Nodo idraulico Modena, altri 32 milioni per la messa in sicurezza

La nuova ordinanza destina le risorse per la conclusione dei lavori di adeguamento del sistema arginale di Secchia e Panaro

26.02.2016

foto di Andrea Samaritani, archivio Agenzia di informazione e comunicazione Giunta regionaleVia libera a un nuovo stralcio d’interventi per la messa in sicurezza del nodo idraulico di Modena. 
Con la firma, da parte del presidente della Regione e Commissario delegato alla Ricostruzione Stefano Bonaccini, dell’ordinanza n. 2 del 23 febbraio 2016, altri 32 milioni di euro sono stati destinati alla conclusione dei lavori di adeguamento del sistema arginale dei fiumi Secchia e Panaro, in linea con quanto definito nel Piano di gestione del Rischio Alluvioni redatto dall’Autorità di bacino. Si tratta di risorse all’interno del “pacchetto” stanziato dal Governo per l’emergenza alluvione 2014 nel modenese. L’ordinanza è consultabile sul sito www.regione.emilia-romagna.it/i-provvedimenti-per-alluvione-e-tromba-daria  e sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

“E’ motivo di grande soddisfazione il lavoro svolto finora dallo staff tecnico commissariale, che ha consentito di programmare tutte le risorse destinate all’Emilia in seguito all’alluvione e alle trombe d’aria del modenese e del bolognese, con interventi importanti proprio sul fronte della sicurezza idraulica” ha commentato Bonaccini. “Con quest’ordinanza, altre risorse importanti si aggiungono ai 70 milioni già programmati e alle opere già realizzate per oltre 30 milioni. Si tratta di risorse che permetteranno di continuare questo lavoro così complesso; un lavoro che coinvolge, unico caso in Italia, tre casse di espansione (Secchia, Panaro e Naviglio), un sistema arginale di 300 chilometri oltre alla rete consortile, al sistema di drenaggio e scolo della città di Modena e a importanti lavori di pulitura degli alvei, completamente terminati. Alle risorse economiche – conclude Bonaccini – si sommano l’impegno politico, tecnico e dei numerosi volontari che, in un sistema coordinato sul territorio, partecipano in modo attivo alla messa in sicurezza del nodo idraulico di Modena”.

“L’ordinanza è anche l’occasione per predisporre una nuova modalità organizzativa, che consenta al sistema di agire con maggiore celerità, ridefinendo tempistiche certe e supporti tecnico-amministrativi per tradurre rapidamente in progetti, e poi in cantieri, l’ingente mole di risorse stanziate” ha sottolineato con soddisfazione l’assessore alla Difesa del suolo Paola Gazzolo. “La riorganizzazione in corso del sistema di Protezione civile regionale darà un ulteriore impulso alla gestione coordinata del post alluvione. La prossima settimana – aggiunge Gazzolo – inizierà un’altra fase di monitoraggio degli argini, con il rilevamento delle criticità puntuali e delle eventuali tane che porterà ancora i gruppi comunali di Protezione civile e i coadiutori a operare, in modo coordinato, in questo sistema impegnato nella sicurezza del territorio”. 

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Pubblicato il 26/02/2016 — ultima modifica 26/02/2016
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