A "Research to Business" ricercatori al lavoro per la sicurezza degli edifici

La sfida: usare la tecnologia per una nuova cultura della sicurezza

In sintesi

Alla settima edizione di Research to Business, il salone della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico in corso a Bologna, vengono presentate molte innovazioni che si concentrano sul tema, purtroppo attuale, della sicurezza degli edifici dopo il terremoto e in particolare su come la tecnologia può contribuire a tutelare centri storici e patrimoni artistici e culturali.
Un esempio per tutti: la Piattaforma costruzioni della Rete regionale dell'Alta Tecnologia e in particolare il Ciri (Centro interdipartimentale di ricerca industriale su edilizia e costruzioni) dell’Università di Bolognacerca ha sviluppato un sistema - testato sul ponte di Manhattan a New York - che, applicato agli edifici, rileva subito i danni da forti scosse, permettendo di ottenere dati in tempo reale sulla stabilità della struttura. Il sistema, che si chiama SHM (structural health monitoring), è prodotto da un’azienda romagnola, con sede a Lugo: la Teleco.

07.06.2012

Foto di Righi Paolo - Copyright: Meridiana ImmaginiLa terra trema, la ricerca risponde. Così, a pochi giorni dal terribile sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna, la Rete regionale dell’alta tecnologia si presenta a Research to Business con un’innovazione capace di dare una risposta all’esigenza di sicurezza degli edifici, sempre più pressante anche per chi non è stato direttamente colpito dalla tragedia. A svilupparla, il Ciri (Centro interdipartimentale di ricerca industriale su edilizia e costruzioni) dell’Università di Bologna, parte del tecnopolo di Bologna e “nodo” della piattaforma costruzioni, diretta e coordinata dal professor Marcello Balzani.

I ricercatori del Ciri hanno progettato un sistema che, qualora applicato agli edifici, rileva subito i danni da forti scosse. In pratica, il sistema permette di ottenere dati in tempo reale sulla stabilità della struttura – una casa, una scuola, un capannone – prima e dopo la scossa. Il test è stato eseguito addirittura sul ponte di Manhattan, a New York, una struttura soggetta a fortissime vibrazioni causate dall’attraversamento del metrò. Tecnicamente, il sistema si chiama SHM (structural health monitoring) e si basa su particolari sensori in grado di misurare la risposta di una struttura dopo una forte sollecitazione. Una tecnologia già nota, ma perfezionata dai ricercatori del Ciri e resa meno costosa e invasiva. Tanto che la Provincia di Bologna ha già dato il via libera ad alcuni progetti pilota nelle scuole e negli edifici pubblici del capoluogo.

A produrre il sistema sviluppato dall’Alma Mater è poi un’azienda romagnola, con sede a Lugo: la Teleco, leader europeo delle antenne mobili per i camper. Però il lavoro non è finito, con ulteriori elaborazioni dei dati necessarie per affinare il sistema e una collaborazione già avviata, in fase di test, nientemeno che con i colleghi della Columbia University.

 

Soluzioni per la messa in sicurezza del patrimonio artistico e degli edificiFoto di Righi Paolo - Copyright: Meridiana Immagini storici

Sono diversi i laboratori della piattaforma costruzioni al lavoro – non da oggi – per mettere a punto soluzioni per il restauro, la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio industriale, civile e artistico dell’Emilia-Romagna, quest’ultimo altra grande “vittima” delle scosse di queste settimane.

Teknehub, uno dei quattro laboratori del tecnopolo di Ferrara annovera, tra i propri principali ambiti di lavoro, gli interventi nei settori legati alle metodologie e tecnologie avanzate per il restauro, la conservazione e diagnostica dell’architettura e dell’opera d’arte; ma anche alla conservazione e gestione del patrimonio culturale e ambientale, fino alle metodologie di indagine non distruttive di intervento sui beni culturali.

Le novità e i prototipi presentati in fiera da laboratori e spin off Made in Emilia-Romagna spaziano infatti in tutti i settori. Dall’energia-ambiente alle scienze della vita, dai nuovi materiali all’alimentare, fino all’ict, con applicazioni ancora una volta interessanti per il dopo-sisma. Come quella sviluppata dalla start up Beesper – spin-off di Henesis srl, che vanta tra i propri clienti Toyota e Rete Ferroviaria Italiana – che propone tutti i vantaggi delle reti di sensori wireless. Molteplici le applicazioni possibili. In fiera si potrà vedere in azione un prototipo realizzato in collaborazione con Uretek – leader nel settore del consolidamento dei terreni – in grado di effettuare in modo rigoroso ed economicamente molto vantaggioso monitoraggi su larghissima scala – ad esempio su interi centri storici per individuare eventuali fessure pericolose negli edifici – e di correlare quindi in tempo reale il comportamento della struttura a sollecitazioni e vibrazioni.

La settima edizione di Research to Business, il salone della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico, si svolge a Bologna, nel Fiera District (pad. 33 e 34) fino al 7 giugno, e propone il meglio della ricerca al servizio dell’impresa, un panorama oramai consolidato, in Emilia-Romagna, che fa perno sulle sei piattaforme tecnologiche della Rete alta tecnologia regionale e sul sistema dei tecnopoli per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico. 

Info e aggiornamenti su: http://www.rdueb.

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07 giugno 2012
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