Educazione alla sostenibilità

Noi a Villa Ghigi

Storia di una giornata nella natura e di come possa contribuire al percorso di crescita di giovani adolescenti.

È una mattina di scuola come le altre alla Fondazione Aldini Valeriani di Bologna.

Gli allievi, un gruppo di adolescenti che hanno appena iniziato un percorso di Istruzione e Formazione Professionale in ambito meccanica (alcuni) e autoriparazione (altri) attende la proposta del docente: cosa si farà nei prossimi giorni?

Il docente fa una proposta strana: andare al Parco di Villa Ghigi guidati dagli operatori del Ceas Fondazione Villa Ghigi (Centro di educazione alla sostenibilità) e scattare fotografie alla natura per organizzare una mostra ed un concorso una volta rientrati a scuola.

Per il gruppo di docenti che ha elaborato l’attività si tratta di una sfida importante, un’azione che può contribuire al percorso di crescita degli allievi, giovani tra i 15 e i 18 anni che nei prossimi due anni saranno i veri protagonisti della nostra “scuola del saper fare e del saper essere” con l’obiettivo di mettersi alle spalle gli insuccessi scolastici e ricostruire la fiducia in sè stessi. Questi sono gli obiettivi prioritari della nostra scuola: la costruzione di esperienze complete, dove istruzione, socializzazione, performance e divertimento si combinano in un formidabile momento di crescita personale, che costituisce un importante passo verso un’identità professionale. Il passaporto più importante per entrare nel mondo del lavoro, vero orizzonte dei nostri allievi.

Ma torniamo a noi….“Prof ma che c’entra?!” Ecco cosa ci si sente rispondere.

È una reazione autentica e prevedibile. Una risposta che tenta di razionalizzare una serie di emozioni e domande che la proposta ha scatenato: “perché chiedi di interessarmi a contenuti che non hanno niente a che fare con la mia scelta professionale? Perché mi chiedi di essere creativo, di esprimere i miei pensieri quando non ho nessuna voglia di guardarmi dentro, di pensare alle cose che mi girano male?”

E invece Il risultato è sorprendente. Il contatto con la natura sembra far riaffiorare in loro la capacità di stare in relazione con se stessi e con il resto del mondo, sembra fargli ritrovare pensieri piacevoli ed emozioni sopite dentro di loro. E improvvisamente appaiono diversi: le asprezze del gruppo che si sta formando, le sue dinamiche competitive, scompaiono ed emerge una maggior disponibilità degli uni verso gli altri. Deve essere colpa della natura. La sua forza e il legame profondo con lei, trasformano.

Concretamente il progetto didattico ha previsto il coinvolgimento di 4 classi. Nella prima fase con ogni classe si realizza una visita didattica guidata da operatori del Ceas. Durante la visita ogni allievo può utilizzare il proprio smartphone per scattare fotografie di quello che lo colpisce, che gli piace, seguendo l’istinto: paesaggi, particolari, alberi, nuvole…

Al ritorno in classe si dà l’avvio ad un laboratorio: a partire dalla scelta di una tra le foto scattate, si procede a stamparla e incollarla su un cartoncino formato A3. La consegna è:” Associare all’immagine fotografica un pensiero, usando le proprie parole o quelle di altri che rispecchiano il proprio sentire”.

La volontà è quella di ricercare uno sguardo più profondo, più lento, in contrasto allo scorrere veloce delle immagini sullo smartphone, per ritrovare un significato personale. Un ritorno al tempo analogico come integrazione dell’esperienza digitale.

Per capire meglio la consegna si fa un esempio in classe. Una bella foto di un fungo è proiettata sulla lavagna. Che titolo potrebbe avere? Comincia un vivace brainstorming ed ecco che magicamente cominciano ad arrivare proposte: “il cappello della natura che protegge la cultura e l’umanità dalle intemperie”, “perché non disegniamo le bandiere delle nazioni da cui proveniamo? (la volontà di ricordare l’universo di appartenenza che fa sentire unici)…l’immagine si riempie di significati inaspettati, di messaggi positivi, e qualcosa comincia a muoversi…il gioco è fatto… il volto dei ragazzi si illumina. Ognuno comincia a elaborare il proprio “manifesto”. Le ore dedicate a scuola non bastano, qualcuno vuole continuare a casa…. sì, anche quello che aveva provocatoriamente chiesto “ma che c’entra?”

Quando tutti i lavori sono pronti comincia la fase di allestimento della mostra. I ragazzi partecipano attivamente e in modo volontario. Lo spazio viene adibito cercando di ricostruire l’atmosfera della passeggiata nel verde che ha dato inizio a tutto. Vengono proiettate immagini di colline, ruscelli, fiori, insetti. Anche la musica di accompagnamento è particolarmente dolce e rilassante.

Tutto è pronto. Non rimane che accogliere gli ospiti con la dovuta attenzione. I ragazzi sono a disposizione per raccontare, spiegare, accompagnare ogni persona. La sala è piena. Due ospiti sono particolarmente attese: le guide che hanno svelato le bellezze della natura. E arrivano le prime importanti conferme: loro si emozionano, tutti i visitatori si emozionano, fanno mille domande, esprimono numerosi apprezzamenti, arrivano tante manifestazioni di affetto e qualche proposta di acquisto che i ragazzi scelgono di trasformare in dono!

Il direttore chiede di riallestire la mostra appositamente per la giornata in cui tutti insieme festeggeremo il vicino Natale. È un riconoscimento davvero gradito. Anche la premiazione diventa un momento emozionante per tutti. Il vincitore riceve un maxi buono per fare colazione insieme a tutti i compagni. E ancora oggi se gli chiedi qual è il segreto della sua composizione risponde che proprio non lo sa!

Per il corpo docente che ha progettato l’attività si è trattato di dare una risposta. Alla domanda “che c’entra?”, alla richiesta di essere apprezzati per le proprie capacità, di essere visti nelle proprie emozioni più vere ed autentiche, di sperimentare momenti di soddisfazione personale, di fare qualcosa di bello tutti insieme, di portare l’importanza della natura, la sua forza rigeneratrice, nella vita di tutti i giorni.

 

Per saperne di più

Le foto della mostra

La Fondazione Aldini Valeriani

La Fondazione Villa Ghigi

Azioni sul documento

pubblicato il 2019/02/07 16:35:52 GMT+2 ultima modifica 2019-02-07T16:35:52+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina