Consumatori

Realizzato nell'ambito del Programma regionale generale di intervento 2013 con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo economico

Mercato unico digitale, la strategia dell’Europa

Sedici azioni chiave verso il mercato unico digitale. Nell’approfondimento Europeo di E-R Consumatori, nel dettaglio le strategie della Commissione europea per cittadini e imprese

L’Europa, entro la fine del 2016, avrà un mercato unico digitale e la Commissione Europea ha adottato una strategia con 16 azioni mirate ad abbattere le barriere, dovute alla diversità di regole. Le priorità: migliorare l’accesso a beni e servizi digitali per consumatori e imprese; creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché reti digitali e servizi innovativi possano svilupparsi; massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale.

Un mercato con troppi ostacoliMercato Unico Digitale 1

Attualmente – sottolinea la Commissione - l’esistenza di ostacoli alle operazioni online impedisce ai cittadini di profittare di una più vasta gamma di beni e servizi: solo il 15% effettua acquisti online da un altro Stato membro. Le imprese che operano via Internet e le start-up non possono trarre pieno vantaggio dalle opportunità di crescita offerte da Internet: solo il 7% delle PMI vende all’estero. Infine, le imprese e le pubbliche amministrazioni non possono fruire appieno degli strumenti digitali. Un mercato unico digitale pienamente funzionante potrebbe apportare all’economia europea 415 miliardi di euro l’anno e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Le “debolezze” dell’ItaliaMercato Unico Digitale

I dati, peraltro, evidenziano come l’Italia si conferma come uno dei paesi meno "digitalizzati" in termini di utilizzo delle possibilità che la rete offre ai consumatori: solo il 59% dei consumatori italiani usa internet, contro il 75% di media UE. Percentuali inferiori si registrano solo in Bulgaria, Romania e Grecia. Le persone che non hanno mai usato internet sono il 32% in Italia contro il 18% in Europa. Solo il 35% effettua acquisti online, poco più della metà della media europea pari al 63%; e solo il 14% si azzarda ad acquistare all'estero, ma in questo caso la media europea è solo di poco superiore (il 18%). Molto bassa anche la quota di cui interagisce online con la pubblica amministrazione: il 18% contro una media UE del 32%.

Le 16 azioni chiave della Commissioni Ue sono suddivise in tre filoni.

1- Migliorare l'accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa per i consumatori e le impresePuzzle

  • Norme per agevolare il commercio elettronico transfrontaliero
    Più diritti e offerte per i consumatori per gli acquisti online e maggiore facilità per le imprese a vendere in altri Paesi UE.
  • Rapida e omogenea attuazione delle norme di protezione dei consumatori
    In programma la revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori.
  • Servizi di consegna dei pacchi più efficienti e a prezzi accessibili
    Il costo eccessivo di tali servizi rappresenta un ostacolo per il 62% delle imprese che cercano di vendere online.
  • Eliminazione del blocco geografico
    Si tratta di una pratica discriminatoria utilizzata per motivi commerciali. Con il blocco, i venditori online impediscono ai consumatori di accedere a un sito internet sulla base della loro ubicazione o li reindirizzano verso un sito di vendite locale che pratica prezzi diversi.
  • Commercio elettronico
    La Commissione UE  ha avviato un'inchiesta in materia di antitrust nel settore del commercio elettronico nell'Unione. L'obiettivo è individuare potenziali problemi relativi alla concorrenza che possano incidere sui mercati europei del settore.
  • Aggiornamento delle norme sul diritto d'autore
    Nuove proposte saranno presentate entro la fine del 2015 per ridurre le disparità tra i regimi di diritto d'autore nazionali e permettere un accesso online più ampio alle opere in tutta l'UE. La Commissione intende soprattutto garantire che gli acquirenti di film, musica o articoli possano fruirne anche quando viaggiano nel territorio europeo.
  • Revisione della direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo
    L'obiettivo è verificare le norme possano essere estese alle trasmissioni radiotelevisive online e per esaminare come aumentare l’accesso transfrontaliero ai servizi radiotelevisivi in Europa.
  • Riduzione degli oneri amministrativi per le imprese
    Si tratta di oneri che derivano dai diversi regimi IVA. Vantaggi dal meccanismo elettronico di registrazione e pagamento unici e soglia di IVA comune per sostenere le start-up più piccole che vendono online

2- Creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsiEuropa digitale

  • Revisione della regolamentazione UE in materia di telecomunicazioni
    Definire criteri comuni a livello UE per l'assegnazione dello spettro a livello nazionale, creare incentivi agli investimenti nella banda larga ad alta velocità, garantire condizioni di concorrenza eque per tutti gli operatori del mercato, vecchi e nuovi.
  • Riesame del quadro dei media audiovisivi
    Il ruolo dei diversi operatori del mercato nella promozione delle opere europee (emittenti televisive, fornitori di servizi audiovisivi a richiesta, ecc.).
  • Ruolo delle piattaforme online nel mercato
    L'esame della Commissione riguarderà motori di ricerca, social media, app store e altro ancora. Verterà su aspetti quali la mancanza di trasparenza dei risultati di ricerca e delle politiche in materia di prezzi, le modalità di utilizzo delle informazioni ottenute, le relazioni tra piattaforme e fornitori e la promozione dei propri servizi a scapito dei concorrenti, i modi migliori per contrastare i contenuti illeciti su internet.
  • Trattamento dei dati personali
    Con le nuove norme UE in materia di protezione dei dati, che dovrebbero essere adottate entro fine 2015, la Commissione procederà poi alla revisione della direttiva e-privacy.
  • Sicurezza informatica
    Partenariato con l'industria nell'ambito delle tecnologie e delle soluzioni per la sicurezza delle reti.

3 - Massimizzare il potenziale di crescita dell'economia digitale

  • Iniziativa europea per il libero flusso dei dati
    Talvolta i nuovi servizi sono ostacolati da restrizioni relative al luogo in cui si trovano i dati o all'accesso dei dati. La Commissione avvierà anche un'iniziativa europea a favore del cloud computing relativa alla certificazione dei servizi di cloud computing, al cambiamento di fornitore di detti servizi e a un “cloud per la ricerca”.
  • Priorità per elaborazione di norme e interoperabilità
    Riguarda settori fondamentali per il mercato unico digitale, quali la sanità elettronica, la pianificazione dei trasporti o l'energia (contatori intelligenti).
  • Nuovo piano d'azione per l'eGovernment
    I registri delle imprese in tutta Europa saranno collegati, i diversi sistemi nazionali potranno lavorare in modo compatibile e le imprese e i cittadini avranno la possibilità di comunicare i dati una sola volta alle amministrazioni pubbliche, che non dovranno più richiedere ripetutamente al cittadino la medesima informazione ogniqualvolta possono riutilizzare le informazioni già in loro possesso. Tale iniziativa, c.d. «una tantum», consentirà di ridurre le formalità burocratiche e potrebbe portare a un risparmio di circa 5 miliardi di euro all’anno entro il 2017. Sarà accelerata anche l’introduzione degli appalti elettronici e delle firme elettroniche interoperabili.

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Pubblicato il 07/05/2015 — ultima modifica 07/05/2015
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