Fondazione per le vittime dei reati

Le parole del presidente

Carlo riflessivo CUT

Il giorno stesso della sua nomina a Presidente della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, Carlo Lucarelli è stato intervistato da Ilaria Venturi della Repubblica per parlare della memoria, della strage del 2 Agosto e del suo impegno come narratore, ancora più vicino alle istanze delle vittime.

 

Lucarelli non archivia la storia. "Una sconfitta finire l'indagine un obbligo andare in corteo"

Ci sarà ed invita i magistrati ad esserci, alla commemorazione della strage. Ma su un punto è fermo: «La richiesta di archiviazione è una sconfitta, per tutti». Carlo Lucarelli, appena nominato alla guida della Fondazione per le vittime dei reati, da narratore dei lati oscuri dell'Italia contemporanea legge questo 2 Agosto ancora tormentato dalle tensioni.

Lucarelli, il manifesto scelto dai famigliari per il 37esimo anniversario è esplicito: "La storia non si archivia". Fa riferimento alla richiesta di archiviazione nell'indagine sui mandanti.

«L'ho visto, dice una cosa vera: storia e memoria non si archiviano. Ognuno la prende poi come vuole e capisco quanto sia difficile fare giustizia, in particolare sui mandanti. Il lavoro della magistratura in questo senso è importante e complicato. Ma è doveroso arrivare fino in fondo a tutti i costi, soprattutto rispetto a questi pezzi di storia d'Italia come la strage alla stazione. Chiedere l'archiviazione è sempre una sconfitta che dà fastidio. Invece non ci si può arrendere, perché poi da qualche parte si arriva ».

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(la Repubblica, 29.7.17)

 

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Pubblicato il 01/09/2017 — ultima modifica 02/09/2017
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