Pesca, le anguille ora si riproducono in vasca

I risultati di due progetti del Centro ricerche marine di Cesenatico con l'Università di Bologna e finanziati dalla Regione

21.06.2011

Foto di Marco Caselli Nirmal, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-Romagna Fecondazione della uova in ambiente artificiale e sviluppo delle larve: una premessa fondamentale per la riproduzione in ambiente controllato dell’anguilla, specie minacciata e in via d’estinzione. Sono questi i primi, importanti risultati ottenuti da due progetti sviluppati dal Centro ricerche marine di Cesenatico insieme all’Università di Bologna (facoltà di Medicina veterinaria, corso di laurea in Acquacoltura) con un finanziamento (100 mila euro complessivi) della Regione Emilia-Romagna.

Responsabili della drastica riduzione della presenza e riproduzione dell’anguilla (si è passati dalle circa duemila tonnellate pescate nel 1969 in tutt’Italia a meno di un centinaio di tonnellate nel 2004) sono il peggioramento qualitativo e quantitativo delle acque interne e il suo eccessivo sfruttamento. La stessa comunità europea ha emanato raccomandazioni e disposizioni per la conservazione della specie. E’ in quest’ottica che la Regione ha finanziato i due progetti di riproduzione controllata.

Numerosi i risultati positivi ottenuti al Centro ricerche marine: nessuna mortalità delle anguille durante tutta la sperimentazione (in altre ricerche c’è una percentuale perlomeno del 40-50%) e individuazione di una tecnica per la sincronizzazione dell’ovulazione che consente di programmare la tempistica nella fase riproduttiva. Circa il 90% delle femmine, inoltre, sono state in grado di emettere le uova, mentre per i maschi il 100% ha prodotto liquido seminale (percentuale superiore a quella ottenuta da altre sperimentazioni).

Elevatissimo il numero di uova ottenuto mediamente da ciascuna femmina (in alcuni casi si sono superate le 500mila unità); infine, in quest’ultima settimana il Centro ricerche marine ha ottenuto una riproduzione spontanea in vasca senza alcun intervento da parte dell’uomo. Parallelamente sono state rilasciate quantità significative di anguille – preventivamente marcate – per lo studio delle loro migrazioni.

Il commento

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale all’Agricoltura e Attività ittiche Tiberio Rabboni, “per un grande risultato, di livello internazionale. Siamo pronti a dare continuità ai progetti e a finanziare gli studi per lo svezzamento delle larve. Nello specifico – ha aggiunto l’assessore – il nostro impegno va in duplice direzione: riduzione del pescato giovanile - stiamo lavorando a un’apposita legge regionale - e incremento delle immissioni in valle; riproduzione dell’anguilla in ambiente protetto”.

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21 giugno 2011
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