Storia e storie dell'analfabetismo, a Torino due mostre e un convegno anche in diretta web
In sintesi
Si svolge a Torino l'8 e il 9 settembre, in occasione della Giornata mondiale per la lotta all'analfabetismo promossa dall'Unesco, il convegno "Storia e storie dell'analfabetismo" organizzato dal Centro Manzi e promosso dalla Regione (Giunta e Assemblea legislativa) per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il convegno, che viene trasmesso in diretta web su questo sito, vuole approfondire la vasta opera di Alberto Manzi - il popolare maestro reso famoso dalla trasmissione "Non è mai troppo tardi" che insegnò ad un milione di italiani a leggere a scrivere - e vuole anche indagare, attraverso le storie di maestri e maestre, l'analfabetismo di un tempo e gli analfabetismi di oggi. Accanto al convegno sono state organizzate due mostre, una antologica e una mostra-gioco, sempre sulla figura di Manzi.
07.09.2011
Ai tempi di “Non è mai troppo tardi”, la popolare trasmissione di Alberto Manzi in onda dal 1960 al 1968 sulla Rai, in Italia l’analfabetismo era una realtà ancora molto diffusa: più del 40% della popolazione non possedeva nessun titolo di studio e un altro 42,5% aveva solo la licenza elementare.
Indubbiamente era già stato compiuto un grande passo avanti rispetto al 1861, quando nella neo-nata Italia, secondo il censimento della popolazione, l’analfabetismo si attestava sul 75% come media nazionale, con punte del 97% tra le donne calabresi. Ma rimaneva ancora molto da fare, soprattutto per il raggiungimento di un’unità linguistica.
In occasione dell’8 settembre, Giornata mondiale per la lotta all’analfabetismo promossa dall’Unesco, il Centro Alberto Manzi – promosso dall’Assemblea legislativa e dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna, dal Ministero dell’Istruzione, dal Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università degli Studi di Bologna e dalla Rai – in collaborazione con il Comitato Italia 150, organizza un convegno e due mostre per approfondire la vasta opera di Alberto Manzi.
Non solo la sua famosa trasmissione – con cui si stima abbia insegnato a scrivere e a leggere ad almeno un milione di italiani – ma anche la sua attività di maestro in carcere e per quasi 40 anni nella scuola, insieme all’impegno tra gli indios e i campesinos del Sud America e tra gli immigrati in Italia, per diffondere la conoscenza della lingua. Senza dimenticare la sua attività di scrittore di successo, in particolare di libri per bambini e ragazzi, di traduttore e divulgatore scientifico.
Il convegno: Alberto Manzi e le storie di maestri e maestre 
S’intitola “Storia e storie dell’analfabetismo”, e si svolge a Torino l’8 e il 9 settembre nella sede della Biblioteca Nazionale Universitaria e delle Officine Grandi Riparazioni e in diretta web su questo sito. Un’occasione per approfondire, con la partecipazione di esperti e studiosi, il ruolo di Alberto Manzi nella lotta all’analfabetismo insieme alle storie di altri maestri e maestre.
Uomini e donne che hanno lavorato spesso in realtà periferiche (montagna, campagna, piccoli centri) sviluppando esperienze uniche, insegnando la lingua italiana e favorendo la comprensione reciproca, da nord a sud. Come Federico Moroni, esperto di arte pittorica infantile, o Angelo Longo, il “maestro pilota”; Maria Maltoni, che fece della scuola una “missione”; Alberto Calderara, “costruttore” di un sapere didattico sulla lingua italiana, sull’aritmetica e sul disegno; o Giuseppina Pizzigoni, a lungo impegnata nella formazione degli insegnanti.
Il convegno analizzerà anche alcuni fenomeni attuali: più che di analfabetismo in senso tradizionale, oggi si può parlare infatti di analfabetismi. C’è il cosiddetto analfabetismo funzionale, con cui si indica l’incapacità di una persona di usare in modo efficace gli strumenti di lettura, scrittura e calcolo nella vita quotidiana. C’è l’“analfabetismo di ritorno”: è quello di chi, pur avendo imparato a leggere e scrivere, a causa della poca pratica ha dimenticato quanto aveva appreso in passato. C’è l’analfabetismo scientifico; ed è ormai comune parlare di digital divide, cioè di quella forma di divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare computer e internet) e chi ne è escluso.
Azioni sul documento
- Approfondimenti
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- Indagine d'opinione su Alberto Manzi — ppt, 2.3 MB
- Le mostre
- I dati sull'analfabetismo
- Il programma — pdf, 4.9 MB
- Centro Alberto Manzi
- Link
- La prima giornata
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- La seconda giornata
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