Aviaria, prosegue la sorveglianza sul contagio

Presentata una relazione tecnica per fare il punto sulla situazione in regione. Al momento non ci sono nuovi casi di contagio nell'uomo

In sintesi

E' stata presentata dagli assessori regionali Carlo Lusenti e Tiberio Rabboni una relazione tecnica per fare il punto sulla situazione dell’aviaria.  Al momento non ci sono altri casi di contagio nell'uomo dopo i due – uno confermato, l’altro sospetto – individuati a Mordano. L'ipotesi è che il virus sia arrivato dalle anatre in migrazione, che avrebbero contaminato gli allevamenti, per poi trasmettersi con il trasporto delle uova e con una probabile diffusione aerogena.
La Regione, in accordo col ministero della Salute, ha adottato tutte le procedure per il controllo dell’infezione. E' stata disposta la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti e proseguono i controlli negli allevamenti. Ad oggi i focolai sono quattro, per informazioni è attiva una Faq sul portale Salute.

03.09.2013

dal sito gionalekleos.it

Non ci sono al momento altri casi di contagio di aviaria nell'uomo, dopo i due – uno confermato, l’altro sospetto – individuati a Mordano. Gli abbattimenti dei volatili dovrebbero terminare mercoledì 4 settembre sera.
Il punto sulla situazione dell’aviaria in Emilia-Romagna è stato fatto dagli assessori Carlo Lusenti (Politiche per la salute) e Tiberio Rabboni (Agricoltura), che hanno presentato una relazione tecnica alle commissioni Sanità e Politiche economiche.

L'aviaria è arrivata in Emilia-Romagna attraverso le anatre in migrazione (questa l’ipotesi più avvalorata, contenuta nella relazione) che avrebbero contaminato i parchetti esterni degli allevamenti, dove, di giorno, razzolavano le galline. Da lì il virus si sarebbe poi trasmesso sia con il trasporto delle uova che con una probabile diffusione aerogena.

In accordo col ministero della Salute, in seguito all’identificazione dei focolai animali, la Regione ha adottato immediatamente tutte le procedure necessarie per porre sotto controllo l’infezione. Complessivamente il personale esposto per motivi professionali al rischio di contrarre il virus – e sottoposto a controllo – è di circa 110 unità, tra dipendenti degli allevamenti e operatori attivati per le operazioni di abbattimento. Di questi, 61 lavoratori, tra Ferrara e Mordano, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva (cioè a monitoraggio e controllo quotidiano), in quanto esposti prima dell’individuazione del focolaio.


Virus H7N7 e trasmissione all’uomodal sito http://www.youanimal.it/
Il virus H7N7 non si trasmette facilmente all’uomo, che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l’animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (per esempio l’H7N9 o l’H5N1), l’H7N7 tende a dare nell’uomo una patologia di lieve entità (tipo la congiuntivite), come è già stato osservato in un’epidemia verificatasi anni fa in Olanda, dove il 7-8% del personale a stretto contatto con gli animali ha sviluppato una congiuntivite, e circa il 2% una sindrome influenzale. Fatta eccezione per la congiuntivite, la trasmissione da persona a persona è eccezionale, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante.


Le misure per la sorveglianza sanitaria
Su indicazione dei Dipartimenti di Sanità Pubblica (Dsp) delle due aree interessate, coordinati dal Servizio sanità pubblica regionale, è stata disposta la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti con indicazione di visita giornaliera da parte del medico competente di tutti i lavoratori per un periodo di 10 giorni dall’ultima esposizione (massimo del periodo di incubazione). I controlli negli allevamenti proseguono senza sosta e allo stato attuale non è emersa nessun altra positività. A oggi si confermano quattro focolai, di cui l’ultimo individuato è quello di Mordano. Le operazioni di abbattimento dei volatili, già terminate in due allevamenti (Ostellato e Portomaggiore), verranno completate e concluse nella serata di mercoledì 4 settembre. 


Il settore avicolo in regione
In Emilia-Romagna (seconda regione in Italia) produttrice di carni avicole ci sono oltre 1.100 allevamenti di diverse specie avicole, con un numero stimato di 36 milioni di capi. Il settore avicunicolo in Emilia-Romagna vale oltre 600 milioni di euro, quello delle uova oltre 320 milioni di euro. Agli allevatori colpiti dalla malattia viene riconosciuto il rimborso del valore degli animali abbattuti al prezzo dei listini commerciali nazionali, il mangime stoccato in allevamento e le uova distrutte. Gli indennizzi vengono anticipati dalla Regione e rimborsati dallo Stato e dalla Comunità se la liquidazione all’allevatore si è conclusa entro 60 giorni dalla fine del periodo di osservazione post abbattimento (21 giorni).

 

Sospeso l'utilizzo di uccelli da richiamo
E' stato sospeso in Emilia-Romagna l’utilizzo di uccelli da richiamo per la caccia. Si tratta di una misura cautelativa per limitare il diffondersi del virus H7N7 dell’influenza aviaria, prevista da un’ordinanza del ministero della Salute in tutti i casi in cui sul territorio nazionale si modificano le condizioni epidemiologiche. Il provvedimento che di fatto diventerà operativo dal 15 settembre, data di apertura della caccia sul territorio regionale, riguarda gli uccelli da richiamo appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi.

Archivio news

Azioni sul documento
Pubblicato il 03/09/2013 — ultima modifica 03/09/2013
< archiviato sotto: >
I commenti

“Il caso del passaggio all'uomo è un rischio che riguarda solo le persone esposte. Non esiste per le persone né con la carne, né con le uova – ha ribadito Lusenti in sede di commissione. Stiamo facendo tutto per mettere fine all’epidemia, e per salvaguardare questa filiera importantissima in Italia e nel nostro territorio”.
Un comparto, quello avicolo, particolarmente significativo per l’Emilia-Romagna, “che va preservato, con tempestività e particolare rigore – ha sottolineato l’assessore Rabboni. L'impatto dell’aviaria è pesante anche negli allevamenti dove i riscontri sono negativi, perché subiscono le stesse restrizioni”.

Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it