L'Emilia-Romagna punta veloce al "greening the industry" con interventi e risorse di agricoltura, ambiente e industria

Avviato con gli 'Stati generali della green economy' il confronto con la società regionale. Bonaccini: "La Regione investirà sempre più sulla green economy come pilastro delle politiche di governo"

In sintesi

L’Emilia-Romagna, entro il 2019, punta a realizzare una ‘greening the industry’.
È il messaggio uscito dagli Stati generali della green economy lanciati dalla Regione. Si è avviato così un confronto con la società regionale che darà corpo a proposte e soluzioni già entro il prossimo anno. 
"La Regione investirà sempre più sulla green economy come pilastro delle politiche di governo", ha sottolineato il presidente Bonaccini chiudendo i lavori della giornata. 
Su pianificazione energetica e low carbon economy, economia circolare nella nuova legge regionale sui rifiuti e eco-competitività ed eco-innovazione in agricoltura sono intervenuti gli assessori regionali Palma Costi, Paola Gazzolo e Simona Caselli. 
Il racconto della giornata su storify.com: http://bit.ly/1ImP17U.

27.11.2015

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Introduce i lavori Palma CostiL’Emilia-Romagna, entro il 2019, punta a realizzare una ‘greening the industry’. È questo il messaggio uscito dagli Stati generali della green economy lanciati a Bologna dalla Regione avviando di fatto un confronto con la società regionale dalla quale prenderanno corpo proposte e soluzioni già entro il prossimo anno.

"La Regione investirà sempre più sulla green economy come pilastro delle politiche di governo" ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini chiudendo i lavori della giornata.
"Questo– ha aggiunto Bonaccini - grazie a un piano energetico che ha già raggiunto i traguardi che si era dato pochi anni fa e che sarà ulteriormente potenziato al fine di superare nel 2020 gli obiettivi dell'Unione Europea. Grazie ad un piano dei rifiuti che al 2020 vuole superare il 70% della raccolta differenziata per chiudere tutte le discariche (tranne alcune per i rifiuti speciali) come chiede la UE e cominciare a spegnere qualche inceneritore. Un piano dell’aria che ha ottenuto riconoscimenti anche da parte del mondo ambientalista; un piano di contrasto al dissesto idrogeologico che può contare per il 2016 su ben 150 milioni di euro tra risorse regionali e nazionali per fare cura dell’emergenza, ma finalmente anche decisa prevenzione".

Infine, ha chiosato Bonaccini "lo faremo perché vogliamo che la qualità della vita dei nostri cittadini si mantenga elevata, ma anche per creare lavoro. Perché investire sulla green economy e sulla green the industry vuol dire anche investire su nuove opportunità per l’economia e le imprese".

Con gli Stati generali della green economy - dove sui temi della pianificazione energetica e low carbon economy, dell’economia circolare nella nuova legge regionale sui rifiuti nonché della eco-competitività ed eco-innovazione in agricoltura sono intervenuti gli assessori regionali Palma Costi (attività produttive), Paola Gazzolo (ambiente) e Simona Caselli (Agricoltura) - si avvia un confronto sulla programmazione comunitaria 2014-2020, che porti all’approvazione del nuovo piano energetico regionale e relativo piano triennale degli interventi, oltre che proseguire e vincere le sfide indicate dalla nuova legge regionale su economia circolare e rifiuti e dalle misure, in campo agricolo e ambientale, del Piano di sviluppo rurale.

L’obiettivo di una ‘greening the industry’ come ridisegno del sistema produttivo in cui la sostenibilità ambientale sia connaturata alla sostenibilità sociale (con al centro il nuovo Patto per il lavoro), allo sviluppo dell’attrattività degli insediamenti il rilancio competitivo delle aziende e la messa in sicurezza del territorio ed alla valorizzazione delle risorse naturali.
Questo integrando e coordinando interventi ed azioni in materia di agricoltura, ambiente e attività produttive. E su questi ambiti convergeranno le risorse dei fondi strutturali europei (Fesr e Feasr) e fondi provenienti da altre risorse regionali e nazionali: il 30% dei fondi strutturali avrà impatto sullo sviluppo del green, a cui si aggiungono i fondi per il dissesto idrogeologico e i fondi per il trasporto collettivo.

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Pubblicato il 27/11/2015 — ultima modifica 27/11/2015
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