Dalla Regione contributi per le Unioni e le forme associative

Fondi per 13 milioni di euro agli Enti locali che si associano

In sintesi

La Regione finanzia con 10 milioni di euro l'associazionismo tra Comuni. A questa somma si aggiungono 3 milioni già destinati a sostegno di tutte le Comunità e le Unioni montane.
La vicepresidente, Simonetta Saliera, sottolinea che è importante sostenere "le 50 forme associate già presenti in Emilia-Romagna" e che questa strada è "l'unica via per mantenere la quantità e la qualità dei servizi pubblici".
Ad ottobre verrà decisa la ripartizione dei 10 milioni di euro.

30.07.2012

Foto di Marco Nerieri, archivio Agenzia di informazione e comunicazione Regione Emilia-RomagnaDieci milioni di euro (di cui oltre 5 di risorse regionali e 4,9 statali) a sostegno dell’associazionismo fra Comuni, “un modo per ottimizzare le risorse e offrire servizi di qualità ai cittadini nonostante i minori trasferimenti del Governo agli Enti locali”, sottolinea Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna.

A queste risorse, che saranno assegnate a ottobre, si affiancano anche 3 milioni di euro straordinari già ripartiti e destinati al sostegno di tutte le Comunità e le Unioni montane che da anni devono fare i conti con l’azzeramento di ogni forma di risorsa e contributo statale.

Per quanto riguarda le restanti Unioni e le altre forme associate, la Giunta regionale ha approvato i criteri - che premieranno soprattutto le realtà che intensificano l’associazionismo fra Comuni - e la tempistica per la divisione delle risorse. Una volta raccolte tutte le richieste, la Regione avrà tempo fino a fine ottobre prossimo per effettuare il riparto.

“Da anni la Regione Emilia-Romagna promuove e sostiene l’associazionismo fra Comuni e i risultati sono molto evidenti visto che sul nostro territorio ci sono già 50 forme associate”, conclude Saliera. “Con queste nuove risorse continuiamo sulla strada avviata che, alla luce della forte riduzione dei fondi statali a Comuni e Province, è l’unica via per poter mantenere la quantità e la qualità dei servizi pubblici a persone, imprese e territorio”.

Sia per quanto riguarda le risorse per le Unioni e le forme associate, sia per il finanziamento straordinario alle Comunità montane, l’entità dei fondi e le modalità di riparto sono stati oggetto di un confronto con i presidenti delle medesime e con i rappresentanti delle associazioni di categoria degli Enti locali.

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30 luglio 2012
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