Nidi, al via la riforma
In sintesi
E' stata approvata dall'Assemblea legislativa la riforma della legge regionale 1/2000 “Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia”. La modifica della normativa si è resa necessaria per mantenere ed implementare la qualità; per perseguire la sostenibilità (soprattutto in questi momenti di crisi) e anche per semplificare i percorsi per il suo funzionamento.
Tra le novità, ai consolidati nidi, si aggiungono piccoli gruppi educativi, per restare vicini alle esigenze dei bambini, alle famiglie e ai territori. Inoltre, si prevede la valorizzazione della figura dell'educatore e il rafforzamento del ruolo del coordinatore pedagogico
20.06.2012
Un sistema più semplice, più accessibile, senza dimenticare la qualità delle prestazioni erogate. Il tutto a costi sostenibili. E’ la riforma dei servizi educativi per la prima infanzia (zero-tre anni) approvata oggi in Assemblea legislativa, che modifica ed integra la legge regionale 1/2000 “Norme in materia di servizi educativi per la prima infanzia”.
La modifica della normativa si è resa necessaria innanzi tutto per mantenere ed implementare la qualità; per perseguire la sostenibilità (soprattutto in questi momenti di crisi) e anche per semplificare i percorsi per il suo funzionamento.
"La legge interviene per introdurre ulteriori elementi di flessibilità nei servizi per la prima infanzia - ha dichiarato Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna - per avvicinarli ancora di più alle esigenze delle famiglie e dei territori. I nidi sono un patrimonio della nostra regione, ora si tratta di migliorare ulteriormente l'offerta, allargando le modalità di utilizzo. In particolare, i servizi domiciliari dedicati a gruppi ristretti di bambini, da servizio sperimentale diventano ora un'offerta integrativa che può essere utilizzata in quelle realtà periferiche dove il nido d'infanzia risulterebbe sovradimensionato. Nella legge puntiamo anche sulla qualità dell'offerta educativa, ad esempio unificando i requisiti di accesso del personale educativo per tutte le tipologia di offerta".
La nuova legge 
La nuova normativa, che sarà aggiornabile con una flessibilità superiore a quella che occorre per intervenire su una legge, prevede all’interno del sistema educativo, una razionalizzazione delle tipologie di offerta che restano comunque 4: nidi d’infanzia, servizi domiciliari (piccoli gruppi, fino a 7 bambini), servizi integrativi e servizi sperimentali (ideati sul territorio).
Però ai consolidati nidi si aggiungono piccoli gruppi educativi, per restare vicini alle esigenze dei bambini, alle famiglie e ai territori, dando valore ai servizi integrativi e introducendo un percorso accompagnato di sperimentazione di servizi innovativi.
Inoltre, nell’iter di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, si prevede la valorizzazione della figura dell'educatore e il rafforzamento del ruolo del coordinatore pedagogico, che dovrà anche verificare la sostenibilità finanziaria dei servizi offerti alle famiglie. In particolare i titoli per l’accesso al ruolo di “educatore” continueranno ad essere gli stessi per tutte le tipologie.
La nuova legge apre la strada all’emanazione di altri due atti: una direttiva tecnica di attuazione (in materia di requisiti strutturali ed educativi), e linee guida che consentano la gestione dei servizi all'infanzia su criteri di qualità.
La direttiva entrerà maggiormente nel dettaglio sia per quanto riguarda l’organizzazione di spazi e strutture dedicate all’infanzia, sia per quanto riguarda le modalità organizzative. Il tutto in linea con l'evoluzione dei contesti sociali.
Nell'anno scolastico 2010 -2011 il numero dei posti dei servizi dedicati all'infanzia in regione rispetto all'anno precedente ha raggiunto il 31,6%, con un numero complessivo di 1223 servizi (1220 l'anno precedente) di cui 986 nidi, 170 servizi integrativi e 67 sperimentali. I bambini iscritti ai servizi educativi per la prima infanzia sono stati 39.812 (rispetto ai 37.993 del 2009-2010). L'Emilia-Romagna con questi dati raggiunge il 31,12 % dell’utenza potenziale (media italiana circa il 12%- obiettivo Ue 33%) .
- Approfondimenti
- Link
- Intervista all'assessore Marzocchi
