Europa e consumatori: parlano John Dalli e Paola Coggi
16.07.2012
Un elemento positivo c’è. La presenza di pratiche commerciali sleali in Italia è più limitata rispetto al resto dell’Europa. Un dato curioso poi emerge dal trattamento dei reclami: gli italiani sono tra i consumatori più inclini a lamentarsi quando incontrano un problema. Per il resto, la classifica che misura la protezione dei consumatori vede il nostro paese scivolare in basso. Dai 66 punti del 2010 ai 57 del 2011.
300 associazioni a confronto
Il dato è tra quelli emersi in occasione del Vertice europeo dei consumatori che ha riunito a Bruxelles circa 300 rappresentanti di associazioni dei consumatori, istituzioni comunitarie e nazionali, organizzazioni non governative e imprese, allo scopo di analizzare le maggiori sfide e le migliori soluzioni in tema di consumer policy.
Un evento sul quale abbiamo intervistato il commissario per le Politiche dei consumatori, John Dalli, e il direttore generale per la Tutela dei consumatori, Paola Testori Coggi.
In occasione del Vertice, la Commissione ha organizzato due seminari su come affrontare ricorsi a dichiarazioni ingannevoli e riflessioni su trasparenza e affidabilità degli strumenti di confronto, come i siti web. Due temi al centro dell’agenda comunitaria anche legislativa.
Sono infatti in corso ulteriori tentativi di velocizzare i meccanismi di ricorso e fare in modo che qualsiasi vertenza contrattuale tra consumatore e impresa sia risolta entro 90 giorni. E, in considerazione della diffusione di massa di tecnologie come l’home banking, si punta a realizzare un livello più elevato di trasparenza e alfabetizzazione finanziaria. Sul tema a Bruxelles si sta preparando una proposta di legge per realizzare un miglior livello di trasparenza e confronto sui conti bancari, perché sia più facile per i consumatori cambiare operatore, anche on line.
John Dalli: “Più poteri a 500 milioni di consumatori"
“Mi sono rivolto ai legislatori nazionali chiedendo loro di tenere presente i risultati pubblicati e di cercare di costruire un sistema sempre migliore. Solo i consumatori che sono consapevoli dei loro diritti, e sanno come usarli, possono ottenere il massimo del potenziale dal mercato unico europeo”. John Dalli, commissario europeo con deleghe alla Salute e alle Politiche dei consumatori, conosce bene le grandi differenze nelle politiche per i consumatori praticate dai paesi membri, “misurate” due volte l’anno dal Consumer Market Scoreboard. E se da un canto auspica una maggiore armonizzazione, dall’altro guarda avanti, ai passi da compiere per migliorare i diritti del consumatore europeo, dei quali si è trattato nel Summit sulle politiche per i consumatori del 29 maggio scorso.
Commissario, quali sono i risultati del recente European Consumer Summit?
Ci siamo concentrati sull’Agenda europea del consumatore per il 2020. Il nostro obiettivo è dare più poteri ai 500 milioni di consumatori europei, aumentare la loro fiducia dando loro i mezzi per partecipare attivamente al mercato, per poter esercitare il loro potere di scelta e per vedere i propri diritti rispettati. Faremo questo assicurandoci che i servizi e i prodotti alimentari nel mercato unico europeo siano sicuri, faremo in modo che ci sia più supporto per i consumatori nei loro acquisti fatti tra Stato e Stato grazie ai Centri europei per i consumatori (Cec). I cittadini europei già godono di uno degli standard più elevati al mondo in tema di diritti per i consumatori. Ma come Commissione europea dobbiamo anche indirizzarci verso la soluzione di sfide significative come quelle legate alla crescente complessità dei mercati e alla digitalizzazione della vita quotidiana.
Quanto sta investendo la Commissione europea nelle politiche per i consumatori?
La Commissione ha proposto che il futuro programma per i consumatori abbia un budget di quasi 200 milioni di euro dal 2014 al 2020. La proposta è al momento in fase di negoziazione tra il Parlamento e il Consiglio europeo. Si tratta di un budget relativamente modesto, ma si aggiunge alle altre risorse finanziarie che l’Europa investe in settori affini e comunque di importanza per i consumatori, quali l’energia, i trasporti, i prodotti alimentari.
Sempre più persone viaggiano in aereo. Ma il servizio presenta ancora criticità. Ci sono novità in questo settore?
Dal 17 febbraio 2005, una regolamentazione europea ad hoc protegge i passeggeri aerei che viaggiano in Europa. Questa normativa stabilisce che i passeggeri che partono da qualsiasi aeroporto europeo, con qualsiasi compagnia aerea, o arrivano in qualsiasi aeroporto europeo con una compagnia aerea registrata in Europa, sono titolari di diritti base in caso di negato imbarco, di lunghi ritardi o cancellazioni. Le compagnie hanno l’obbligo di informare i passeggeri su questi diritti in fase di check-in e comunque quando nasce il problema. Questa regolamentazione è bene applicata in tutta Europa, i diritti sono normalmente pubblicati negli aeroporti e la maggior parte delle compagnie aeree forniscono cibo e bevande ai passeggeri che devono sopportare lunghi ritardi. I passeggeri devono prestare attenzione a questi diritti, che noi promuoviamo regolarmente per esempio organizzando negli aeroporti giornate dedicate proprio ai diritti dei passeggeri.
Non sempre però le compagnie rispettano i diritti dei passeggeri tutelandoli in materia di ritardo o cancellazione del volo...
Se le compagnie aeree si rifiutano di applicare i diritti previsti, i passeggeri possono rivolgersi alle autorità del paese in cui è avvenuto il fatto in questione oppure possono essere aiutati dal Centro europeo dei consumatori del loro Stato. Presenti in ciascuno dei 27 Stati membri, questi centri ricevono circa 70mila contatti l’anno e nel 40% dei casi risolvono la lamentela in via amichevole in poche settimane. Circa il 30% delle lamentele riguarda proprio il traffico aereo, come i problemi sopra menzionati oppure altre questioni come la trasparenza dei prezzi o problemi tecnici che si verificano durante le procedure di prenotazione.
Paola Testori Coggi e l'Italia
Un’italiana, Paola Testori Coggi, direttore generale per le Politiche della salute e la Tutela dei consumatori presso la Commissione europea, è stata la padrona di casa introducendo il quarto European Consumer Summit. A lei abbiamo chiesto quali sono le ultime iniziative. A partire dall’Agenda europea dei consumatori 2020.
“Scopo dell’Agenda - esordisce Paola Testori Coggi - è aumentare la fiducia dei consumatori mediante il rinforzo delle politiche sulla sicurezza dei consumatori, il miglioramento della diffusione delle informazioni, l’applicazione delle leggi comunitarie sui consumatori e la garanzia di ricorso per risolvere i problemi senza dover adire un giudice, l’armonizzazione dei diritti e delle politiche dei consumatori per i cambiamenti nella società e nell’economia”.
Come si svolge dietro le quinte il lavoro a Bruxelles che ha portato a una politica dei consumatori attiva da 40 anni?
Raccogliamo e aggiorniamo i dati sul modo in cui funziona il mercato unico, soprattutto attraverso la tabella di valutazione dei mercati dei beni di consumo, pubblicata due volte l’anno. In particolare questo strumento monitora l’evoluzione dei mercati e l’influenza che hanno sulla vita dei consumatori all’interno dell’Unione. Il nostro lavoro si basa su quattro priorità: sicurezza, informazione e istruzione, applicazione delle norme e garanzie dei mezzi di ricorso. Nel settore della sicurezza, uno degli strumenti di maggior successo è il Rapex, un sistema di allarme rapido, che consente ai paesi dell’Ue di condividere le informazioni sui prodotti pericolosi presenti sul mercato e di proteggere i consumatori.
Gli ultimi dati mostrano che questa protezione non è molto omogenea...
I risultati suggeriscono che i paesi nelle migliori condizioni sono Lussemburgo, Gran Bretagna, Danimarca, Austria, Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia e Svezia, tutti al di sopra della media Ue. Le condizioni dei consumatori sembrano essere invece meno favorevoli negli Stati membri orientali e meridionali. L’Italia, in particolare, ha registrato una significativa diminuzione del Consumer Conditions Scoreboard, passando dai 66 punti del 2010 (su una scala fino a 100) ai 57 del 2011.
Come rendere più facile per il cittadino la difesa dei propri diritti?
I consumatori dovrebbero essere in grado di risolvere i problemi in modo rapido e a basso costo. Abbiamo lavorato per mettere in atto sistemi di ricorso per i consumatori per risolvere controversie con gli operatori commerciali fuori dalle aule dei tribunali con sistemi disponibili anche on line, dove puntiamo ad avere una piattaforma a livello Ue.
