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Ue, prezzi della benzina sott'esame: è l'Italia la più cara

Studio della Commissione europea sui carburanti, necessaria più trasparenza per i consumatori. Intanto l'Italia, tra 29 Paesi, si conferma la più cara alla pompa

Soggetti a molteplici variazioni anche durante la stessa giornata, i prezzi sono per i carburanti la variabile principale che influenza le decisioni di acquisto dei consumatori. Ma non sempre l’automobilista può contare su listini chiari e spesso, presso le stazioni di servizio, fatica anche a identificare il carburante giusto per il proprio veicolo.

29 Paesi sott'esamelogo tipo segnale stradale

È questa a grandi linee la fotografia scattata dallo studio settoriale pubblicato dalla Commissione europea sul funzionamento del mercato dei carburanti dal punto di vista del consumatore, un’indagine che ha coinvolto 29 paesi (oltre agli Stati membri anche la Norvegia e l’Islanda) e basata sui dati raccolti tra il 2012 e il 2013.

Lo studio è stato presentato da Marilena Di Stasi, Policy analist dell’Unità B1 Consumer market della Commissione europea nel corso della recente riunione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), e le associazioni dei consumatori hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto, sottolineando  la necessità di aumentare la vigilanza pubblica sul fronte dei prezzi e della trasparenza.

Ed è proprio il binomio prezzo-trasparenza il vero nodo da sciogliere per tutelare appieno i consumatori. Non è un caso se, in alcuni Stati membri, i siti web di comparazione dei prezzi sono divenuti uno strumento cruciale cui le Autorità di regolazione ricorrono per migliorare la trasparenza dei prezzi stessi.

Lo studio ha evidenziato come in Austria, dove tutti i rivenditori sono tenuti a notificare le variazioni di prezzo all’autorità competente e dove la normativa nazionale consente un solo aumento di prezzo al giorno, i prezzi si riducono sino al 2,5% per il diesel e al 3,6% per la benzina dalla data di entrata in vigore della normativa.

L'Italia è la più cara in Europadistributore di benzina

Ben diversa è invece la situazione in Italia, dove il costo della benzina verde e del diesel registra il valore più elevato d’Europa, nel periodo preso in considerazione dallo studio. Nel nostro paese, inoltre, contrariamente alla media europea, i prezzi rilevati in città sono risultati più alti di quelli nelle campagne e lungo le autostrade. Da un punto di vista della convenienza, sono gli impianti dei supermercati a offrire i prezzi più vantaggiosi seguiti dai distributori senza marca  e infine dai distributori di marca.

Dallo studio è emerso che i cartelloni che espongono i prezzi nelle stazioni di servizio sono la fonte primaria di informazione per gli utenti. Nonostante questo però molti degli impianti visitati nel corso dell’indagine non pubblicizzavano in modo chiaro e trasparente i listini dei vari carburanti. Nello specifico solo il 38% dei consumatori intervistati ha indicato che era facile identificare il carburante giusto per il proprio veicolo; ancora più bassa la percentuale (26%) di chi ha convenuto che fosse più facile identificare il carburante corretto in un altro paese Ue.

Complessivamente il 43% dei consumatori intervistati (il 48% degli italiani) ha segnalato un problema legato al rifornimento nei 12 mesi precedenti nel proprio paese di residenza o in un altro paese della Ue mentre il 28% ha dichiarato di aver subito un danno finanziario per effetto delle distorsioni del mercato. Gli autori dell’indagine stimano in circa 11 miliardi di euro le perdite finanziarie dovute al malfunzionamento del settore nel mercato unico europeo.

I suggerimenti della Commissionemano che mette 100€ nel bocchettone della benzina

I consumatori più esposti al “malfunzionamento” del settore sono quelli con disabilità e con un basso reddito, più vulnerabili in termini di potere d’acquisto. Lo studio della Commissione si conclude con una serie di suggerimenti per migliorare le condizioni dei consumatori nel mercato dei carburanti dove occorre, innanzitutto, migliorare le informazioni, anche ricorrendo ai siti di comparazione, soprattutto pubblici, che potrebbero essere ulteriormente sviluppati.

In seconda analisi occorre inserire un logo comune a livello europeo che indichi la benzina con il colore verde e il diesel con il nero (standard già ampiamente diffuso in molti paesi europei). È necessario poi garantire la scelta dei consumatori e la concorrenza sui prezzi attraverso un sistema di notifica dei prezzi e la creazione di un portale integrato della mobilità. Infine bisogna implementare le norme già esistenti nel settore per assistere meglio gli automobilisti e migliorare i servizi alle persone con mobilità ridotta.

Lo studio completo della Commissione europea sui carburanti (pdf, 2.7 MB)

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Pubblicato il 04/08/2014 — ultima modifica 04/08/2014
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