e di quel progetto. È con loro che la Medaglia d'oro suggellava un patto dichiarandoli, prima di chiunque altro, Padri fondatori della Costituzione e della Repubblica italiana”.

Bonaccini a Modena per 70esimo anniversario medaglia d'oro al valore militare - consegnaDopo aver ricordato le condizioni di Modena nell’immediato dopoguerra - “una delle dieci province italiane con il più alto tasso di disoccupazione, giusto per sottolineare il percorso fatto fino a oggi” -, il presidente della Regione ha sottolineato il dovere della memoria - “chi dimentica il passato rischia di riviverne le pagine peggiori” - rispetto a ciò che accade in Italia e in Europa con richiami espliciti da parte di gruppi politici ai valori e alle simbologie fasciste e naziste. “Si può criticare l’Europa per tanti motivi– ha aggiunto– ma non dobbiamo dimenticare che se la nostra generazione non ha conosciuto la guerra lo dobbiamo a chi ha lavorato per costituire ciò che è diventata l’Unione europea: allarghiamone i confini, non dividiamola”.

Bonaccini ha ricordato anche la legge regionale sulla Memoria del ‘900 e il dovere “di tutelare e dare valore alle istituzioni democratiche” di fronte al rischio dei nuovi fascismi e ha concluso richiamando il “rispetto per tutti i caduti, ma senza mettere sullo stesso piano chi combatteva per difendere un regime e chi ha lottato per libertà, la pace e la democrazia”.

 

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Pubblicato il 08/12/2017 — ultima modifica 08/12/2017
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