Senza occhiali dopo l'intervento alla cataratta grazie a lenti di ultima generazione

Via libera all'utilizzo nelle strutture pubbliche. L'intervento permetterà di correggere presbiopia e alcune forme di astigmatismo

08.04.2017

Nella foto la terza torre del complesso di viale Aldo Moro. Foto di Bruno Valeriani, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-RomagnaUn unico intervento per risolvere i problemi alla vista causati non solo dalla cataratta ma anche dalla presbiopia e da alcune forme di astigmatismo. D’ora in poi in tutta l’Emilia-Romagna, anche all’interno delle strutture del Servizio sanitario regionale, il paziente che si sottopone all’intervento di rimozione della cataratta potrà chiedere che gli venga  impiantata una lente speciale, un multifocale di ultima generazione, in grado di correggere anche la presbiopia (il difetto causato dal venire meno con l’età della capacità “accomodativa” del cristallino e, dunque, della possibilità di mettere a fuoco sia da lontano che da vicino) e alcune forme di astigmatismo.

Lo ha deciso la Giunta regionale, per offrire ai pazienti questa possibilità anche all’interno del servizio pubblico. A carico del paziente che deciderà di affrontare questo tipo di intervento - la cui opportunità sarà comunque valutata dallo specialista - resteranno solo gli approfondimenti diagnostici ulteriori e la differenza di costo tra la lente di nuova generazione e quella utilizzata normalmente in un intervento di cataratta.

“É un’importante opportunità, quella che abbiamo deciso di garantire ai cittadini all’interno delle strutture del servizio pubblico - commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. La vista è un bene prezioso, che va preservato con l’avanzare dell’età. Naturalmente, al paziente idoneo che richieda, con la rimozione della cataratta, che gli venga impiantata una lente refrattiva, saranno fornite tutte le informazioni utili e il preventivo dei costi aggiuntivi che andranno a suo carico”. 

Gli interventi di cataratta
Nel 2016, da Piacenza a Rimini gli interventi di rimozione della cataratta sono stati 56.600.La cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, la “lente naturale” che permette di mettere a fuoco sulla retina i raggi luminosi paralleli provenienti da un oggetto. Quando il cristallino si opacizza la visione diventa sfuocata e dev’essere sostituito con una lente artificiale, con caratteristiche simili a quella naturale. Un intervento, questo, che può essere risolutivo per le persone miopi, ipermetropi o astigmatiche prima ancora della diagnosi di cataratta. Il difetto visivo iniziale può, infatti, essere corretto con l’introduzione di un cristallino artificiale “tarato” in modo da neutralizzare – completamente o in parte – il vizio di rifrazione preesistente. Questi cristallini non sono però in grado di correggere la presbiopia, né alcune forme particolari di astigmatismo. Dopo l’intervento resta quindi necessario utilizzare una correzione per la visione da vicino, o per alcune forme di astigmatismo.

Oggi sono in commercio cristallini artificiali in grado farlo; il costo di questi nuovi strumenti è superiore a quello dei cristallini monofocali tradizionali, impiantati nell’intervento di rimozione della cataratta. Con l’approvazione di questa delibera, i cittadini che desiderano accedere a quest’approccio innovativo nel pubblico potranno ora farlo, su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. La centrale di acquisto regionale Intercent-ER inserirà la procedura di acquisizione delle lenti refrattive nella propria programmazione 2017.

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Pubblicato il 08/04/2017 — ultima modifica 08/04/2017
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