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Buono e sano, le qualità del bio secondo gli scienziati

Biologico sott'esame in una ricerca specificatamente italiana che quantifica, attraverso la revisione di tutti gli studi, le differenze nutrizionali.

Bio è più buono ma anche più sano. Parola di scienziati. La conferma (che suona come una smentita alle ultime ricerche in tal senso, l’ultima poco meno di un anno fa della Stanford University della California) arriva dallo studio pubblicato di recente dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra, ex Inran): “Bioqualia”.

Quello che i consumatori hanno intuito da tempo, tanto che gli acquisti degli alimenti biologici sono cresciuti del 9% nel 2011 e del 7,3% nel 2012 nonostante la crisi, lo hanno finalmente messo a fuoco anche i nutrizionisti italiani. Grazie al loro lavoro sono state analizzate e ordinate tutte le ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali dal 2005 al 2011 che avevano per oggetto il confronto delle qualità nutrizionali di prodotti biologici e convenzionali.

Frutta, ortaggi, latte Bio cassette

Il risultato è stato molto netto: la frutta bio tende a contenere più vitamina C e - nel caso dei frutti a bacca - più composti fenolici; gli ortaggi bio mostrano una concentrazione superiore di carotenoidi; ma soprattutto latte e derivati, ottenuti da animali allevati con il sistema biologico, sono tendenzialmente più ricchi di acidi grassi polinsaturi e acido linoleico coniugato, sostanze dalla fondamentale azione preventiva verso le malattie cardiovascolari, infiammatorie e verso il cancro.

“In questi ultimi anni il numero delle ricerche che mettono a confronto i sistemi produttivi biologico e convenzionale è aumentato moltissimo”, spiega Flavio Paoletti, primo ricercatore del Cra e responsabile della review. “Per questo è stato possibile affrontare la questione con una certa fondatezza”, continua il biologo, “e affermare che l’enorme aspettativa dei consumatori nei confronti dei prodotti bio è ben riposta”. Quantificare la maggiore o minore presenza di micronutrienti negli alimenti in modo sistematico, però, non è stato possibile. “Si possono dare solo delle tendenze”, conclude Paoletti, “perché le proprietà dei prodotti agricoli si formano in campo e sono condizionate anche da fattori che non dipendono dalle tecniche di coltivazione, come la varietà dell’alimento, le condizioni climatiche, il tipo di terra, la stagione”.

Buoni e naturaliBio portali

Il dato scientifico più rilevante per la salute umana, a detta del ricercatore italiano, è la presenza di una significativa maggiore quantità di acidi grassi polinsaturi nel latte e negli alimenti derivati dal latte provenienti da animali allevati secondo gli standard biologici. Anche se gli italiani consumano ancora troppo poco latte e yogurt rispetto al proprio fabbisogno per poter usufruire a pieno degli eventuali benefici: poco più di una porzione da 125 grammi al giorno contro le 3 consigliate.

Ma la concorrenza tra bio e convenzionale si gioca anche sul gusto. Per questo nell’ambito dello stesso progetto, il Centro di Sperimentazione agraria e forestale Laimburg di Ora, si è concentrato sul melo e sulla fertilizzazione di queste piante. Sono stati sperimentati differenti fertilizzanti ammessi in agricoltura biologica, con l’obiettivo di dare ai produttori locali indicazioni sulle quantità di sostanza da usare e sul periodo migliore in cui somministrarle. I frutti ottenuti sono stati poi analizzati dal Cra, con metodi chimici e sensoriali, per verificare se i tipi di fertilizzanti utilizzati e le diverse modalità di impiego avessero inciso sulle caratteristiche organolettiche delle mele.

L’analisi dei dati ha permesso di evidenziare differenze nella presenza di composti dell’aroma, nella consistenza, nella dolcezza e nel contenuto di composti fenolici totali in relazione alla quantità di azoto somministrato e alle modalità di somministrazione. Il frutto più dolce è risultato quello trattato con meno fertilizzanti.

Le sostanze da considerareCarne bio

Acidi grassi

Sono i costituenti di quasi tutti i lipidi complessi e dei grassi animali e vegetali. Sono classificati in base alla loro struttura: acidi grassi saturi (acido palmitico), nei quali non sono presenti doppi legami; acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) in cui è presente un solo doppio legame; acidi grassi polinsaturi (linoleico, linolenico), nei quali si trovano due o più doppi legami tra gli atomi di carbonio. In funzione della posizione dell’ultimo doppio legame possono poi essere classificati come acidi grassi omega-3 (acido linolenico) oppure omega-6 (linoleico ). Il rapporto tra questi due ultimi elementi nella dieta occidentale è spesso sbilanciato. Mantenerlo in equilibrio, invece, è importante nella prevenzione di diverse patologie (malattie cardiovascolari, infiammatorie, cancro). Questi acidi grassi vengono definiti essenziali perché non sono sintetizzati dall’organismo umano e devono perciò essere introdotti con la dieta.

Carotenoidi

Composti organici presenti nelle piante o in altri organismi fotosintetici. Se ne conoscono oltre 600 che vengono divisi in due classi: le xantofille, come luteina e zeaxantina, e i caroteni, come licopene e betacarotene, da cui si origina la vitamina A. Sono dei pigmenti che conferiscono colore giallo e arancione a frutta e ortaggi. Li troviamo nel pomodoro, nel peperone, nella carota. Sono contenuti in buona quantità anche in molti ortaggi a foglia: in questo caso, il loro colore è coperto da quello verde della clorofilla. Sono dei potenti antiossidanti e, in quanto tali, sembra possano giocare un ruolo nella stimolazione del sistema immunitario e nella prevenzione di alcuni tipi di cancro.

Acido linoleico coniugato (Cla)

È una particolare classe di acidi grassi che si trova principalmente nel latte, nei latticini e nelle carni. Studi scientifici gli attribuiscono potenziali proprietà benefiche per la salute umana come la stimolazione del sistema immunitario, la protezione di quello cardio-vascolare e di quello osseo.

Fenoli (Composti fenolici)

Agiscono da antiossidanti e, quindi, sono potenzialmente in grado di proteggere l’organismo da diversi tipi di patologie. Tra questi il kampfenolo appartiene ai flavonoidi e, in particolare, alla classe dei flavonoli, come la quercitina, e abbonda in tè, mele e cipolle. Mentre l’acido ellagico che si trova in numerosi frutti e ortaggi, ma in modo particolare nei frutti a bacca come fragole, lamponi, mirtilli, more, e nel melograno, ha una forte capacità antiossidante e antiproliferativa ed è quindi apprezzato come anti-cancerogeno, associato alla riduzione dello stresso ossidativo e della pressione sanguigna.

La Regione Emilia-Romagna e l'agricoltura biologica

Mercato veduta

Sul tema dell'agricoltura biologica - dai compiti della Regione agli elenchi degli operatori, dai sistemi di controllo sino alle norme e agli atti attualmente in vigore - è dedicato anche un ampio sito all'interno del rinnovato portale Agricoltura e pesca.

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Pubblicato il 28/06/2013 — ultima modifica 26/06/2013
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