Il programma regionale “Cuore fermo ER”

Donazione non solo a seguito di accertamento di morte encefalica con criteri neurologici, ma anche “a cuore fermo”, con criteri cardiologici. L’incremento, in Italia, di questa seconda modalità di donazione degli organi è uno degli obiettivi che il Cnt si è dato; la Regione Emilia-Romagna, dal canto proprio, sta sviluppando un programma specifico: “Cuore fermo ER”. Sia la donazione di organi e tessuti su persone di cui è stata accertata la morte con criteri neurologici (la cosiddetta “morte encefalica”), sia quella a cuore fermo sono strettamente regolamentate dalla legge. L’accertamento del decesso con “criteri cardiaci” prevede infatti l’osservazione di un’assenza completa di attività cardiaca e di circolo di almeno 20 minuti (mentre negli altri Paesi dell’Unione europea è ridotto tra i 5 e i 10 minuti). In passato, difficoltà di carattere organizzativo e tecnico hanno reso complesso il ricorso a questo tipo di donazione nel nostro paese. Oggi invece, le tecniche più avanzate applicate anche nei centri ospedalieri dell’Emilia-Romagna, consentono di mantenere una buona qualità degli organi donati per tutto il tempo necessario all’espletamento delle procedure di accertamento del decesso, così come previsto dalla legge.  

In Emilia-Romagna, le prime donazioni a cuore fermo sono state effettuate dall’Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna nel 2016, e gli organi sono stati trapianti dall’équipe della Chirurgia dei Trapianti, oggi diretta dal professor Matteo Cescon.

Complessivamente in regione, tra il 2016 e il 2017, sono stati trapiantati 21 organi (7 fegati, 14 reni), da nove donatori a cuore fermo. La Regione, dopo aver valutato le potenzialità organizzative e professionali sviluppate dai diversi Centri e le esperienze di prelievo e donazione a cuore fermo già effettuate dall’Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, dall’Ospedale Bufalini di Cesena, dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e dall’Ospedale Sant’Agostino Estense di Baggiovara (Modena), ha voluto avviare un programma di incentivazione, anche mediante finanziamenti dedicati, dell’attività di donazione a cuore fermo. “Cuore fermo ER” prevede uno sviluppo a step successivi con momenti formativi sia sugli aspetti tecnico-scientifici che organizzativi, rivolti alle diverse figure professionali coinvolte.

Considerata l’esperienza maturata sui temi della donazione dall’équipe dell’Unità Operativa Anestesia-Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena diretta dal dottor Vanni Agnoletti –  sia per l’assistenza alla grave insufficienza respiratoria che per il prelievo multi-organo a cuore fermo – si è deciso che sarà questo Centro a fungere da promotore per l’estensione del programma in altre Aziende dell’Emilia Romagna.

 

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Pubblicato il 21/12/2017 — ultima modifica 21/12/2017
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