Femminicidi, la Regione impegnata sulla prevenzione

Al lavoro con il Governo per rendere disponibili i fondi, in autunno un bando regionale da un milione per interventi contro discriminazione e violenza

05.08.2016

Video: La sede della RegioneLa Regione Emilia-Romagna sta lavorando insieme al Governo per rendere al più presto disponibili i fondi destinati alle attività dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio.
Ed è di questi giorni la notizia della costituzione di una
Cabina di regia interistituzionale per l'attuazione del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, convocata dal governo per il prossimo 8 settembre, cui la Regione Emilia-Romagna prenderà parte.

Inoltre tra settembre e ottobre aprirà un bando da un milione di euro nell’arco del biennio 2016/17 rivolto a Enti locali, associazioni promozione sociale e volontariato per interventi su pari opportunità e contro le discriminazioni e la violenza di genere, in attuazione del Piano regionale contro la violenza di genere di recente approvazione.

E’ l’assessore regionale Emma Petitti, con delega alle Pari opportunità, che ribadisce l’impegno delle Istituzioni a non lasciare sole le donne in quelle situazioni di fragilità che troppo spesso si concludono con brutali assassinii. 

"Vania e Rosaria sono solo le ultime di una serie infinita. Donne uccise brutalmente da assassini spietati, perché non c’è altro termine che possa rendere più accettabile la loro violenza. Perchè la parola amore, anche se malato, non c’entra nulla con gli assassinii. Nella lotta ormai quotidiana contro la violenza alle donne c’è bisogno di tutti, soprattutto dei ragazzi e degli uomini, per condividere e diffondere una cultura del rispetto”. Il riferimento dell’assessore è ai recenti femminicidi di Lucca e Caserta, ultimi di un lungo elenco che attraversa il paese senza eccezioni.

“Le istituzioni che noi rappresentiamo- aggiunge Petittihanno il dovere di proteggere e di promuovere una cultura di rispetto. Abbiamo imparato che è importante investire sulla prevenzione e sull’educazione per la violenza fin dalle relazioni personali, con l’educazione nelle scuole perché è da lì che parte la crescita di una nuova cultura. Mettiamo a disposizione sia sul piano nazionale che locale- conclude l’assessore- la nostra esperienza pluriennale sul tema relativo alla diffusione di un nuovo approccio preventivo e culturale ai temi della violenza sulle donne, che si rivolgono ai centri per avere sostegno e aiuto reale”.  

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Pubblicato il 05/08/2016 — ultima modifica 05/08/2016
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