Consumatori

Dalle piastrelle al cotto, una guida per non sbagliare

Piastrelle, un'eccellenza del made in Emilia-Romagna: qualità e stile, unite a materie prime a basso impatto ambientale. Le caratteristiche nel nuovo Vademecum di ER-Consumatori.

ceramicaDistribuiti in un distretto territoriale che va da Modena a Sassuolo, i grandi marchi presentano ogni anno centinaia di nuovi disegni. Dalle monocotture ad alta resistenza alle bicotture smaltate, ai gres porcellanati in grado di stare anche in esterno senza subire danni estetici e strutturali. Inoltre, nella famiglia delle piastrelle, va annoverato il cotto: materiale simile per componenti e lavorazione, ma più elegante e più delicato da mantenere nel tempo.

Ceramica per ogni usovasetto

L’uso delle piastrelle in ambienti molto umidi, o dove è richiesto un elevato grado di igienicità, è indispensabile: non esistono sul mercato materiali che possiedano le stesse caratteristiche di resistenza totale. Per i vari locali della casa, escludendo il bagno e la cucina dove la ceramica è quasi d’obbligo, le considerazioni che portano a scegliere le piastrelle possono essere di vario genere: l’aspetto pratico, l’estetica, l’economicità e anche le condizioni climatiche e ambientali.

Le piastrelle più attuali possono, infatti, imitare il legno e il marmo (anche come effetto tattile), comporre disegni e bordure decorativi, rivestire scale e superfici curve, avere formati dalla tessera di pochi centimetri alla lastra di un metro per lato.

Ci sono, poi, collezioni decorate a mano, altre con profili in rilievo per creare geometrie architettoniche sulle pareti, altre ancora che ripropongono la migliore tradizione delle nostre regioni (con disegni figurativi e pannellature modulari). In posti molto caldi, o in case al mare e in campagna, le ceramiche sono utilizzabili non solo nei locali di servizio e nel soggiorno, ma anche nelle camere da letto. In questo caso, sarà bene predisporre dei tappeti o delle stuoie nelle immediate vicinanze del letto.

vari pavimentiI tanti vantaggi

La ceramica è il risultato della cottura di argille che presentano caratteristiche di praticità e durabilità. La smaltatura protegge la base in terracotta da assorbimenti di unto, sporco e acidi e mantiene inalterate le piastrelle conferendo loro un ottimo grado di igienicità. Le piastrelle non scoloriscono nel tempo, rimangono perfette anche in presenza di umidità, offrono varie possibilità compositive e sono facili da pulire. Sono anche resistenti all’abrasione (se smaltate) e al gelo (ideali per esterni).

Il mercato dispone di un’ampia scelta e con un po’ di gusto e buon senso sarà facile sbizzarrirsi tra i colori e le forme, creando gli abbinamenti giusti con le tinte dei sanitari o dei componibili della cucina. Al momento dell’acquisto conviene ordinare un quantitativo superiore di almeno il 10% per ripristinare eventuali rotture e verificare che tutte le confezioni appartengano alla stessa partita per colore e spessore.

Scegliere dimensioni e forme maiolica

Le ceramiche smaltate in monocottura sono adatte per i pavimenti, la bicottura per le pareti. Tra le non smaltate, il gres porcellanato è il più robusto: è composto da argille selezionate e altre sostanze che gli conferiscono lucentezza e impatto decorativo. Molto resistente all’usura e agli urti, è idrorepellente e igienico; può essere incollato su pavimenti esistenti. Per scegliere forme e dimensioni delle piastrelle, bisogna considerare le caratteristiche del locale: se è ampio e regolare, si sceglieranno i formati più grandi; in stanze piccole e con spigoli irregolari, saranno ottimali le tessere di mosaico e i piccoli formati, anche per evitare gli scarti. I formati più diffusi sono quadrati, rettangolari o esagonali, con dimensioni che vanno da cm 5x5 fino a cm 60x60 (oggi il più “gettonato” è il 30x30). Ci sono anche pezzi speciali per creare, ad esempio, gradini o battiscopa.

Il riuso di vecchie maioliche

Con le vecchie maioliche e ceramiche si possono realizzare pannelli decorativi e bordure sulle pareti o rosoni al centro di pavimentazioni. Oggi il recupero e riuso di piastrelle anche antiche è assai diffuso e ci sono magazzini dove vengono stoccate e vendute (si trovano anche nei mercatini dell’antiquariato, soprattutto nelle zone tipiche come Sassuolo, Vietri, Caltagirone). Ovviamente, le partite in commercio si compongono di un numero ridotto di pezzi e possono servire a incorniciare piani in muratura di bagni e cucine, rivestire nicchie o comporre disegni sui pavimenti (in questo caso bisogna fare attenzione agli spessori, che devono coincidere, tra pezzi vecchi e nuovi rivestimenti). Si possono mescolare colori e disegni diversi, in modo creativo, e ottenere effetti davvero particolari e personalizzati. Per chi vuole agire da solo: le vecchie maioliche e ceramiche tradizionali, una volta staccate, vanno pulite sui bordi e sul retro dalle incrostazioni, con una spazzola di ferro e con acetone.

messa in posaI consigli per una posa corretta

Quella tradizionale è con malta cementizia su superfici piane, la posa con pasta adesiva si presta, invece, alle vecchie pavimentazioni che non si vogliono smantellare (se si è in affitto conviene). Mentre si posa, si consiglia di tenere tra le piastrelle una fuga di almeno 2 mm per assicurarsi la buona tenuta del rivestimento (se la base da piastrellare è nuova, può essere soggetta ad assestamenti). Il gres porcellanato si posa anche senza fughe.

L’aspetto estetico del pavimento ceramico non dipende solo dal colore o dal tipo di superficie (lucida, opaca, granulare), ma anche dalla  forma e dal disegno con cui le piastrelle vengono posate. Attenzione però, perché è facile ottenere risultati non desiderati. Quando è possibile, è allora consigliabile appoggiare a terra le piastrelle formando il disegno voluto nei colori scelti, per rendersi immediatamente conto del risultato finale, soprattutto quando si intende creare cornici o rosoni centrali. L’impiego coordinato pavimento-parete dovrebbe essere limitato ai bagni e alle cucine, locali in cui è realmente necessario provvedere a un rivestimento impermeabile delle pareti. È possibile comunque utilizzare questi  rivestimenti anche in altri ambienti, per esempio in soggiorno con i cosiddetti murali, cioè insiemi di sei, otto, dodici o più piastrelle che formano un motivo autonomo sulla parete.

Le ceramiche auto igienizzanti

Dopo i primi esperimenti avviati dalle industrie con il biossido di titanio miscelato ai componenti di base della ceramica, c’è un nuovo prodotto anti-inquinante auto-igienizzante.

Si tratta della linea Bios Self Cleaning Ceramics di Casalgrande Padana, messa a punto con lo staff tecnico della giapponese Toto. L’azienda emiliana ha recentemente completato la costruzione di un nuovo impianto, dove viene realizzata l’intera filiera industriale di Bio Self. Il processo di produzione delle ceramiche “bioattive” per l’architettura e l’arredamento si basa sulla combinazione di due principi attivi: da un lato il biossido di titanio, dalle caratteristiche fotocatalitiche utili a ottenere in presenza di luce solare o di fonti artificiali auto-pulenza e disinquinamento. Dall’altro, un mix di metalli nobili (argento e antibatterici).

Così, a differenza di quanto avviene con i comuni prodotti fotocatalitici, la combinazione può garantire la decomposizione batterica anche in assenza di luce e si possono ottenere elevate prestazioni di igienizzazione e abbattimento dei cattivi odori (www.casalgrandepadana.it).

Cotto, il “povero” pregiatocotto

Si ottiene da una miscela di argille cotte al forno, materiale “povero”, reperibile facilmente e con un ciclo di produzione abbastanza semplice. Eppure, oggi, è considerato uno dei materiali più pregiati. “Respira”, è caldo al tatto e molto resistente all’usura. Il cotto è indubbiamente molto bello, ma richiede una manutenzione costante. L’elevata porosità favorisce, infatti, l’assorbimento di sporco e unto, l’accumulo della polvere e le antiestetiche efflorescenze calcaree. È quindi importante trattarlo in maniera adeguata. A partire dai metodi antichi basati sull’impiego di prodotti naturali (olio di lino crudo e cera d’api) fino agli ultimi ritrovati a base di resine sintetiche, le possibilità sono molte; l’importante è ottenere una specie di pellicola protettiva. Altro problema è costituito dall’utilizzo all’esterno, dove entrano in gioco l’azione del sole, le piogge e il gelo. Qui va trattato per non essere gelivo, avendo cura di realizzare dei giunti di dilatazione e delle giuste pendenze per il drenaggio dell’acqua. È essenziale il mantenimento del potere traspirante del cotto, per agevolare la fuoriuscita dell’acqua piovana.

I tipi: grezzo o levigato

Si può distinguere tra cotto fatto a mano, pressato ed estruso. Il primo è realizzato su stampi e impastato a mano. Anche il pressato si realizza a pezzi singoli, ma viene lavorato meccanicamente. L’estruso, infine, è fatto in pezzi doppi separati in due unità grazie alla scanalatura sul retro. Dal tipo di superficie ottenuta possiamo poi distinguere il cotto in tre categorie: il grezzo, l’arrotato rustico e il levigato. La mattonella di cotto grezzo è quella che non subisce nessuna lavorazione “a crudo”, ha la superficie resta intatta. Nel cotto arrotato rustico, il pezzo subisce una lavorazione meccanica che rende la superficie rustica, con rilievi, irregolarità o piccoli segni a semicerchio. La mattonella in cotto levigato, invece, presenta la superficie perfettamente omogenea.

A terra: le tecniche

La posa a massetto si esegue con una base con sabbia, cemento e poca acqua e un sottile strato di cemento bagnato. Quella a muratura si usa per la posa di piastrelle di cotto di grande formato e spessore. La posa con collante è utile per non appesantire il pavimento, oppure se si hanno problemi di spessori (sotto le porte, per esempio) per non alzare la quota del pavimento. È importante che il supporto sottostante sia perfettamente livellato.

Azioni sul documento
Pubblicato il 20/11/2012 — ultima modifica 16/11/2012
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it