Mediazione e conciliazione

Costi e benefici fiscali del procedimento

La mediazione ha costi contenuti e prestabiliti

Il Consiglio di Stato con Ordinanza n. 1694 del 22 aprile 2015, nel sospendere parzialmente l'esecutività della sentenza del TAR Lazio n. 1351/2015, ha affermato che sono dovute, per il primo incontro di mediazione, le spese di avvio e le spese vive documentate.

Nel caso di mediazione obbligatoria, nell'ipotesi di mancato accordo all'esito del primo incontro, nessun compenso , ad esclusione delle spese di avvio e notifica, è dovuto per l'organismo di mediazione.

L'importo dellle spese di mediazione varia in base al valore della controversia ed è previsto, per gli organismi pubblici,  dalla Tabella A  del DM 180/2010, così come modificato dal DM 145/2011. Gli organismi privati hanno invece un proprio tariffario che deve essere approvato dal Ministero di Giustizia.

Le spese di mediazione sono comprensive anche dell'onorario del mediatore, indipendentemente dal numero di incontri svolti.

La mediazione è invece totalmente grautita per i soggetti meno abbienti, ovvero per coloro che durante il processo beneficiano del gratuito patrocinio.

Riduzione delle spese

L'importo massimo delle spese di mediazione per ciascuno scaglione di riferimento deve essere ridotto di un terzo

  • nelle materie per le quali il procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda;
  • quando la parte o le parti invitate non aderiscano al procedimento.

Aumento delle spese

L'importo deve essere aumentato

  • in misura non superiore ad un quinto in caso di successo della mediazione;
  • di un quinto nel caso di formulazione della proposta ai sensi dell'articolo 11 del D.Lgs. n.28/2010.

Può essere aumentato in misura non superiore a un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell'affare.

Benefici fiscali del procedimento

Tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

In particolare, il verbale di conciliazione è esente dall'imposta di registro sino all'importo di 50.000 euro, e l'imposta sarà dovuta solo per la parte eccedente (art. 17 D.Lgs. 28/2010).

In caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d'imposta fino ad un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all'organismo di mediazione.

In caso di insuccesso della mediazione, il credito di imposta è ridotto della metà.

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Pubblicato il 14/05/2013 — ultima modifica 21/03/2017
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