Welfare, da oggi il "Sostegno per l'inclusione attiva": domande ai Comuni

Un aiuto per le famiglie più povere: fino a 400 euro per nucleo familiare. Gualmini: "Misura che aumenta l'equità"

02.09.2016

Foto di Marco Caselli Nirmal, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-RomagnaIn Italia saranno circa 200mila le famiglie, con 500mila minori, i potenziali beneficiari della prima delle misure previste dal Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale varate dal Governo (decreto interministeriale del 26 maggio 2016).

Uno strumento in favore delle famiglie in condizioni di fragilità sociale e disagio economico che consiste nell'erogazione di un beneficio economico di 80 euro mensili per persona, per un massimo di 400 euro per nucleo familiare, condizionata però all'adesione ad un progetto personalizzato di impegno sociale e lavorativo.

Saranno i servizi sociali dei Comuni, in rete con i servizi per l'impiego, i servizi sanitari e le scuole e con i soggetti privati ed enti no profit a predisporre i progetti di collaborazione con i cittadini che usufruiranno del sussidio. Si tratta di progetti che dovranno coinvolgere tutti i componenti del nucleo familiare e prevedono specifici impegni per adulti e minori sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni. L'obiettivo è quello di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l'autonomia.

 

I requisiti richiesti

Per ottenere il beneficio bisognerà soddisfare determinati requisiti economici (Isee inferiore o uguale a 3 mila euro) e familiari (presenza almeno di un minorenne, oppure di un figlio disabile o ancora di una donna in stato di gravidanza).

 

Come presentare le domande

I cittadini interessati, in possesso dei requisiti richiesti, potranno presentare le domande a partire dal 2 settembre 2016, direttamente al proprio Comune di appartenenza che, successivamente, provvederà ad inoltrarle all'Inps che, a sua volta, verificherà le condizioni previste dal Decreto 26 maggio 2016 (ISEE, presenza di eventuali altre prestazioni di natura assistenziale, situazione lavorativa).

Il commento

"Oggi è un grande giorno- ha dichiarato Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al welfare-. Finalmente è possibile presentare le domande presso i servizi sociali dei Comuni per il Sostegno per l'inclusione attiva, uno strumento sinora inesistente in Italia (se non per pochissime città). Una misura concreta contro la povertà estrema. I nuclei familiari con bambini minorenni o figli disabili- spiega la vicepresidente- possono chiedere la carta acquisti che verrà erogata dall'Inps in cambio di un impegno attivo a partecipare a iniziative di formazione, lavoro e inclusione sociale. Non era mai stata introdotta nel nostro sistema di welfare una politica attiva contro la povertà. Ora i Comuni- prosegue Gualmini- anche con il sostegno delle nuove risorse sul personale e i servizi previste dal Programma operativo nazionale che assegna all'Emilia-Romagna 30 milioni di euro di fondi europei in sei anni, possono offrire proposte di recupero della marginalità e possibilmente restituire dignità a chi occupa gli ultimissimi gradini delle nostre società. Una misura che aumenta l'equità e che speriamo possa aiutare chi proprio non ce la fa più".

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Pubblicato il 02/09/2016 — ultima modifica 02/09/2016
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