Patto per il lavoro, a sei mesi dalla firma già quasi due miliardi di risorse per lo sviluppo in Emilia-Romagna

Il presidente Bonaccini: "Per generare nuovo sviluppo e nuova occupazione è necessario far partire velocemente investimenti e risorse e proseguire sulla strada dell'innovazione"

In sintesi

I numeri degli investimenti del Patto per il lavoro, firmato a luglio 2015 da Regione e istituzioni, università, parti sociali e terzo settore, sono stati presentati a Bologna dal presidente Bonaccini e gli assessori Bianchi (Lavoro) e Caselli (Agricoltura). Si tratta di oltre 1 miliardo e 763 milioni di euro di risorse mobilitate per lo sviluppo in Emilia-Romagna, a cui si aggiungono 1 miliardo e 655 milioni di euro di investimenti per la ricostruzione. “Puntiamo ad attivare nei prossimi sei mesi un miliardo di fondi europei – ha detto il presidente Bonaccini -. Per generare sviluppo e nuova occupazione è necessario far partire velocemente investimenti e risorse. La disoccupazione è già scesa sotto l’8%, confidiamo che quest’anno possa avvicinarsi al 7%. Il Patto per il lavoro è il provvedimento cardine della legislatura, con cui vogliamo dimezzare la disoccupazione entro il 2020". 

05.02.2016

archivio Agenzia informazione e comunicazione Regione Emilia-RomagnaDalla firma del Patto, avvenuta a luglio 2015, sono oltre 1 miliardo e 763 milioni di euro le risorse mobilitate per lo sviluppo in Emilia-Romagna, a cui si aggiungono 1 miliardo e 655 milioni di euro di investimenti per la ricostruzione.

Sono alcuni dei dati presentati al tavolo del Patto del Lavoro, sottoscritto a luglio scorso dalla Regione Emilia-Romagna con le istituzioni locali, le università, le parti sociali datoriali e sindacali, il forum del terzo settore.

I numeri degli investimenti e la situazione della congiuntura internazionale e nazionale sono stati presentati dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dagli assessori al Lavoro Patrizio Bianchi e all’Agricoltura Simona Caselli.

“Puntiamo ad attivare nei prossimi sei mesi un miliardo di fondi europei, 500 milioni solo con il Programma di sviluppo rurale – ha detto il presidente Bonaccini - Per generare sviluppo e nuova occupazione è necessario far partire velocemente investimenti e risorse e permettere a territorio e imprese di proseguire nella strada dell’innovazione. Un segnale ci dice che stiamo andando nella giusta direzione: la disoccupazione è già scesa sotto l’8%, confidiamo che quest’anno possa avvicinarsi al 7%. Il Patto per il lavoro è il provvedimento cardine della legislatura, con cui vogliamo dimezzare la disoccupazione entro il 2020. Tra fondi nazionali e regionali abbiamo già reso disponibili quasi due miliardi di euro, e aprire i cantieri significa dare ossigeno al lavoro e alle imprese, ma anche avere un territorio più curato, scuole più belle, ospedali ammodernati, strade più sicure”.

Da luglio 2015 ad oggi sono oltre un miliardo e 700 mila euro le risorse attivate su sviluppo, imprese e lavoro, di cui 437.331.170 euro di fondi europei 2014-2020 per 27 bandi e interventi già lanciati (109.960.000 del Fondo sociale europeo, 142.871.170 del Fesr, 184.500.000 sul Piano di Sviluppo Rurale), pari al 17,8% delle risorse disponibili al 2020.

A questi investimenti si devono aggiungere 1.655.500.000 euro destinati alla ricostruzione a seguito del sisma del 2012. Alle risorse a disposizione i 33 milioni già messi a bando per il progetto di Cooperazione territoriale europea Adrion.

Il tavolo ha rappresentato l’occasione per condividere gli strumenti di lavoro e per monitorare e verificare lo stato di avanzamento degli impegni assunti attraverso l’aggiornamento dei dati macro-economici, dei risultati conseguiti e delle azioni messe in campo da tutti i firmatari, che hanno espresso generale condivisione sulle scelte operate. 

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Pubblicato il 05/02/2016 — ultima modifica 05/02/2016
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