Consumatori

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Anna Bartolini: "Leggete con cura, l'etichetta non ingannerà più"

"Cari genitori, presto non avrete più scuse acquistando le merendine...". Anna Bartolini, paladina dei consumatori, parla della "rivoluzione delle etichette"

Dopo anni di battaglie in sede europea, le associazioni dei consumatori hanno finalmente raggiunto un traguardo importante. Il 13 dicembre prossimo entrerà in vigore il regolamento 1169/11, valido per tutti i paesi dell’Unione Europea, che impone alle industrie alimentari etichette più chiare e complete.

Le scritte saranno più grandi, le parole più facilmente comprensibili (troveremo la parola sale, anziché sodio, per esempio), le indicazioni più precise (la generica dicitura “grassi vegetali” lascerà il posto a definizioni più dettagliate come “olio di palma” o “olio di colza”). Sbagliarsi (e lasciarsi ingannare) sarà insomma più difficile.

“A patto che noi consumatori impariamo da subito a leggere e a capire le informazioni in etichetta”, sottolinea Anna Bartolini, paladina dei Consumatori in Italia e in Europa (è stata vicepresidete del Beuc, l’organizzazione europea dei Consumatori), e già Responsabile dell’Ufficio Studi del Centro Internazionale di Documentazione della UE.

Etichette cibo 2Dottoressa Bartolini, sta dicendo che adesso il consumatori devono fare la loro parte?

Con il regolamento è stato compiuto un grande passo avanti in termini di chiarezza e di tutela del consumatore  (molte aziende vi si sono già adeguate spontaneamente, ndr). In passato avevamo grandi difficoltà a dare consigli, proprio perché non possedevamo informazioni sugli alimenti che arrivavano sul nostro mercato. E parlo di informazioni di ogni tipo, dalla provenienza agli ingredienti, dalla presenza di allergeni agli aromi.

Oggi è più facile?

Con le nuove regole chi compra un alimento ha tutte le informazioni necessarie per fare un acquisto consapevole. Il problema adesso è un altro.

Quale?

I  consumatori ancora non leggono con sufficiente attenzione ciò che è scritto sulle confezioni, e se lo leggono, non hanno imparato a comprenderne il significato. A volte si limitano a una lettura superficiale.

Etichette cibo 1Sta dicendo che, se un consumatore “medio” vede una confezione di merendine con l’immagine di un’albicocca, si convince che siano merendine alla frutta, e non badano né agli ingredienti, né alle calorie?

Proprio così, non controllano quanta frutta ci sia effettivamente in quel prodotto, e magari dimenticano che l’albicocca, per molte persone, è un alimento che può causare reazioni allergiche. Eppure queste informazioni ci sono, eccome.

Ci sono categorie di persone che devono leggere le etichette in maniera più attenta di altre?

Certo che sì. Le mamme non dovrebbero mai abbassare la guardia, ricordando che non tutti gli alimenti che vanno bene per i grandi sono adatti ai bambini. Le persone anziane, che hanno spesso problemi salute anche legati al metabolismo, le persone allergiche e chiunque ha una patologia. Trent’anni di esperienza nel mondo del consumerismo mi hanno insegnato che però non è sempre così.

A cosa una mamma dovrebbe fare più attenzione?

Non tutti gli alimenti sono adatti ai bambini. Quando si compra un alimento destinato a loro bisogna fare attenzione al contenuto di calorie, di sale e di grassi in relazione al consumo giornaliero consigliato. Ancora più importante valutare la presenza di additivi e di possibili allergeni.

E se non si capisce qualcosa?carne e etichette.news

Dobbiamo imparare a leggere le etichette, anche consultando dizionari o cercando quel termine che ci appare incomprensibile su internet. Non è una perdita di tempo.

Ci sono altre informazioni importanti, in etichetta?

Le cosiddette controindicazioni. In fondo alla lista degli ingredienti, troviamo spesso la dicitura “Non adatto per…”. È scritto in grassetto e non va assolutamente trascurato.

Conoscere la provenienza di un alimento è davvero così importante?
Certamente. Lo è perché possiamo farci un’idea della freschezza di un prodotto. E perché un frutto coltivato da noi ha certamente caratteristiche differenti da uno coltivato in centr’America, per una serie di motivi. Importante è anche imparare a farsi spiegare le differenze da qualcuno che sappia di cosa sta parlando.

In Gran Bretagna è stato inserito sulle confezioni degli alimenti un semaforo, che segna rosso qualora il prodotto ecceda in grassi, zuccheri o sale. La misura è stata criticato perché giudicata troppo semplicistica. Che ne pensa?

Penso che qualunque strumento accresca la consapevolezza del consumatore è utile. Ma resta il fatto che il consumatore deve fare la sua parte. Deve sforzarsi: più che mai, in questo caso, sapere cosa si legge va a vantaggio nostro e dei nostri figli.

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Pubblicato il 24/02/2014 — ultima modifica 26/02/2014
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