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Servizi e prodotti, un’Europa più accessibile per le persone disabili

Criteri standard per facilitare la fruizione di prodotti e servizi ai diversamente abili e agli anziani. La Commissione europea propone un “Atto sull’accessibilità”

Servizi fondamentali come bancomat, e-book, biglietterie automatiche, computer e smartphone, ma anche i servizi di telefonia ed audiovisivi, i self check-in degli aeroporti, i trasporti di tutti i tipi e il commercio online dovranno rispondere a requisiti di accessibilità uniformi. E’ il significato contenuto nella proposta di un Atto europeo sull’accessibilità, che intervenga a tutela dei diritti dei disabili, arrivata nei giorni scorsi dalla Commissione europea in concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Attraverso questo Atto, produttori e fornitori di servizi potranno esportare merci e servizi in modo più agevole perché non dovranno più adattarli a norme nazionali divergenti. E le persone con disabilità vedranno aumentare l’offerta di prodotti e servizi accessibili e a prezzi più competitivi.

Dunque, prodotti e servizi più facili e fruibili per gli 80 milioni di disabili europei attraverso la standardizzazione dei criteri di accessibilità che oggi sono differenti in ciascuno dei 28 Paesi dell'Ue. Questa maggiore offerta potrà essere utile anche per i cittadini più anziani, che hanno esigenze di accessibilità analoghe a quelle dei disabili, e per quella più vasta platea di persone che devono affrontare le difficoltà legate a un infortunio, a una malattia temporanea od operare in condizioni disagevoli, come un ambiente scarsamente illuminato o rumoroso.

 Un impegno particolare è stato rivolto a garantire la proporzionalità dei requisiti, in particolare per le piccole imprese e le microimprese. Una clausola di buon senso evita che i requisiti di accessibilità si traducano in un onere sproporzionato e per quanto concerne le microimprese sono previste misure meno rigide per garantire il rispetto dei requisiti. L'esperienza dimostra che nella maggior parte dei casi offrire prodotti accessibili è una scelta economica vincente, soprattutto quando l'accessibilità è prevista già in fase di progettazione. 

La normativa internazionale

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) elenca una serie di obblighi in materia di accessibilità. Essa prescrive che gli Stati Parti, come l'UE e i suoi Stati membri, prendano le misure necessarie, anche d'ordine legislativo, per assicurare l'accessibilità. Nel 2011 l'UE ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che affronta la disabilità sul piano dei diritti umani e non in una prospettiva medica o caritatevole. Copre i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali e tutta una serie di politiche: dalla giustizia ai trasporti, dall'occupazione alla tecnologia dell'informazione, ecc. L'articolo 9 della Convenzione, dedicato all'accessibilità, impone agli Stati Parti l'obbligo di garantire alle persone con disabilità l'accesso su base di uguaglianza con gli altri. Tutti gli Stati membri hanno sottoscritto la convenzione e 25 l'hanno ratificata. 

Le aree di intervento

Al fine di favorire l’inclusione delle persone disabili, la Commissione ha individuato otto aree  d’azione congiunta tra l’UE e gli Stati membri: accessibilità, partecipazione, uguaglianza, occupazione, istruzione e formazione, protezione sociale, salute.

Dice Marianne ThyssenCommissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori: “La disabilità non dovrebbe costituire un ostacolo alla piena partecipazione alla società e l’assenza di norme comuni a livello di UE non dovrebbe essere un freno al commercio transfrontaliero di prodotti e servizi accessibili. Con questo Atto intendiamo potenziare il mercato interno e valorizzarne le potenzialità a vantaggio sia delle imprese sia dei cittadini con disabilità. In effetti, ne trarremo tutti vantaggio”.

 

 

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Pubblicato il 04/12/2015 — ultima modifica 04/12/2015
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