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Ddl Concorrenza, allarme del Garante della Privacy sul telemarketing selvaggio

Dalla lettura del testo approvato al Senato, una norma sdogana il telemarketing selvaggio. Immediata la reazione del ministro Carlo Calenda “Subito correzioni al testo”, in vista della lettura definitiva alla Camera.

Pasticcio al Senato sul Ddl Concorrenza su cui il Governo ha posto la fiducia al Senato, e che dovrà passare ancora in terza lettura alla Camera prima del varo definitivo. Antonello Soro, Garante della Privacy, interviene a tutela dei consumatori sul “diritto di prima chiamata” modificato nel testo approvato al Senato. Nel mirino del presidente Soro la non richiesta del  "diritto di prima chiamata" per gli addetti dei call center. Nel testo si propone di modificare l’inserimento dell’articolo 4-bis nel quale era stabilito che: 

« 4-bis. Gli operatori e i soggetti terzi che stabiliscono, con chiamate vocali effettuate con addetti, un contatto anche non sollecitato con l’abbonato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale hanno l’obbligo di comunicare all’esordio della conversazione i seguenti dati: a) gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale il contatto avviene; b) l’indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto.

4-ter. Il contatto è consentito solo se l’abbonato destinatario della chiamata, a seguito della comunicazione di cui al comma 4- bis, presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione».

Telemarketing selvaggio Tempestive le reazioni delle associazioni dei Consumatori “Non ci sarà pace per i cittadini se non si modificherà al più presto quanto disposto dall’Art. 18 del Ddl Concorrenza”, hanno dichiarato Federconsumatori e Adusbef. “Viene abbattuto, così, anche l’ultimo baluardo a tutela dei cittadini”, è la posizione di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti delle due associazioni. Sulla stessa linea anche Adoc e Rete Consumatori Italia: “La norma va modificata subito”, e avanzano la proposta anche del RUC-Registro Universale dei Consensi. In sostanza, un database con l’elenco di tutti i trattamenti dei dati personali dei cittadini raccolti dalle imprese per finalità di marketing. Uno strumento per consentire ai consumatori di visualizzare tutti i trattamenti attivi ed esercitare in qualunque momento la revoca del consenso. Critiche anche dal Codacons.

Ad oggi, il consumatore non ha un vero controllo sui propri dati personali che finiscono in mano alle imprese: infatti non esiste un database unico che contenga tutti i consensi rilasciati dagli utenti, ed è anche per questo che il Garante Privacy ha proposto un azzeramento totale di tutti i consensi. Esiste, infatti, il Registro delle Opposizioni, che però vale soltanto per i numeri fissi presenti in elenco e non riesce a tutelare i cittadini dagli abusi del telemarketing aggressivo e dei contratti non richiesti. Peraltro, anche l’, da tempo auspicato per meglio tutelare i cittadini, non è presente nel Ddl Concorrenza.

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Pubblicato il 11/05/2017 — ultima modifica 11/05/2017
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