Domande frequenti
Cosa è il Dpef regionale?
Il Dpef regionale è un Documento di politica economica e finanziaria e descrive gli obiettivi, le priorità e le scelte che alimentano la spesa regionale, fatti salvi i vincoli dati dalle competenze istituzionali dell´Ente.
Qual è la fonte normativa del Dpef regionale?
Il Dpef è uno strumento volontario, viene approvato dalla Giunta Regionale in genere contestualmente al Bilancio e presentato al Consiglio con un ordine del giorno.
Perchè il Dpef?
Il Dpef è uno strumento recente. La Regione ha deciso di avvalersene a partire dall’inizio della VII legislatura, precisamente a partire dal 2000.
Quando è stato introdotto si intendevano perseguire due finalità. La prima finalità era di natura marcatamente comunicativa: infatti il bilancio regionale, come molti altri bilanci, non è di facile lettura. Dalla lettura del bilancio approvato in Assemblea Legislativa è difficile cogliere, sia pure per grandi linee, le politiche, le strategie dell’Ente Regione. In questo senso, si è considerato il Dpef come un veicolo di comunicazione verso il pubblico e non solo per gli addetti ai lavori.
La seconda finalità, più marcatamente politica, era quella di dotare l’Ente di un documento leggibile che riassumesse le opzioni politiche della maggioranza e, in particolare, del Presidente. Quindi il Dpef diventa una traduzione del programma elettorale del Presidente e della sua coalizione.
Queste finalità sono state largamente raggiunte.
Quale orizzonte temporale per il Dpef?
All’inizio il Dpef aveva un orizzonte temporale triennale, coerentemente al piano investimenti della Regione. Ovviamente ogni anno andava aggiornato, nel senso che oltre a spostare di un anno l’orizzonte temporale di riferimento, si dovevano precisare, qualificare o aggiungere elementi rispetto alla versione precedente, specificando il grado di raggiungimento degli obiettivi dell’ente.
Con la scorsa legislatura si è fatto coincidere la durata del Dpef con l’intera legislatura. Questa innovazione è legata alla esigenza di rafforzare il Dpef come esplicitazione del programma del Presidente, che ha per l’appunto un orizzonte quinquennale.
Inoltre, il nuovo statuto regionale prevede che annualmente il Presidente debba rendere conto all’Assemblea Legislativa del grado di raggiungimento dei suoi obiettivi. Quindi è sembrato naturale che il Dpef si prestasse a svolgere questa doppia funzione.
Infatti non solo traduce gli obiettivi della coalizione del Presidente, della Giunta, per l’intera legislatura, ma incorpora un elemento di rendicontazione, che il Presidente annualmente illustra in Assemblea legislativa rispetto agli impegni, agli intenti e alle finalità dello scorcio di legislatura rilevante.
Quali contenuti per il Dpef?
Nell’ambito del perimetro tracciato dal contesto finanziario di riferimento e delle priorità indicate dalla Giunta per la formazione del bilancio previsionale e pluriennale, il Documento di Politica Economico e Finanziaria della Regione ha il compito di articolare in specifiche politiche tali priorità indicando per ciascuna di esse gli obiettivi strategici che si intendono perseguire nell’arco della legislatura, le azioni previste su cui poggiare il conseguimento di detti obiettivi ed i risultati che si intendono produrre.
Per l’attuale Dpef, il riferimento principale da cui ricavare l’articolazione in specifiche politiche è costituito dal Programma del Presidente presentato all’Assemblea Legislativa il 3 giugno 2010. Altri riferimenti vanno ricercati, inoltre, nel Piano Territoriale Regionale, che fornisce la visione strategica di riferimento per tutte le politiche regionali, e più in generale nella strategia europea di sviluppo (Europa 2020), che indica le leve su cui puntare per realizzare una crescita “intelligente”, “sostenibile” ed “inclusiva”.
Si tratta di grandi obiettivi di fondo, per promuovere il benessere, la competitività e il posizionamento strategico di lungo periodo della regione negli scenari nazionali ed internazionali, che possono essere così sintetizzati:
- Il "Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva"
- Promuovere la razionalizzazione, la trasparenza e la semplificazione dell’ente e dell’intero sistema regionale
- Promuovere il benessere e l’inclusione sociale
- Promuovere una crescita intelligente e sostenibile
- Sviluppare capitale cognitivo, formare, impiegare e trattenere talenti
- Promuovere l’internazionalizzazione del sistema regionale
- Qualificare il territorio e tutelare le risorse ambientali
Chi approva il Dpef?
Data la sua natura volontaria, la modalità con cui il Dpef viene recepito da parte della maggioranza è quella di ‘ordine del giorno’.
In sostanza, la Giunta redige il documento che viene approfondito e aggiornato nel confronto con le Direzioni generali e reso coerente con i macro-dati del bilancio contabile. Poi, durante la seduta dell’Assemblea Legislativa dedicata al bilancio previsionale, la bozza viene recepita sotto forma di ordine del giorno da parte della maggioranza, che lo vota aderendo a quel documento.
