Gps o smartphone? Una guida aiuta a orientarsi
Per non “perdere la bussola” quando si è in auto, è meglio investire in un Gps classico o affidarsi a uno smartphone con una delle applicazioni per la navigazione fornite da Apple, Android e Nokia?
Prova a dare una risposta al dilemma La Borsa della spesa, il periodico dell’Associazione dei consumatori svizzeri, che ha testato 13 navigatori classici e 8 applicazioni per smartphone. In generale il risultato è soddisfacente. Tra i Gps solo il Garmin nüvi 40 e il Mio Moov hanno una striminzita sufficienza, penalizzati dall’assenza di bluetooth e riconoscimento vocale. Voto buono per tutti gli altri.
Situazione simile per le applicazioni: guadagnano tutte un giudizio buono, tranne Google Navigation per Android, Skobbler Gps Navigation 2 dell’Apple e il Nokia Drive che arrivano solo alla sufficienza.
Con questi risultati è difficile individuare un vincitore nel match tra navigatori classici e smartphone. I primi hanno il vantaggio di schermi più grandi e più visibili al sole, sono muniti di una ventosa che permette di installarli sul parabrezza e nelle prove pratiche si rivelano più efficienti grazie a istruzioni chiare. Alcuni apparecchi hanno anche la funzione “live”, che fornisce in tempo reale lo stato delle strade e segnala i punti di interesse (distributori, aeroporti ecc.). Peccato che si avviino lentamente perché devono innanzitutto trovare il satellite.
Gli smartphone presentano il vantaggio di essere sempre connessi e sono dotati della funzione “assisted-Gps” che permette di trovare rapidamente i satelliti collegandosi a internet.
