Consumatori

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Riforma taxi

Unione Nazionale Consumatori

Governo accolga tesi Antitrust e non arretri

“Governo e Parlamento accolgano le tesi dell’Antitrust e non arretrino rispetto agli articoli appena cancellati”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la segnalazione dell’Authority al Parlamento su taxi e servizi pubblici non di linea.

Per l’Antitrust, è necessaria una riforma completa del settore della mobilità non di linea che è regolata da una legge ormai vecchia di 25 anni. Serve “un alleggerimento della regolazione esistente”, eliminando “le disposizioni che limitano su base territoriale l’attività degli Ncc”. Riforme che “garantirebbero una piena equiparazione” tra tassisti e Ncc e “faciliterebbe lo sviluppo di forme di servizio più innovative e benefiche per i consumatori (tipo Uber black e Mytaxi)”. La riforma dovrebbe riguardare anche quella tipologia di servizi che attraverso piattaforme digitali mettono in connessione autisti non professionisti e domanda finale, come il servizio Uber Pop.

“Condividiamo le proposte dell’Antitrust. L’eliminazione dell’assurda regola secondo la quale l’inizio ed il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente devono avvenire alla rimessa, situata nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, introdotta per volontà dei tassisti nel 2008 e che non prevista nella norma quadro originaria del 1992, è sacrosanta. Introdurla nuovamente significherebbe rendere il servizio inefficiente e gravare sulle tasche dei consumatori, visto che il maggior costo del viaggio sarebbe poi traslato sul cliente finale”, prosegue Dona.

“Quanto allo sviluppo di quelle che lo stesso Antitrust chiama le forme di servizio più innovative e benefiche per i consumatori, ossia le nuove piattaforme di servizi tecnologici per la mobilità come Uber, il Governo non può consentirsi di bloccare le innovazioni, che sono alla base dello sviluppo economico”, conclude Dona.

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Pubblicato il 13/03/2017 — ultima modifica 13/03/2017
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